Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Articoli

Ue, un tesoretto da usare con cura

Mercoledì, 18 Maggio 2016

Commento scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso

Caro Valdis, caro Pierre... Inizia così la lettera che ieri il ministro dell'Economia Padoan ha mandato a Dombrovskis e Moscovici, rispettivamente vicepresidente e responsabile degli Affari economici della Commissione Ue, in risposta alla missiva appena ricevuta (“caro Piercarlo...”), nella quale si dava sostanzialmente il via libera alla flessibilità chiesta dall'Italia sui conti pubblici per quest'anno, chiedendo un ritorno in carreggiata per il 2017.

Comuni e referendum, la partita di Renzi

Martedì, 03 Maggio 2016

Commento scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso

Milletrecentosessantotto Comuni, tra i quali ventisei capoluoghi di provincia, la Capitale d’Italia e ben altre quattro città metropolitane (Milano, Torino, Napoli e Bologna). È un voto importante quello del 5 giugno, un test che potrebbe equivalere, fatte le debite proporzioni, alle elezioni di midterm del sistema americano, sul quale si misurano i presidenti a metà della loro amministrazione.

Carissimi abbracci. Così le nuove fusioni fanno salire i prezzi

Sabato, 23 Aprile 2016

Inchiesta pubblicata sul numero 23/4/2016 di pagina99

Matrimoni, fusioni, concentrazioni. Verticali o orizzontali, statali o transnazionali, nella nuova economia e nella vecchissima. Una gran voglia di monopoli percorre l’Europa. Le leggi della concorrenza restano scolpite sulle tavole dell’Unione, ma i loro guardiani sono sempre più assediati da giganti che si accoppiano, al grido di “così faremo tanti investimenti”.

Referendum trivelle, vale tanto la scalata al quorum

Venerdì, 15 Aprile 2016

Commento scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso

La prima vetta è anche la più alta. 1974, referendum sul divorzio: partecipazione all’87,72 per cento. La penultima è la più bassa: 2009, referendum sulla legge elettorale Calderoli (quella definita come «una porcata» dal suo autore): 23,4 per cento. Una discesa lenta, a tratti ardita, con qualche risalita: come quella sorprendente del 2011, nel referendum detto “sui beni comuni” (acqua, nucleare, legittimo impedimento), che superò il quorum con una partecipazione del 54,8%.

Linda Laura Sabbadini, se l'Istat perde un pezzo

Sabato, 02 Aprile 2016

I numeri sono di gran moda sulla scena pubblica, negli ultimi tempi. Anche se il premier ha smesso di twittare a ripetizione i dati sul lavoro – da quando si sono ridotti gli incentivi e con essi le assunzioni – quel che è successo lo scorso anno ha reso evidente a tutti l’importanza di una informazione corretta e una produzione statistica ufficiale, indipendente, accurata.

La parità neanche a parole

Martedì, 15 Marzo 2016

Commento scritto per i giornali locali del gruppo Espresso

Il test è semplicissimo, si può fare anche da casa senza grande fatica. Prendete una frase detta da un politico, un giornalista, un commentatore qualsiasi e riferita a una donna famosa, in politica o altrove. Ribaltate le parti, e attribuite la stessa frase a una donna, mettendo l’uomo come oggetto. Non vi farà ridere, non vi dirà niente, in alcuni casi vi farà indignare. Ecco: questo test si può fare per la giornata di ieri, una delle più nere - dal punto di vista linguistico, ma le parole sono importanti - per le donne italiane.

Gli step-ipocriti

Lunedì, 22 Febbraio 2016

Alla fine, la legge sulle unioni civili passerà per voto di fiducia, e dal suo testo sarà falciata via la stepchild adoption, l’adozione del figliastro. Smentendo tutto quello che si è detto per mesi: è una materia trasversale e profonda, che divide e supera gli schieramenti, e non legata all’identità e al programma del governo. Sulla manovra economica si è (si sarebbe) obbligati a decidere insieme agli alleati, sui temi etici no.

Etero, gay o single. Una casa per tutti i bambini

Venerdì, 12 Febbraio 2016

Se l’Italia alla fine avrà la legge che riconosce le unioni omosessuali, resterà comunque una grave discriminazione nel nostro Paese. Le coppie dello stesso sesso continueranno a non poter adottare. La stessa possibilità sarà negata ad aspiranti genitori single. Mentre per mesi il dibattito politico si è intestardito e incarognito attorno alla stepchild adoption, poco o niente si è detto del divieto principale: quello che impedisce a omosessuali e non accoppiati persino di essere presi in considerazione come potenziali buoni genitori.

La variante di Astrit

Lunedì, 01 Febbraio 2016

Quando scriveva a mano la sua grafia era minuta e precisissima. Come i suoi argomenti. L’immagine di quei foglietti di appunti, prima delle riunioni di redazione – per lunghi anni al manifesto, e per un periodo più breve nella nascente pagina99 – è la prima che mi è tornata in mente, quando si è diffusa la notizia della morte di Astrit Dakli. “Un bravissimo giornalista, molto ligio agli impegni”, lo ha definito in una intervista un altro grande assente, il fotografo Mario Dondero, scomparso nel dicembre scorso.

Il quartino di Janet Yellen

Martedì, 15 Dicembre 2015

Una decisione storica, ma con giudizio. L’enfasi con la quale la donna sul tetto del mondo – Janet Yellen, presidente della Federal Reserve – ha annunciato ieri l’aumento dei tassi di riferimento è inversamente proporzionale all’entità della misura: 0,25, un quarto di punto. I mercati, che pure avevano largamente atteso quest’evento, non hanno detto “Tutto qua?”, ma hanno esultato, un po’ come si fa quando a mezzanotte del 31 dicembre si stappa lo champagne: sta svoltando l’anno, e poi lo fanno tutti.

pagina99, #ilgiornalechecivuole

Sabato, 21 Novembre 2015

Dal 21 novembre è tornato in edicola il settimanale pagina99. Sono nella redazione, da condirettrice. Questo è l'editoriale con il quale Luigi Spinola ed io annunciano la ripartenza del giornale. Abbiamo l'ambizione di pensare che sia il giornale che ci vuole, e lavoriamo per questo. Qualche assenza o ritardo nell'aggiornamento di questo mio sito personale è dovuto a superlavoro sui titoli rossi...

#comesiamocambiati a Pane quotidiano, Rai Tre

Martedì, 10 Novembre 2015

Ospite di Concita De Gregorio a Pane quotidiano, puntata del 3 novembre 2015

"Rinvio e rinuncia: sembrano queste le tappe a cui sono obbligate le giovani generazioni investite dalla recessione economica. Dal tasso di denatalità ai privilegi pensionistici, la giornalista Roberta Carlini analizza le ragioni di una crisi ormai stabile e racconta i comportamenti dei tanti, invisibili equilibristi italiani, dai padri separati alle donne che partoriscono durante gli studi di specializzazione"

Maternità, rinvio o rinuncia? #comesiamocambiati, in cifre

Lunedì, 02 Novembre 2015

L'Italia guida la classifica della "baby recession" in Europa. Negli anni della crisi, si è annullato tutto il recupero di fecondità "guadagnato" dal 1995 al 2008. Cosa sta succedendo? Le ragazze, sempicemente, rinviano. Il fenomeno è di lungo periodo: la curva dell'età e della fecondità (nel grafico, si vede per generazioni)  si abbassa e si sposta a destra: si fanno sempre meno figli e sempre più tardi. Ma oltre un certo limiteil rinvio diventa una rinuncia. A volte inconsapevole, quasi sempre forzata. Di chi, dove e perché? Ne parlo nel capitolo del mio libro Come siamo cambiati, dedicato a "meno figli per tutte".

Dietro la fuga delle matricole (#comesiamo cambiati, in numeri)

Venerdì, 30 Ottobre 2015

Unico paese in Europa, l'Italia ha subìto una fuga dall'università negli anni della crisi, e si è ridotta la percentuale di studenti che passano dalla scuola superiore all'università. Segno che le famiglie hanno disinvestito in istruzione: già, ma quali famiglie? Dal 2008 al 2014, c'è stato anche un calo drastico dei già pochi fondi per il diritto allo studio: borse, alloggi, contributi. (dal capitolo 5 del libro "Come siamo cambiati")

Addio società dell'iper (#comesiamocambiati, in numeri)

Mercoledì, 28 Ottobre 2015

Le nascite e i matrimoni, gli acquisti di auto, le compravendite di abitazioni. In otto numeri, quattro eredità della crisi.  Non è solo una questione economica: traballa un modello di consumo (e società) basato sul grande, sull'iper. (Questo è il grafico che apre il capitolo sui consumi del mio libro, "Come siamo cambiati", che parte dalla crisi dell'iper per parlare di nuova povertà, ma anche di una nuova misura nel nostro modello di consumo. In libreria, in e-book o in streaming).

Il bollino della stabilità

Martedì, 27 Ottobre 2015

Commento pubblicato il 27 ottobre sui quotidiani locali del gruppo Espresso

E se l’avesse fatto Berlusconi? Questa domanda, che ricorre spesso a proposito delle decisioni del governo Renzi, è un’arma a doppio taglio. È utilizzata dagli oppositori a sinistra di Renzi, sindacati e minoranza del suo partito, per dire che al nuovo leader si perdonano e si fanno passare cose che solo qualche anno fa avrebbero scatenato cortei e girotondi. Ma è usata anche dai fan renziani, per vantare il superamento delle vecchie categorie, dire che non ci sono idee di destra e di sinistra ma idee buone e idee cattive, insomma per superare i confini della propria appartenenza e cominciare a edificare il “partito della Nazione”.

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