Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Marzo 2018

Libero commercio, test per (nuovi) leader

Sabato, 24 Marzo 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Distratti dall’apertura del nostro nuovo parlamento, potremmo non esserci accorti del fatto che nel frattempo stavano chiudendo il commercio mondiale. Mentre a Roma si succedevano le fumate bianche per l’elezione dei nuovi presidenti di Camera e Senato, i leader europei a Bruxelles si riunivano al capezzale della globalizzazione, dopo l’ultima mossa di Trump che ha introdotto tariffe doganali per 60 miliardi di dollari su un gran numero di prodotti cinesi.

Lavoro a corta durata formula dell'incertezza

Mercoledì, 14 Marzo 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Un’Italia che ha ripreso a lavorare, ma a termine. E una generazione tagliata fuori dalla crisi. Questo il quadro che ci consegnano i dati dell’Istat sul mercato del lavoro nel 2017. Anno nel quale, come è stato ampiamente detto dal governo uscente in campagna elettorale, molti indicatori economici volgevano al bello – il Pil, la domanda interna, l’export, persino gli investimenti hanno ripreso sia pur moderatamente a crescere; senza però che questo fosse avvertito con soddisfazione dalla maggioranza della popolazione, come ci dicono in modi diversi il risultato elettorale e gli indicatori della povertà resi noti l’altroieri dalla Banca d’Italia.

Donne, la scalata resta difficile

Giovedì, 08 Marzo 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Un otto marzo di festa e di lutto, in Italia. Il nostro Paese è stato solo sfiorato dallo tsunami del #metoo, l’ondata planetaria contro le molestie sessuali sui luoghi di lavoro seguita allo scandalo Weinstein. Ma i dati dell’Istat ci dicono che quasi 8 donne su 100 hanno subìto, nella loro vita, un ricatto sessuale sul lavoro, e la stragrande maggioranza di loro non ne ha parlato con nessuno. Sempre l’Istat certifica un aumento dell’occupazione “dovuto esclusivamente alla componente femminile” e il tasso di occupazione delle donne arriva al 49,1%, il più alto nella storia d’Italia (abbiamo conquistato sedici punti in quarant’anni) ma tra i più bassi in Europa.

Gli anti-establishment hanno i loro grattacapi

Martedì, 06 Marzo 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Se i mercati e l’establishment europeo sono preoccupati per i risultati delle elezioni italiane, sono riusciti a nasconderlo molto bene nel lunedì del terremoto. Dopo un iniziale ribasso, in Borsa è stata calma piatta. Sono scese le azioni Mediaset, in conseguenza dell’insuccesso del partito-azienda di Berlusconi: indicatore interessante, ma certo non sufficiente per far pensare a una fuga degli investitori dall’Italia. Poteva essere più preoccupante il termometro dello spread, che segna quanti soldi in più bisognerebbe pagare sugli interessi del debito pubblico in caso di crollo della fiducia dei mercati nella capacità del futuro governo di assolvere ai suoi impegni. Ma il famigerato spread è rimasto alla finestra.

Radiografia di un Paese al voto

Domenica, 04 Marzo 2018

Dalle urne italiane uscirà un parlamento diviso in tre. Ma come si combinano gli orientamenti politici con i dati socio-economici? Tre le variabili cruciali: l’età, il territorio, l’occupazione.

Articolo pubblicato sulla rivista Eastwest

Negli anni ’80 Peter Glotz usò la potente immagine della “società dei due terzi”, per mettere in guardia la socialdemocrazia tedesca alla quale apparteneva contro l’accettazione di un panorama politico e sociale nel quale la maggioranza costituita dai due terzi abbienti, raggiunto il benessere e la stabilità, dimenticava nella sua azione e rappresentanza politica il terzo escluso.