Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Il rito del risparmio e la fine delle formiche

Mercoledì, 01 Novembre 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Atmosfera ovattata e protocollo immutabile. È leggerissimo il vento delle polemiche esterne, nell’aula magna dell’Angelicum – un nome un programma – che ha celebrato a Roma la novantatreesima giornata del risparmio alla presenza del ministro dell’Economia e del governatore della Banca d’Italia. Come se il secondo, Ignazio Visco, non fosse stato oggetto di un’aperta sfiducia da parte dell’azionista principale del governo nel quale Pier Carlo Padoan ha presidiato la politica economica per tutta la legislatura che ora si chiude. Visco ha incassato l’applauso della platea, quando il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti (classe 1934, è al vertice dell’associazione delle casse italiane da diciassette anni) ha fatto riferimento a «polemiche di cui non avevamo certamente la necessità». 

Ragazzini a casa da soli con un emendamento

Sabato, 28 Ottobre 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Dimenticate Rosatellum, Grasso, Banca d’Italia. Nelle case, in palestra, sugli autobus (quando ci sono), in ufficio, e ovviamente all’uscita di scuola non si parla d’altro che dell’ultima novità: l’obbligo dei genitori di andare a prendere i figli a scuola anche se sono già grandicelli. Cioè in quell’età nella quale, di solito, cominciano a tornare a casa da soli: in particolare, alle scuole medie. Ha fiutato l’aria Matteo Renzi dal suo treno, percependo l’onda del momento e cavalcandola: faremo una legge, ha detto.

Falsi obiettivi, nel mirino l'illusione della politica

Mercoledì, 25 Ottobre 2017

Articolo pubblicato dai quotidiani locali del gruppo Espresso

Cos’hanno in comune l’impasse su Brexit di Theresa May, il referendum lombardo-veneto dei governatori Maroni e Zaia, e l’affondo di Renzi contro la Banca d’Italia? Per quanto diversissimi e lontani, i tre fatti emergono dalle cronache come tre punte di uno schieramento unico: formato da persone che guidano o governano o amministrano (insomma, da élite), che individuano un nemico e chiamano l’elettorato a proprio sostegno per combatterlo; ma che trovano poi, nella traduzione concreta del proprio programma, non poche difficoltà, e rischiano di non muovere neanche un passo avanti verso la propria meta. Ma poco importa, poiché questo schieramento è caratterizzato, più che dalla meta che si vuole raggiungere, da una tattica: quella del falso obiettivo.

Roma ha un problema con gli asili nido

Mercoledì, 18 Ottobre 2017

L’asilo nido Momo è pulito e accogliente, gli arredi buffi e bassi danno subito l’impressione di essere entrati in un mondo in miniatura. Fuori, al confine tra Torrevecchia e Primavalle, nella periferia nordovest di Roma, ci sono le facciate grigie delle case popolari, mentre dentro a prevalere sono i colori delle favole e gli odori delle minestrine. Un mondo piccolo, ma che rischia di restringersi ancora di più.

Manovra. Un lifting economico in chiave elettorale

Martedì, 17 Ottobre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Non ci sarà l’aumento dell’Iva. Che sarebbe automaticamente scattato, in assenza di provvedimenti, in virtù di una decisione presa a suo tempo dal governo Monti. Ci sarà l’utilizzo del cosiddetto “golden power” per proteggere Tim dalla scalata di Vivendi – anche questo, in attuazione rafforzata di una norma introdotta da Monti. Non ci saranno gli interventi sulle pensioni chiesti dai sindacati, per fermare gli innalzamenti automatici dell’età previsti, manco a dirlo, dalla riforma Fornero-Monti. In positivo o in negativo, è tutta nella cornice della mega-manovra fatta sull’onda dell’emergenza spread dal governo del supertecnico Monti la manovra del superpolitico Gentiloni. Il che la dice lunga sull’eterna ripetizione di un vizio italiano: le grandi decisioni, brutte o belle che siano, si prendono solo sull’onda di una grande paura, con la politica messa momentaneamente a tacere da esigenze esterne. Fu così all’inizio degli anni ’90 con Amato, è stato così nel 2011-2013, con Monti. Fuori da questo schema, negli anni recenti abbiamo avuto solo due ondate riformatrici “politiche”: quella di Prodi per forzare l’ingresso dell’Italia nell’euro (riuscita), quelle di Berlusconi per la riduzione delle tasse (non riuscita).

Salari, l'autunno caldo di Draghi e Lagarde

Sabato, 14 Ottobre 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Contrordine: la moderazione salariale non è più una virtù. Mentre un po’ ovunque cominciano le celebrazioni del cinquantenario del ’68, sulle barricate salgono uomini e donne in doppiopetto e tailleur. Come Mario Draghi e Christine Lagarde, che dai rispettivi scranni – Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – hanno lanciato nei giorni scorsi un messaggio univoco: c’è bisogno di salari più alti. Di questo passo, c’è il rischio che Susanna Camusso e i suoi colleghi sindacalisti in tutto il mondo restino disoccupati, se la difesa dei redditi da lavoro viene da quelle sedi che fino a poco fa davano invece argomenti alle controparti.

Ilva, il padrone delle ferriere che strappa i contratti

Martedì, 10 Ottobre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Altro che industria 4.0, economia della conoscenza, rivoluzione digitale e lavori del terzo millennio. Ieri in Italia, da Taranto a Cornigliano a Novi Ligure a Roma, è andato in scena un copione ottocentesco, duro come l’acciaio: con un proprietario delle ferriere che entra strappando tutti i contratti e lo sciopero della massa degli operai interessati – operai in carne e ossa, ignorati e dimenticati anche dai partiti di sinistra che, proprio sui giornali di ieri mattina, li salutavano parlando d’altro, cioè delle beghe interne al ceto politico.

La campagna elettorale sul sentiero stretto

Mercoledì, 04 Ottobre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Il sentiero stretto: è questa la metafora più ricorrente, citata spessissimo quando si parla di finanza pubblica, e ieri ribadita da molti degli interventi che hanno preparato la giornata di oggi. Che sarà importante, per la manovra 2018: sia perché il parlamento deve dare il via libera, a maggioranza qualificata, alla decisione del governo italiano di sforare la regola del pareggio di bilancio; sia perché deve approvare la nota di aggiornamento al Def alla luce dei nuovi e più positivi dati sull’andamento del prodotto interno lordo. Due premesse economiche e politiche che saranno anche il doppio fischio di inizio per giocare la partita vera e propria, quella di una manovra da approvare a campagna elettorale già di fatto iniziata.

La crescita c'è, ma non dà spazi di manovra

Mercoledì, 20 Settembre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

La festa è già finita, ancor prima della fine dell’estate. Dopo aver passato mesi a brindare per i successi del Pil, in anticipo arriva il contrordine d’autunno: la crescita c’è, ma non ci dà grandi spazi di manovra. O meglio, per dirla con le parole del ministro dell’economia, il miglioramento del Pil non allenta “in modo significativo” i vincoli di bilancio. Come ai vecchi tempi, dobbiamo fare i conti con “pochissime risorse”. E sanno di già visto – tristemente - anche alcune proposte che circolano e che potrebbero finire nella manovra economica per il 2018: come la sanatoria per i contanti detenuti in casa o in cassette di sicurezza, un condono per rimettere in circolo denaro dalla dubbia provenienza.

Economia. La visione in controluce di un paese che cerca aiuti

Giovedì, 14 Settembre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

"In un attimo c’è il tempo / per decisioni e revisioni / che un attimo invertirà”. Finisce con una citazione di Thomas Eliot il rapporto congiunturale d’autunno presentato ieri dalla Confindustria. Leggere versi dopo una scarica di slide non è proprio frequente, e ancor più raro è il connubio tra la poesia e la “scienza triste”, come si dice dell’economia. Ma i rappresentanti degli imprenditori italiani devono aver deciso di finire in lirica per rafforzare il messaggio: sbrigatevi. Quella frase contiene i due poli del rapporto presentato ieri: positivo nelle stime sulla crescita, negativo in quelle sul lavoro dei giovani. E dà il senso di un’urgenza, la necessità di cogliere l’attimo; con il che si salta subito nella prosa della prossima manovra economica, alla quale l’associazione padronale chiede molti più soldi in forma di sgravi alle imprese che assumono.

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