Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Articoli

Blue Jasmine, o la caduta del top 1%

Giovedì, 26 Dicembre 2013

Commesse di ipermercati di basso prezzo al fianco di eleganti donne in chanel. Cravatte dozzinali della festa e pulloverini casual a bordo piscina. Il top degli attici di Manhattan e le periferie operaie di San Francisco. Chi è corso al cinema, dai primi di dicembre, per godersi l’ultimo film di Woody Allen, può essere stato colpito da questi contrasti duri.

La storia dell'arte? Via da programmi

Venerdì, 13 Dicembre 2013

Qualche ora di geografia è rientrata, per il rotto della cuffia. Ma per la storia dell’arte no, non c’è stato niente da fare.  Nonostante una campagna virale degli insegnanti e di Italia Nostra che ha superato le 16 mila firme, testimonial eccellenti e lo stesso ministro della Cultura Massimo Bray schierato a favore, la mobilitazione per riportare in forze l’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole italiane è rimasta per ora a bocca asciutta.

Culle in crisi

Venerdì, 15 Novembre 2013

Napoli, Policlinico Federico II, reparto maternità. Il gruppetto di donne che si accinge a entrare nella sala del corso pre-parto ha in comune, oltre alla pancia, parecchie cose: a partire da un bel diploma di laurea, un’età sopra i 35 anni e un lavoro temporaneo o altrimenti precario. «Ormai anche da noi l’età media al primo figlio si è alzata parecchio. E qui arrivano le più consapevoli: magari faranno un solo figlio ma vogliono prepararsi bene», racconta Maria Vicario, la responsabile del servizio.

Un’ostetrica che ha visto cambiare le cose sotto i suoi occhi, e la regione-serbatoio della natalità italiana - la Campania - prima imitare e poi guidare la tendenza nazionale: meno figli per tutte.

Euro, l'uscita è a destra

Venerdì, 01 Novembre 2013

Dicono i sondaggi che in Francia il Front National di Marine Le Pen è il primo partito. Qualche settimana fa a Brignoles nelle elezioni cantonali il candidato lepenista ha trionfato col 53% dei voti: certo un dato piccolo, locale, ma che suona come inquietante conferma del trend indicato dai sondaggisti. Trend che dilaga, in Europa: l'ultradestra austriaca è oltre il 20%, quella olandese vicina al 17, i nazionalisti inglesi al 16. I neonazisti ungheresi al 14,8, quelli greci di Alba Dorata – adesso fuorilegge – al 7%.

Largo alle donne, anzi no

Martedì, 29 Ottobre 2013

Qualche giorno fa la Commissione europea ha dato un raro voto positivo all'Italia, nel rendere noti i dati sulla presenza delle donne nelle posizioni di vertice. Il segno “più” è relativo alla quota femminile nei board delle società quotate in borsa – dove la presenza di donne è salita in due anni e mezzo di 8,4 punti percentuali, raggiungendo quota 12,9: molto al di sotto della parità, e anche della media Eu 28 (che è 16,6%), ma comunque in rapida ascesa rispetto al 2010.  Nel dare i nuovi numeri, la direzione Giustizia della Commissione europea ne attribuisce il merito all'introduzione della legge sulle quote di genere, entrata in vigore per le società quotate nell'agosto 2012.

Una sera di maggio

Venerdì, 11 Ottobre 2013

"Avevo fatto in tempo a finire in prigione, una sera di maggio, poco prima che arrivasse la pace" (...) "Mi portarono al loro quartier generale, una pensione familiare con giardino, ricca di specchi e lampadari di cristallo, gestita da un napoletano terrorizzato. Ero stato bendato e non capivo dove fossi capitato, sembrava uno scenario artificiale tratto di peso da un film.

Il loro capo era un giovane tenente di cavalleria, italiano ma di nome straniero, che recitava la sua parte con ostentazione. Mi misero a sedere su di uno sgabello di fronte al suo tavolo, in una decina formarono un circolo attorno a me e per molte ore, a ondate successive, infierirono con una certa crudeltà. Nelle pause il giovane tenente si faceva delle uova sbattute".

(da Servabo, Luigi Pintor, 1991, Bollati Boringhieri. Alcuni stralci del capitolo VI, "La prigione").

 (Oggi, 11 ottobre 2013, è morto a Roma l'ufficiale delle SS Eric Priebke, all'età di 100 anni)

Lotta alla diseguaglianza, al cinema

Lunedì, 30 Settembre 2013

 

“Ho scritto tredici libri, sono stato nello staff della Casa bianca, mi sono candidato... Questa è l'ultima possibilità. Se non riesco a convincervi, rinuncio”. Bob Reich, economista-guru di Berkeley, già ministro del lavoro con Clinton e adesso consulente di Obama, debutta sugli schermi, per spiegare all'America e al mondo intero che la diseguaglianza ha raggiunto livelli inaccettabili e insostenibili. “Inequality for all” è il titolo del docu-film di cui Reich è protagonista e ispiratore (il suo libro Aftershock, edito in Italia da Fazi, è la base del plot).

L'Italia è ingiusta e pure immobile

Sabato, 31 Agosto 2013

C'è un'Italia al top, che se la batte con Stati Uniti e Gran Bretagna. Ma non è una gara tanto bella. L'Italia infatti si trova al vertice di quella che con genio comunicativo Alan Krueger, capo degli esperti economici di Obama, ha definito "la curva del Grande Gatsby": un'immagine plastica di quanta eguaglianza c'è nelle nostre società, e quanta mobilità c'è tra i vari gradini della scala sociale.

Nel grafico, elaborato dall'economista canadese Miles Corak, l'asse orizzontale indica la diseguaglianza tra i redditi, quello verticale la mobilità di reddito tra generazioni: in sostanza, il rapporto che c'è tra gli stipendi dei padri e quelli dei figli. Andando dal basso verso l'alto, aumenta l'immobilità. Andando da sinistra a destra, cresce la diseguaglianza.

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Con un mattone al collo

Venerdì, 30 Agosto 2013

Confermando la cancellazione della prima rata dell'Imu 2013, rinviando alla legge di stabilità la decisione sulla seconda rata e spostando sulla “service tax” il compito di sostituire l'Imu nel 2014, il governo Letta-Alfano non ha solo ribadito la sua abilità sopraffina nella tattica del rinvio. È vero, di fatto non c'è ancora nulla di nuovo, tant'è che la Commissione europea aspetta lumi sulle coperture finanziarie prima di pronunciarsi sulla sparizione dell'Imu dall'orizzonte dei conti fiscale 2013. Ma questo non vuol dire che siamo al nulla di fatto: c'è molto di fatto, e tutto in negativo. Cioè in senso esattamente contrario alla equità tra cittadini, tra generazioni, tra territori. E dunque, in senso opposto a quello che un partito di pur vaga collocazione a sinistra come il Pd dovrebbe volere, e che infatti pur vagamente aveva scritto nei suoi programmi e promesso ai suoi elettori. Per questo, al di là della maggiore abilità propagandistica, sull'Imu ha davvero vinto la destra.

Interventi spontanei per il bene comune

Martedì, 27 Agosto 2013

Vorrei che qui ci fosse...”. Una semplice etichetta adesiva su una saracinesca chiusa per far esprimere ai vicini i loro desideri sul futuro della strada dove i negozi stanno chiudendo i battenti. O una campagna a tappeto per abbellire con decorazioni fatte a maglia gli spazi urbani degradati. O ancora, un “chairbombing” per spalmare comodi salotti in posti dove l'autorità ha tolto anche le panchine, magari per cacciare via i barboni. Oppure, piccoli spazi recintati nei quali far valere diritti banali ma negati (anche quello di gironzolare senza far niente); un'app per perdersi, contro le tantissime ed efficientissime app che ci fanno trovare la strada, togliendo alle città ogni imprevisto e sorpresa; una piattaforma per capire e decidere insieme cosa fare del proprio quartiere, e soprattutto dei suoi spazi desertificati dalla crisi economica; un programma di mostre itineranti nelle proprietà rimaste vuote e sfitte dopo la crisi dei mutui del 2008; il riutilizzo delle vecchie cabine telefoniche abbandonate come scaffali condivisi in cui scambiarsi libri...

Il sesso della Fed e l'arte del banchiere centrale

Venerdì, 16 Agosto 2013

(articolo scritto con Anna Maria Simonazzi)

“È strano come l’argomento del genere non sia mai spuntato fuori in occasione della nomina di Bernanke. O di Greenspan. O di Volker”, ha osservato sarcastico Ezra Klein sul Washington Post.

La guerra per la successione a Ben Bernanke, attuale presidente della Federal Reserve, scoppiata nell’estate americana, si è presentata, all’inizio, con i toni di una questione di genere. Nelle argomentazioni dei sostenitori delle due parti – da un lato Larry Summers, discusso presidente dell’Università di Harvard (1), segretario del tesoro nell’amministrazione Clinton e ascoltato consigliere economico di diversi presidenti, da Clinton a Obama, dall’altro Janet Yellen (2), studiosa altrettanto brillante, una carriera nella Fed, di cui è attualmente vice-presidente - si sono sprecati tutti gli stereotipi di genere. Geniale, aggressivo, carismatico, l’uomo per le “circostanze eccezionali”, Summers; affidabile, conciliatrice, riflessiva, perfetta per tempi normali (3), ma, come è stato osservato, priva di “gravitas”, Yellen.

Questo dibattito rimanda non solo agli stereotipi sulle differenze di genere nel comportamento e nelle motivazioni, per esempio nell’avversione al rischio, ma anche all’idea dominante sul funzionamento dei mercati finanziari, guidati da ricerca dell'interesse individuale e propensione al rischio. 

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Troppo poveri per divorziare

Giovedì, 08 Agosto 2013

Dimenticate i divorzi patinati, le liti del Billionaire, i 100 mila euro al giorno dell'assegno che l'ex marito deve staccare a Veronica Lario. Per arrivare a quella cifra, dovremmo mettere insieme 6.993 ex-coniugi "normali", quelli nella media nazionale che riescono a farsi dare per il mantenimento 429 euro al mese ossia 14,3 euro al giorno. 

Quasi 7 mila contro una, che potrebbero raccontarci la storia reale dei divorzi all'italiana: cresciuti negli anni, a dispetto di procedure lunghissime e in parallelo al calo dei nuovi matrimoni; aumentati al Nord e al Sud, per classi alte e basse, nelle grandi città come in provincia, tra vecchi e tra giovani. Ma diventati un lusso, per molti insostenibile, ai tempi della grande crisi. Così stanno scendendo, oltre che i consumi, i redditi, la spesa per le vacanze e tante altre cose, anche le separazioni e i divorzi. Per denaro, non per amore. E nel Paese dei precari e dei trentenni senza futuro, nascono formule nuove: per lasciarsi anche senza redditi garantiti, cercando di inventare un modo low cost per gestire figli e obblighi.

Sbagli il modulo? Ti tartasso

Mercoledì, 12 Giugno 2013

Nel maggiore ateneo d'Italia, La Sapienza di Roma, è caccia grossa all'evasore. Peccato che nelle maglie del rettore-esattore incappino molti studenti che, più che in un paradiso fiscale, sono finiti in un incubo burocratico dal nome Isee. L'indicatore della situazione economica apre infatti le porte a vari servizi e tariffe agevolate, anche sulle tasse universitarie, che alla Sapienza sono divise in ben 34 scaglioni (da un minimo di 300 euro all'anno a un massimo di 1.800-2.000 euro). Guai però a sbagliare la compilazione dei moduli.

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Giganti in ginocchio

Venerdì, 31 Maggio 2013

“La società non esiste”, diceva Margareth Thatcher. In morte della lady di ferro, molti hanno ricordato la sua famosa frase che ha inaugurato il trentennio delle privatizzazioni. “Il mercato non esiste”, verrebbe da dire oggi, leggendo gli scritti di Colin Crouch, e in particolare l'ultimo libro, “Il potere dei giganti” (Laterza):  nel quale si mostra che, per larghi settori dell'economia, la libera concorrenza è schiacciata dai grandi conglomerati industriali e finanziari, che dello Stato e dei governi non sono gli antagonisti, ma i “poderosi alleati”. Mentre può essere proprio la società civile, nelle sue molteplici forme di autorganizzazione, a rompere i giochi e costringere i giganti a qualche forma di controllo, scrive il teorico della “post-democrazia”.

L'Istat: Italia all'ingiù, le donne corrono al lavoro

Mercoledì, 22 Maggio 2013

Articolo scritto con Gina Pavone. Il prodotto lordo che in termini reali scende del 2,4%. La domanda interna che va ancora peggio (meno 3,2% i consumi, meno 1,6% gli investimenti fissi lordi). Il potere d'acquisto delle famiglie che registra una “caduta di intensità eccezionale”: meno 4,8%. E la più forte riduzione della spesa per consumi da parte delle famiglie dall'inizio degli anni '90.

Il regresso dell'Imu

Mercoledì, 08 Maggio 2013

Costosa, inutile e dannosa. La prima manovra economica del governo Letta-Alfano, oltre a consegnare un plateale successo politico a Silvio Berlusconi – che vede la sua bandierina elettorale trasformata in decreto legge, il primo del neonato esecutivo – si colloca al di fuori di qualsiasi logica economica e al centro di un disegno redistributivo preciso: di censo (dai più poveri ai più ricchi), generazionale (dai più giovani ai più vecchi), territoriale (dalla periferia al centro).

E per capofamiglia mamma

Venerdì, 05 Aprile 2013

 

Donne al fronte. Non stiamo parlando delle novità dell'esercito americano, ma delle nuove truppe in prima linea nella guerra dell'economia italiana. Nel paese con più bassa occupazione femminile d'Europa, sta succedendo qualcosa di nuovo. Al quinto anno di crisi, sono sempre più le coppie che per sopravvivere contano solo sul reddito femminile. Cassiere e professioniste, insegnanti e cameriere, badanti ed interpreti: c'è tutta la geografia dei lavori, nell'emersione delle nuove “breadwinner”. Parola che in inglese indica la persona che porta il reddito principale in famiglia, il procacciatore di cibo; e in italiano è per lo più stata declinata nel maschile “capofamiglia”. Fino all'ultima crisi, che ha rimescolato le carte e i ruoli. Con conseguenze non sempre prevedibili.

Fra madre e figlia, a 4 mani

Martedì, 19 Marzo 2013

Non si contano, nella letteratura e nella saggistica, le lettere ai figli. Genere di recente arricchito dalle letterine-bignami, come l’economia o la Costituzione o il razzismo “spiegato a mio/a figlio/a”. Fra me e te, invece, è un libro fra madre e figlia, scritto a quattro mani da Mariella Gramaglia – la madre, una delle protagoniste del femminismo italiano - e Maddalena Vianello - la figlia, ricercatrice, organizzatrice culturale, attivista.

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