Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Dicembre 2018

Paolo Sylos Labini

Venerdì, 07 Dicembre 2018
Paolo Sylos Labini raccontato da Roberta Carlini
 

Milano, 23 febbraio 2002. Il Palavobis è pieno come un uovo, e fuori c’è ancora una coda di gente che preme. Parla tra i primi Paolo Sylos Labini. Il suo intervento dura meno di tre minuti, ed è interrotto frequentemente da applausi. E quando finisce, con poche parole a difesa della giustizia, come “pilastro dello Stato di diritto e quindi della democrazia” parte un applauso lunghissimo, più lungo del suo stesso intervento. Paolo Sylos Labini è incredulo, felice. Di questi tempi – ma anche prima, e anche subito dopo di lui – non è facile associare alla qualifica “economista” l’aggettivo “popolare”.

Correzioni a una rotta incerta con destinazione ignota

Mercoledì, 05 Dicembre 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Imbarazzo. È questa la parola-chiave della surreale audizione con la quale ieri sera il ministro Tria ha reso alla Camera la sua informativa sulla manovra. Un’audizione molto attesa, nella quale il ministro non ha detto nulla. Nulla che già non si sapesse: la manovra su cui il parlamento sta discutendo è scritta con l’inchiostro simpatico, il governo sta valutando se “definendo meglio” reddito di cittadinanza e quota 100 si potranno tagliare un po’ i relativi fondi, ma è ancora tutto da vedere se su questo si troverà l’accordo politico, se i soldi saranno messi a riduzione del deficit o in altro, e se l’Europa ci starà. Un gigantesco “se” domina l’economia e la politica italiana, da quando la “manovra del cambiamento” si è scontrata con i fatti: l’Europa e i mercati, l’economia in crisi, gli interessi organizzati delle imprese raccolti nelle dodici sigle riunite l’altroieri a Torino sotto il titolo di “nazionale del Pil”.