Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Febbraio 2017

Bye bye, vecchie university

Sabato, 25 Febbraio 2017

Articolo pubblicato su Il Venerdì della Repubblica, il 24 febbraio 2017

Qualche dubbio, dopo il voto su Brexit, Alice lo ha avuto. «Mi sono chiesta se restare in un posto che non è più lo stesso». Anche se il posto è Oxford, che oltre a tutte le altre medaglie ha il sesto posto nella classifica mondiale delle università più internazionali. «Ma poi ho deciso: la mia vita è qui finché non mi cacciano». Alice Lazzati è una ricercatrice di ventinove anni e di frontiere non vuole sentire parlare, neanche nel suo campo di studio: a cavallo tra economia e sociologia, da Milano (Bocconi) a Oxford, dove sta finendo il dottorato.

Pd, se il partito è al maschile non è questione di quote

Martedì, 21 Febbraio 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Per la grammatica, il partito è un sostantivo maschile singolare.  La scissione, invece, è un nome femminile. Così anche l’assemblea. Ma nell’ultima vicenda che ha occupato le cronache politiche nel centrosinistra, i nomi propri sono tutti maschili: Matteo (due volte: Renzi e Orfini), Michele (Emiliano), Pierluigi (Bersani), Roberto (Speranza), Enrico (Rossi). Dietro le quinte, Massimo (D’Alema). A sorpresa, tra gli oratori di peso, Walter (Veltroni). In low profile, il capo del governo, Paolo (Gentiloni). Mentre, molti chilometri più su, in quel di Rimini nasceva Sinistra Italiana, affidandosi a un Nicola (Fratoianni), con la separazione annunciata di un Antonio (Scotto). Nel mezzo, il campo progressista di Giuliano (Pisapia). La sinistra e i suoi eredi hanno tanti problemi, evidenti. Più uno, mastodontico ma ignorato: sono scomparse le donne.

Incognite e rischi eccezionali

Mercoledì, 15 Febbraio 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Un clima più disteso nelle trattative con la Commissione Ue, un numeretto dell’Istat che va all’insù, le baruffe politiche che per quanto accese sembrano consentire al governo Gentiloni la sopravvivenza per fare la manovra-bis, adesso, e forse anche la prossima finanziaria: può bastare questo ad allontanare le nuvole dall’economia italiana? Purtroppo la risposta è negativa, se la stessa Commissione nelle sue previsioni d’inverno parla di «rischi eccezionali» che l’Europa si trova a fronteggiare, e se guardiamo gli ultimi numeri dell’Italia in una prospettiva più lunga di qualche mese.

Protezionisti di tutto il mondo...

Sabato, 11 Febbraio 2017

Quest’Europa sta spaventando il mondo, disse qualche anno fa l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama registrando con stupore e paura lo spettacolo della prima, o seconda (dipende dai criteri di calcolo) economia mondiale, quella dell’Unione europea, che si stava incartando sulla crisi greca. Era l’anno 2011, gli Stati Uniti erano usciti dalla loro crisi del debito privato e di qua dall’Atlantico si sceneggiava la crisi dei debiti pubblici. Adesso sono gli Stati Uniti che stanno spaventando l’Europa: il secondo o terzo (anche qui, dipende dai criteri di calcolo) attore del commercio mondiale che sposa e propaganda una politica protezionista, o mercantilista.

Nell'Europa in crisi la doppia velocità non è una via d'uscita

Domenica, 05 Febbraio 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Chissà se si avvererà la profezia di Ted Mulloch, il nuovo ambasciatore americano venuto a portare pena a Bruxelles, che ha paragonato l'Unione europea a quella sovietica prima del crollo. Sta di fatto che l'uscita di Angela Merkel al termine del vertice che era dedicato proprio alle contromisure da prendere verso i nuovi Stati Uniti, ostili e protezionisti, appare andare nella stessa direzione auspicata dal poco diplomatico ambasciatore. Dal vertice che si terrà in Italia il 25 marzo per celebrare i sessant'anni del Trattato di Roma, ha detto Merkel, potrebbe uscire per la prima volta scritta nero su bianco la formula che sin dall'inizio del progetto di unione monetaria è stata il sogno di alcuni e l'incubo, di altri: l'Europa a due velocità. Nella quale, come nella fattoria degli animali di Orwell, tutti sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri.

Cosa vuole la lobby delle università telematiche dal senato

Venerdì, 03 Febbraio 2017

Hanno macinato studenti e profitti, in una crescita mirabolante, negli anni in cui l’università statale perdeva colpi. Riempiono cartelloni pubblicitari e spot dalle radio al cinema, con i loro studenti sorridenti davanti al laptop nei parchi. E adesso riescono nell’impresa di riunire quasi tutto l’arco parlamentare, altrimenti litigiosissimo, in una guerra sotterranea di emendamenti in quella fiera delle lobby che è l’esame del “milleproroghe”.