Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Il regresso dell'Imu

Mercoledì, 08 Maggio 2013

Costosa, inutile e dannosa. La prima manovra economica del governo Letta-Alfano, oltre a consegnare un plateale successo politico a Silvio Berlusconi – che vede la sua bandierina elettorale trasformata in decreto legge, il primo del neonato esecutivo – si colloca al di fuori di qualsiasi logica economica e al centro di un disegno redistributivo preciso: di censo (dai più poveri ai più ricchi), generazionale (dai più giovani ai più vecchi), territoriale (dalla periferia al centro).

Le api di Angela

Sabato, 04 Maggio 2013

"La grande arte di rendere una nazione felice, o come dicesi fiorente, sta nel dare a ciascuno la possibilità d'essere occupato; per raggiungere il qual fine, sia prima cura del governo il promuovere una varietà di manifatture, d'arti e mestieri quanta lo spirito umano può inventare; e la seconda, di incoraggiare l'agricoltura e la pesca in ogni loro ramo, talché la terra intera sia costretta a dare il massimo suo risultato al pari dell'uomo. E' da questa politica, non dalle meschine regolamentazioni della prodigalità e della frugalità, che devono attendersi la grandezza e la felicità delle nazioni". (Bernard Mandeville, La favola delle api, 1714). Traduzione in tedesco (per Merkel): "Die Bienenfabel".

E per capofamiglia mamma

Venerdì, 05 Aprile 2013

 

Donne al fronte. Non stiamo parlando delle novità dell'esercito americano, ma delle nuove truppe in prima linea nella guerra dell'economia italiana. Nel paese con più bassa occupazione femminile d'Europa, sta succedendo qualcosa di nuovo. Al quinto anno di crisi, sono sempre più le coppie che per sopravvivere contano solo sul reddito femminile. Cassiere e professioniste, insegnanti e cameriere, badanti ed interpreti: c'è tutta la geografia dei lavori, nell'emersione delle nuove “breadwinner”. Parola che in inglese indica la persona che porta il reddito principale in famiglia, il procacciatore di cibo; e in italiano è per lo più stata declinata nel maschile “capofamiglia”. Fino all'ultima crisi, che ha rimescolato le carte e i ruoli. Con conseguenze non sempre prevedibili.

Fra madre e figlia, a 4 mani

Martedì, 19 Marzo 2013

Non si contano, nella letteratura e nella saggistica, le lettere ai figli. Genere di recente arricchito dalle letterine-bignami, come l’economia o la Costituzione o il razzismo “spiegato a mio/a figlio/a”. Fra me e te, invece, è un libro fra madre e figlia, scritto a quattro mani da Mariella Gramaglia – la madre, una delle protagoniste del femminismo italiano - e Maddalena Vianello - la figlia, ricercatrice, organizzatrice culturale, attivista.

Qualcosa, e presto

Mercoledì, 13 Marzo 2013

Sto facendo una serie di interviste sulla crisi economica. Non agli esperti, non a chi decide, non agli economisti, non a chi fa politica o sindacato. A chi la subisce. Spesso l'intervista non sa come finire, perché la persona che racconta si mette a piangere e io non so che dire. Se non pubblicare qui uno sfogo, in forma di domanda: ma di cosa stiamo parlando? E il numero dei parlamentari, e gli stipendi blu, e i processi di Berlusconi, e i giudici, e la legge elettorale...

Pagelle tossiche, primi anticorpi

Sabato, 23 Febbraio 2013

Con la decisione dell'amministrazione Obama di trascinare in giudizio Standard and Poor's si è aperta una fase nuova nei rapporti tra politica e finanza? Dopo che il dipartimento di Giustizia ha avanzato la richiesta di 5 miliardi di dollari di risarcimento a una delle maggiori agenzie di rating – le altre sono Moody's e Fitch – per i gravi danni all'economia Usa inflitti dal 2004 al 2007, alle voci di benvenuto nei commenti sui media mondiali hanno fatto eco le preoccupazioni per il ritardo di tale svolta. E sono emersi i dubbi sulla sua efficacia, se non accompagnata da una riforma complessiva della finanza.

Salto nel voto

Sabato, 09 Febbraio 2013

 

Sul numero di Micromega in edicola ci sono un po' di  dichiazioni di voto, tra cui la mia. Che riporto anche qui. Eccola: "La destra ha fallito, in tutti i suoi aspetti. Ha fallito la destra europea, nella sua risposta che ha aggravato la crisi. E ha fallito quella italiana, diversa nella (in)decenza pubblica ma complice nell'inazione della politica economica. Serve un new deal europeo, e non può scriverlo l'élite politico-economica che ci ha portato nel burrone. Può scriverlo una sinistra che esca dalla subalternità culturale a quest'élite e all'economia dominante, e che torni a farsi investire dalle urgenze della società. Nella quale idee, proposte e pratiche da new deal già circolano da anni, buone per un'agenda da cominciare ad attuare subito:

I Lumi dei beni comuni

Mercoledì, 06 Febbraio 2013

È un attacco su un doppio fronte, quello che Laura Pennacchi porta nel suo libro “Filosofia dei beni comuni”, nel quale affronta, analizza e contesta il pensiero dominante sui rapporti tra la sfera dell'economia e la sfera pubblica. Da un lato, c'è la critica del pensiero che si è affermato nell'ultimo trentennio, che possiamo per semplicità definire “neoliberista” – il pensiero guidato dall'individualismo metodologico, brutalmente riassunto dalla celebra frase di Margareth Thatcher all'apice del suo potere: “La società non esiste”. Dall'altro, c'è l'attacco a quella che Pennacchi definisce “la mistica del bene comune”,

Un granello di sabbia si aggira per l'Europa

Giovedì, 24 Gennaio 2013

Il fatto è che “le merci e il lavoro si muovono molto più lentamente dei capitali, in risposta ai segnali internazionali di prezzo”. Così scriveva James Tobin, anno 1978, nell'articolo A Proposal for International Monetary Reform, pubblicato su The Eastern Economic Journal. In questa frase apparentemente banale, c'è il nucleo di base della proposta dell'ormai famosa “Tobin tax”: che in realtà era già stata lanciata da Tobin qualche anno prima a Pricenton nelle Janeway Lectures. Era passata pressoché inosservata, ma che avrebbe avuto invece grande risonanza con le crisi valutarie seguìte alla fine del sistema di Bretton Woods; per poi rotolare negli anni e nei secoli e arrivare fino a noi, dopo aver infiammato anche piazze e movimenti (vastissima la campagna dal basso per la “tassa di Robin Hood”): fino a convincere la riluttante Europa, in preda alla turbolenza finanziaria e alla depressione economica, ad inserirla tra le sue politiche.

La casa al centro, i giovani al margine

Mercoledì, 23 Gennaio 2013

Con chi parliamo quando parliamo di Imu? Il ritorno del settantaseienne Berlusconi, alla sua sesta campagna elettorale, ha portato con sé tra le altre cose anche il gran ritorno della questione delle tasse sulla casa in proprietà. In molti lo hanno seguito, e così il discorso pubblico si è concentrato sul numero più classico dell'anziano prestigiatore, che prova così a risalire la china ripetendo il colpaccio che già gli riuscì nel 2006. Nel terrore generale: la tassa sulla casa riguarda tutti si dice; perché quasi tutti sono proprietari in Italia, si aggiunge. Dimenticando vari dati di realtà, e soprattutto dimenticando i giovani (retoricamente messi al centro di tutto fino a pochi giorni prima), che è molto difficile che siano appena usciti dall'angoscia della seconda rata dell'Imu, semplicemente perché una casa non ce l'hanno. Lasciando stare quelli che vivono con i genitori, i dati di Bankitalia ci dicono che il 40% delle famiglie con capofamiglia sotto i 34 anni vive in affitto, e il 13% ad altro titolo diverso dalla proprietà. Allora: con chi parliamo quando parliamo di Imu?

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