Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Il Paese di Ciampi

Sabato, 17 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 17 settembre

Nello stesso giorno nel quale i leader europei si riunivano a Bratislava per cercare di arrestare la crisi verticale dell’Unione, se n’è andato l’uomo senza il quale forse l’Italia non sarebbe a quel consesso nel gruppo di testa. L’ingresso dell’Italia nella moneta unica europea è l’eredità storica di Carlo Azeglio Ciampi, sintesi della sua visione della politica economica e della politica tout court, e anche della continuità del suo operato, dalla Banca d’Italia al governo al Quirinale.

Diritti di carta

Venerdì, 16 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 16 settembre

Dovevano rientrare in Italia a giorni, i cinque figli e la moglie di Abd Elsalam Ahmed Eldanf. Adesso piangono la salma del loro papà e marito. Morto a Piacenza durante una protesta operaia, mentre rivendicava i suoi diritti. Una notizia giunta nella notte, che ha fatto piombare un’intera famiglia nel lutto e il nostro Paese in una scena da Ottocento operaio. Le prime testimonianze, del fratello e dei compagni di Eldanf, raccontano di un picchetto sfondato dal camion; una veloce ricostruzione della procura avvalora la tesi di un incidente; i sindacalisti della Usb – Unione sindacale di base, sigla molto presente nel mondo della logistica e in particolare nel polo di Piacenza, il più grande d’Italia – parlano di assassinio. Non ci vorrà molto per una ricostruzione attenta: rispetto all’Ottocento abbiamo in più, adesso, video, messaggi, comunicazione istantanea. Quello che non abbiamo in più, purtroppo, è la garanzia che i diritti scritti sulla carta valgano davvero per tutti e ovunque.

Pensioni, un Paese spaccato a metà

Lunedì, 12 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 12 settembre 2016

Fino a qualche tempo fa le pensioni degli italiani sembravano una bomba pronta a esplodere e l’obiettivo principale dei governi era far lavorare la gente più a lungo. In poco tempo, la situazione è cambiata. Per la prossima manovra economica si studia un meccanismo per anticipare l’uscita dal lavoro; e il presidente dell’Inps Tito Boeri fa sapere che non c’è un problema di sostenibilità finanziaria della previdenza. Lo stesso Boeri aggiunge però che c’è un altro problema più grande che il sistema pensionistico deve affrontare, ed è quello della sua equità.

Ora i fatti, non slide e proclami

Sabato, 03 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui giornali locali del gruppo Espresso il 3 settembre 2016

Non è mai bello quando un governo si mette a fare le pulci a un organo indipendente. Tanto più se lo fa quando questo dice o fa qualcosa di sgradevole per il governo stesso. Dunque la polemica che si è aperta sui dati dell’Istat, che ha confermato ieri la crescita zero per l’Italia, è inutile e dannosa. Tanto più che stiamo parlando di numeri piccolissimi: cosa cambierebbe nella sostanza se nel secondo semestre avessimo avuto una crescita dello 0,1 invece che calma piatta? Più utile sarebbe interrogarsi su quei dati e sull’insieme delle questioni che, da qualche mese, si stanno addensando sull’orizzonte del governo come nubi che portano tempesta.

Un'altra pagina

Mercoledì, 31 Agosto 2016

Quello in edicola è l’ultimo numero di pagina99 che firmo. Il giornale, al cui primo lancio avevo partecipato e nel quale sono tornata da poco meno di un anno (tks Luigi Spinola, che mi ha richiamata alle armi per fare la condirettrice), continuerà con un altro assetto di direzione. E' stato un periodo, come si dice, breve ma intenso, e mi sembra brutto andarmene senza un saluto. Non parlo qui della redazione, gruppo nascente al quale va tutta la mia stima e il ringraziamento per avermi insegnato tante nuove cose. Né dell’editore – News 3.0 – che ringrazio per la volontà di riprovarci, forte di una base nel web, anche nel periglioso mondo della carta. Questi saluti “interni” sono già stati fatti. Qui invece voglio salutare l’esterno, la piccola grande comunità dei lettori e delle lettrici, che in un panorama dell’informazione sempre più mordi-e-fuggi (e più mordi più fuggi), hanno trovato e troveranno il tempo e le risorse per leggere un settimanale che ha cercato di essere poderoso, innovativo, approfondito, curato, netto ma non fazioso. (Autocritica e critica: forse non sempre ci siamo riusciti, voi non sempre ci avete comprato!). Ringrazio e saluto anche i collaboratori e le collaboratrici che con passione e pazienza – tanta pazienza – hanno contribuito all’opera. Pagina99 cambia e va avanti. Idem per la sottoscritta, passo e non chiudo. 

Flessibilità, basta chiederla. Una troika sul post-terremoto

Mercoledì, 31 Agosto 2016

Commento pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 31 agosto 2016

In tutt’Europa, dove più dove meno, gli investimenti languono. Dall’anno d’inizio della crisi a oggi, gli investimenti sono scesi, in rapporto al Pil, di quasi tre punti percentuali nella media dell’Unione, di quasi 4 punti in Italia. Da noi la riduzione ha interessato sia le spese pubbliche in conto capitale, che quelle private: in entrambi i casi, la discesa è continuata fino al 2015, cioè anche negli anni della presunta fine della crisi. Dunque gli investimenti servono in Europa, e il taglio di quelli pubblici non ha liberato risorse per quelli privati. Ci sarebbe più di una ragione, sia teorica che storica, per escludere la spesa pubblica per investimenti dai tetti del patto di stabilità.

Sostegno alla famiglia precaria: no alla trappola del facile consenso

Mercoledì, 24 Agosto 2016

Commento pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso, il 24 agosto 2016

Cultura, pensioni, libri, ecobonus, esodati, investimenti, bebè… Il mese prima della manovra è fitto di idee. Anche se le spiagge si vanno svuotando, sono tanti a cercare un posto al sole. Ognuno punta la sua posta, assai prima che si apra il banco. Per far vedere che ci crede, per mostrare le sue priorità, per ricordarle agli elettori, per aprire la trattativa. Ma spesso i ballon d’essai di fine estate non durano fino all’inizio autunno. Speriamo che non sia questo il destino del grande piano per la famiglia: tema lanciato dal ministro per gli affari regionali Enrico Costa, non perché la famiglia sia una questione “regionale” ma perché quando è stato nominato gli è stata data la delega appunto alla famiglia, con l’indicazione esplicita del sostegno alla natalità. Un tassello particolarmente importante per il microcosmo della politica (rafforzamento della delegazione dell’Ncd al governo, con il tema per loro classico delle politiche familiari), ma infinitamente più importante per il futuro del Paese. Perché la famiglia ha retto il peso maggiore della crisi, sostituendo il sistema di protezione sociale laddove questo non è arrivato, ma ha tenuto fino a un certo punto. E la maggiore sofferenza la si vede proprio nei numeri sulle nascite.

Il vicolo stretto di Padoan

Sabato, 13 Agosto 2016

Articolo scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso, 13 agosto 2016

Era prevedibile e infatti l’avevamo previsto, ha fatto sapere con una nota il ministero dell’Economia, subito dopo la diffusione dei dati dell’Istat sull’andamento del Pil: crescita zero nel secondo trimestre dell’anno. Numeri gelati che sono piombati sul venerdì di esodo degli italiani verso le vacanze. Secondo lo stesso Istat, 7 italiani su 10 sono in grado di dire con una buona approssimazione com’è messo il Pil italiano. Probabilmente anche per molti di loro la doccia fredda di ieri non è arrivata del tutto imprevista: per chi è nel mondo del lavoro e delle imprese, bastava guardarsi un po’ intorno, parlare con i fornitori e con le banche, conteggiare i ritardi nei pagamenti. Per chi legge gli indicatori statistici, i segnali erano già arrivati a valanga: la produzione industriale in forte calo a giugno (meno 1% su base annua); l’export in discesa (meno 1,5% dal primo trimestre 2015 allo stesso periodo del 2016); e i prezzi calanti (meno 0,1% a luglio, sullo stesso mese dell’anno scorso), segnale di quella brutta malattia che è la deflazione e preoccupa mezzo mondo.

Banche, l'ipocrisia sugli aiuti di Stato

Domenica, 31 Luglio 2016

Commento scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso il 31 luglio 2016

Può sembrare un’ironia della sorte, il fatto che il gran giudizio sullo stato di salute delle banche europee venga da Londra, capitale che presto sarà extracomunitaria; e che ultima della lista sia la banca più antica del mondo, il Monte dei Paschi di Siena. Paradossi minori (presto la sede dell’Eba, European Banking Authority, che fu decisa qualche anno fa, sarà trasferita; quanto a Siena, il blasone di nobiltà bancaria l’ha perso da un pezzo); che si affiancano ad altri più grossi, traducibili in altrettante domande: perché gli aiuti di Stato, che nei primi anni della crisi hanno rimpolpato il capitale delle banche che adesso sono in cima alla lista dei virtuosi, ora non sono più leciti? Perché le autorità europee fanno i conti degli effetti dei possibili eventi economici tragici (con gli stress test) ma non fanno niente per evitarli? Perché il verdetto di Londra è, nel suo complesso, tranquilizzante, mentre in Borsa le banche crollano dall’inizio dell’anno?

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