
In prima elementare volevo fare la giornalista. Diciotto anni dopo sono arrivata al manifesto con una borsa di studio in giornalismo economico intitolata a Federico Caffè. Nel frattempo ho avuto un incarico dal Cnr e una borsa per andare a studiare l’economics all’estero, ma tra il college e la redazione sgangherata di via Tomacelli ha vinto la seconda, dopo breve tentennamento. Ci sono rimasta (altri) diciott’anni.
Al manifesto ho lavorato nella redazione economica, poi nel desk centrale e dal ’98 al 2002 ho fatto il vicedirettore. C’era un bel gruppetto di giornalisti, e c’era uno dei pezzi buoni della sinistra italiana allora vivente. Lì ho imparato a fare i titoli, a impaginare la vita quotidiana e – spero – a scrivere. Con tutte le altre e gli altri, ho contribuito a un fatto unico del giornalismo italiano: il giornale più costoso del ’900, venduto il 19 dicembre del 1997 a 50.000 lire per copia.
Dal 2004 sono collaboratrice dell’Espresso, settimanale per il quale faccio inchieste di attualità sociale ed economica.
Ho scritto e scrivo anche per: D-La Repubblica delle donne, Diario, Micromega, National Geographic, Politica ed Economia, Il Ponte, Novecento, Reset, Rinascita, La Rocca di Assisi, Vanity Fair. Ho collaborato con alcuni programmi Rai, con Radio Popolare e con Radio Città Futura.
Dal 2008 insieme a un gruppo di economisti, giornalisti e attivisti ho fondato un sito web di informazione economica, www.sbilanciamoci.info, del quale sono coordinatrice. E poiché un sito tira l’altro, dal dicembre 2009 mi occupo anche di www.ingenere.it, uno sguardo di genere sulla nostra economia e sulla nostra società. Perché l’homo economicus – si sa – non esiste.
Su carta un po’ più duratura di quella dei giornali:
Adozione, la famiglia eterologa, in AaVv, “Si può”, manifestolibri, 2005
“Le mani sulla casa”, ediesse, novembre 2007
Inoltre, ho curato la raccolta “Scritti quotidiani” di Federico Caffè, manifestolibri, aprile 2007.
Di origine sono alto-molisana, vivo a Roma da oltre trent’anni. Con Pietro e Antonella, che adoro.
