euro al mese. Forse. E’ l’assistenza che avranno alcuni dei supplenti che dopo l’estate non hanno ritrovato l’incarico annuale che avevano. Sono 16.000, o più, chissà. Prima erano assunti da settembre a giugno, adesso staranno a casa pronti a scattare se chiamati per le “supplenze brevi”, o, se fortunati, per corsi e lezioni che le regioni si inventeranno per occuparli. Con due ingiustizie (tra le tante): dove entreranno loro, usciranno gli altri precari, ancora più sfigati, quelli delle graduatorie d’istituto (più giovani, neolaureati, etc); e il loro reddito finale dipenderà dalla buona volontà e dalla ricchezza della loro regione. A proposito, quando si vota per le regionali?
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