Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Dicembre 2017

Parte la caccia al voto in una Italia divisa tra chi corre e chi no

Domenica, 31 Dicembre 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

I conti, a guardare solo quel povero indicatore che è il Pil, sono presto fatti: quando brinderemo a Capodanno avremo prodotto, come collettività, l’1,5% in più dell’anno scorso. Dopo mesi di balletti tra ottimisti e pessimisti – alternati: molti diventarono iper-pessimisti sulle previsioni economiche a fine 2016, dopo il fallimento del referendum Renzi, ma poi dovettero ricredersi – adesso il risultato è acquisito. Non siamo al miracolo economico, ma siamo definitivamente fuori dalla fase della crescita asfittica dello “zero virgola qualcosa”. Ma cosa vuol dire, per la nostra vita quotidiana? Perché, se i numeri volgono al segno “più”, non ci affacciamo appagati e speranzosi al prossimo anno e alle prossime urne?

Sassolini nelle scarpe pesanti come macigni

Mercoledì, 20 Dicembre 2017

 Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Sei ore per una relazione di sedici pagine e una lunga serie di domande e risposte: è stato uno stress test, per dirla con linguaggio bancario, quello a cui è stato sottoposto ieri il governatore della Banca d’Italia davanti alla commissione d’inchiesta sulle banche. Ma la lunga preparazione e la cura tecnica di ogni dettaglio non hanno impedito a Visco di svuotare le sue scarpe da numerosi sassolini. Così alla fine quella che, nelle intenzioni del vertice del pd così come, da parte opposta, dei parlamentari a Cinque stelle, doveva essere una graticola per gli istituti di vigilanza che non hanno controllato bene le banche, si è rivelato un fuoco lento – ma cocente – proprio per Renzi e i suoi.

Cosa resta del lavoro in Italia dopo dieci anni di crisi

Domenica, 17 Dicembre 2017

Visto con il senno di poi, il quarto trimestre del 2007 potrebbe sembrare l’ultimo scorcio della felicità perduta. In Italia la disoccupazione era al 6 per cento e gli occupati toccavano il picco dei 25,4 milioni. Oggi gli occupati sono 25,2 milioni e la disoccupazione è al 10,7 per cento.

Dunque, a un decennio dall’inizio della crisi, dopo anni di fallimenti, ristrutturazioni e licenziamenti, i dati sono simili a quelli registrati prima del crollo del mercato immobiliare nel 2007 e prima della crisi del debito sovrano che ha travolto l’Europa nel 2011.

Ma allora perché non ce ne accorgiamo? Un breve viaggio nei numeri che riguardano il mondo del lavoro può aiutare a rispondere a questa domanda. E servire come piccola guida per una campagna elettorale nella quale i bicchieri mezzi pieni ci saranno riversati addosso giorno dopo giorno.

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Il credito perduto

Giovedì, 07 Dicembre 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali Agl (Finegil)

C’era una cosa che la commissione d’inchiesta sulle banche poteva e doveva fare, nel breve lasso di tempo concesso dalla fine di una legislatura durante la quale sono fallite alcune banche e molti risparmiatori hanno perso i soldi: ridare fiducia. Ossia il valore fondamentale, oltre che per la civile convivenza, per il funzionamento del sistema bancario. È vero che per far questo anche i politici devono godere di fiducia, e invece sono all’ultimo posto nella classifica di persone e istituzioni di cui gli italiani si fidano. L’impresa dunque era difficile, tanto più in campagna elettorale. Per realizzarla, serviva uno sforzo eccezionale di oggettività, passione e competenza tecnica, nonché la selezione dei componenti in base a queste doti e una momentanea sospensione del giudizio in attesa delle conclusioni dei lavori: tutti fattori non pervenuti. Ma gli atti e i misfatti degli ultimi giorni sembrano dirci non tanto che è fallita quella missione, quanto che il vero obiettivo era un altro: avere un nuovo giocattolo buono per la campagna elettorale, e poco importa se il giocattolo poteva rivelarsi un’arma di distrazione e distruzione di massa.

Di donne non ne abbiamo?

Lunedì, 04 Dicembre 2017

Liberi e uguali, avete un problema. Non mi dite che quella foto non ha urtato anche voi. Piero Grasso, Roberto Speranza, Nicola Fratoianni, Pippo Civati. Quattro su quattro, foto evento della nascita di un partito, tutta al maschile – persino nel presentatore, un giornalista. Compagni, amici, fondatori, fratelli. Qualche pagina più avanti, o un altro clic, e spunta la foto della rielezione di Giorgia Meloni alla presidenza di Fratelli d’Italia, insieme a Daniela Santanché che passa con lei – c’è anche Isabella Rauti, a fare politica nella dirigenza di quel partito.