Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Articoli

Tv pubblica e compensi da spiegare

Mercoledì, 27 Luglio 2016

Commento scritto per i giornali locali del gruppo Espresso

Non può far piacere a nessuno dei contribuenti italiani sapere, in piena stagione di tasse e canone, che una parte di quella cifra che sarà chiamato a pagare con la bolletta elettrica di luglio va in stipendi molto alti destinati a persone che non svolgono più il lavoro per il quale quel compenso era stato pattuito. Di tutta la polvere smossa da quando si è sollevato il tappeto che per anni ha coperto la tv pubblica italiana, con l’operazione trasparenza sugli stipendi superiori ai 200mila euro, questa è la parte più tossica: la quota degli “ex”, messi a riposo per motivi spesso professionali, ma più spesso interni, di potere, di avvicendamenti, ma rimasti a remunerazione piena. E infatti molti commenti si sono concentrati su queste posizioni personali. Ma la prima responsabilità, in ogni azienda che si rispetti, è dei vertici aziendali stessi: che dovrebbero trovare un modo per impiegare gli “ex”, o, se impossibilitati a farlo, trovare una via d’uscita.

Bollette di carta bollata

Venerdì, 22 Luglio 2016

Commento scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso (22 luglio 2016)

E così anche le bollette finiscono in carta bollata. La decisione del Tar della Lombardia di sospendere gli aumenti in bolletta decisi a fine giugno e scattati dal primo luglio può aver fatto piacere a molti: con i tempi - e i contatori - che corrono, nessuno è contento di un rincaro del 4,3%.

Il grande affare dei piccoli

Mercoledì, 20 Luglio 2016

A Londra c’è un bambino di 4 anni che è già un influencer: Farouk James, gigantesca chioma afro e 126.000 follower su Istagram, fa sfilate di moda e viene fermato per strada. Non ha la scorta, al contrario di un altro londinese, George di Cambridge, treenne reale, che al primo giorno di scuola materna indossava una bella giacchetta trapuntata un po’ retro, color blu navy. Il giorno dopo nella capitale pre-Brexit si sono impennate del 400% le vendite di giacchette blu trapuntate.

Su Brexit hanno deciso i Neet della politica

Domenica, 03 Luglio 2016

«È un po’ come per la disoccupazione giovanile: è al 40%, ma non vuol dire che 40 giovani su 100 sono senza lavoro. Infatti, sono circa 700mila i giovani che cercano lavoro e non lo trovano. Ma poi ci sono i Neet, che non lo cercano e non studiano, che sono circa 2,5 milioni». Ecco, a guardare con mente fredda i dati del voto inglese, più ancora dello squilibrio vecchi/giovani preoccupa l’ondata dei “politicamente Neet”, insomma dei giovani che non sono andati a votare.

Quello scudo per le banche

Venerdì, 01 Luglio 2016

Commento scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso

L'epicentro è stato in Gran Bretagna, ma il terremoto Brexit sta facendo danni più nel continente che nell'isola che si vuole staccare dalla Unione Europea. E' da questa constatazione che bisogna partire per cercare di interpretare le reazioni di Bruxelles, che adesso spinge per una rapida realizzazione dell'intento espresso dal popolo britannico: che potrebbero non essere dettate da una “ripicca” politica, ma da preoccupatissime previsioni degli effetti di un lungo periodo di incertezza sull'economia. Quel che è successo dopo il referendum da temere l'inizio di un'altra lunga estate di instabilità finanziaria, nella quale vengono presi di mira gli anelli deboli della catena europea. E il primo anello debole, ancora una volta, è l'Italia.

Risorse umane

Sabato, 18 Giugno 2016

“La domanda non è se farli entrare o no. E’ cosa fargli fare quando sono entrati”. Chi parla così dei rifugiati non è papa Francesco, né il capo di un’organizzazione umanitaria, ma uno di quei signori-censori che il Fondo monetario internazionale manda in giro a dare le pagelle e le ricette ai Paesi. Antonio Spilimbergo, capo-missione del Fmi in Turchia, sintetizza così i risultati del report del Fondo sull’impatto economico della crisi dei rifugiati. Che può portare, di qui al 2020, un quarto di punto di Pil in più all’Unione europea nel suo insieme, e mezzo punto di Pil alla Germania.

Pd, roccaforte in centro (storico)

Martedì, 07 Giugno 2016

Articolo scritto per i giornali locali del gruppo Espresso

Nel centro storico di Roma e nel quartiere Parioli-Nomentano, le due nuove roccaforti “rosse” - le uniche circoscrizioni nelle quali il candidato Giachetti si è classificato primo – il reddito medio supera quello medio dei romani, rispettivamente, di 20mila e di 15mila euro. Nelle tre zone nelle quali il reddito è al di sotto di quello medio cittadino, la giovane Raggi ha incassato percentuali dal 37% (Portuense e Centocelle) al 41,2% (Tor Bella Monaca). Basterebbero questi dati (presi da una interessante ricerca prodotta qualche mese fa dal centro Rur di Giuseppe Roma) per dire che, qualunque cosa affermi il suo leader e comunque vadano i ballottaggi, il Pd ha un problema grande come una casa.

Quel che è mio è tuo (ma fino a un certo punto)

Sabato, 21 Maggio 2016

Editoriale sul servizio di apertura di pagina99, 21 maggio 2016

What’s mine is yours”, quel che è mio è tuo. Questo il titolo del libro, pubblicato cinque anni fa da Roo Rogers e Rachel Botsnam, che teorizzò la sharing economy. Un concetto antichissimo, che richiama ideali di scambio e mutuo soccorso ottocenteschi ma che ha scavalcato il Novecento per esplodere negli anni Duemila con il consumo collaborativo.

Nel Rapporto Istat l'Italia del rinvio

Sabato, 21 Maggio 2016

Come ogni anno, ci specchiamo nei numeri del Rapporto annuale dell’Istat, scoprendo nell’immagine che quei dati ci mostrano qualcosa di noto, qualcosa di nuovo, qualcosa che non vorremmo vedere e - a guardare bene - quel che dovremmo fare. Ma che troppo spesso non facciamo, bloccati da una dinamica decisionale (cioè, soprattutto, politica) che a sua volta rinvia i problemi.

Ue, un tesoretto da usare con cura

Mercoledì, 18 Maggio 2016

Commento scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso

Caro Valdis, caro Pierre... Inizia così la lettera che ieri il ministro dell'Economia Padoan ha mandato a Dombrovskis e Moscovici, rispettivamente vicepresidente e responsabile degli Affari economici della Commissione Ue, in risposta alla missiva appena ricevuta (“caro Piercarlo...”), nella quale si dava sostanzialmente il via libera alla flessibilità chiesta dall'Italia sui conti pubblici per quest'anno, chiedendo un ritorno in carreggiata per il 2017.

Comuni e referendum, la partita di Renzi

Martedì, 03 Maggio 2016

Commento scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso

Milletrecentosessantotto Comuni, tra i quali ventisei capoluoghi di provincia, la Capitale d’Italia e ben altre quattro città metropolitane (Milano, Torino, Napoli e Bologna). È un voto importante quello del 5 giugno, un test che potrebbe equivalere, fatte le debite proporzioni, alle elezioni di midterm del sistema americano, sul quale si misurano i presidenti a metà della loro amministrazione.

Carissimi abbracci. Così le nuove fusioni fanno salire i prezzi

Sabato, 23 Aprile 2016

Inchiesta pubblicata sul numero 23/4/2016 di pagina99

Matrimoni, fusioni, concentrazioni. Verticali o orizzontali, statali o transnazionali, nella nuova economia e nella vecchissima. Una gran voglia di monopoli percorre l’Europa. Le leggi della concorrenza restano scolpite sulle tavole dell’Unione, ma i loro guardiani sono sempre più assediati da giganti che si accoppiano, al grido di “così faremo tanti investimenti”.

Referendum trivelle, vale tanto la scalata al quorum

Venerdì, 15 Aprile 2016

Commento scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso

La prima vetta è anche la più alta. 1974, referendum sul divorzio: partecipazione all’87,72 per cento. La penultima è la più bassa: 2009, referendum sulla legge elettorale Calderoli (quella definita come «una porcata» dal suo autore): 23,4 per cento. Una discesa lenta, a tratti ardita, con qualche risalita: come quella sorprendente del 2011, nel referendum detto “sui beni comuni” (acqua, nucleare, legittimo impedimento), che superò il quorum con una partecipazione del 54,8%.

Linda Laura Sabbadini, se l'Istat perde un pezzo

Sabato, 02 Aprile 2016

I numeri sono di gran moda sulla scena pubblica, negli ultimi tempi. Anche se il premier ha smesso di twittare a ripetizione i dati sul lavoro – da quando si sono ridotti gli incentivi e con essi le assunzioni – quel che è successo lo scorso anno ha reso evidente a tutti l’importanza di una informazione corretta e una produzione statistica ufficiale, indipendente, accurata.

La parità neanche a parole

Martedì, 15 Marzo 2016

Commento scritto per i giornali locali del gruppo Espresso

Il test è semplicissimo, si può fare anche da casa senza grande fatica. Prendete una frase detta da un politico, un giornalista, un commentatore qualsiasi e riferita a una donna famosa, in politica o altrove. Ribaltate le parti, e attribuite la stessa frase a una donna, mettendo l’uomo come oggetto. Non vi farà ridere, non vi dirà niente, in alcuni casi vi farà indignare. Ecco: questo test si può fare per la giornata di ieri, una delle più nere - dal punto di vista linguistico, ma le parole sono importanti - per le donne italiane.

Gli step-ipocriti

Lunedì, 22 Febbraio 2016

Alla fine, la legge sulle unioni civili passerà per voto di fiducia, e dal suo testo sarà falciata via la stepchild adoption, l’adozione del figliastro. Smentendo tutto quello che si è detto per mesi: è una materia trasversale e profonda, che divide e supera gli schieramenti, e non legata all’identità e al programma del governo. Sulla manovra economica si è (si sarebbe) obbligati a decidere insieme agli alleati, sui temi etici no.

Etero, gay o single. Una casa per tutti i bambini

Venerdì, 12 Febbraio 2016

Se l’Italia alla fine avrà la legge che riconosce le unioni omosessuali, resterà comunque una grave discriminazione nel nostro Paese. Le coppie dello stesso sesso continueranno a non poter adottare. La stessa possibilità sarà negata ad aspiranti genitori single. Mentre per mesi il dibattito politico si è intestardito e incarognito attorno alla stepchild adoption, poco o niente si è detto del divieto principale: quello che impedisce a omosessuali e non accoppiati persino di essere presi in considerazione come potenziali buoni genitori.

La variante di Astrit

Lunedì, 01 Febbraio 2016

Quando scriveva a mano la sua grafia era minuta e precisissima. Come i suoi argomenti. L’immagine di quei foglietti di appunti, prima delle riunioni di redazione – per lunghi anni al manifesto, e per un periodo più breve nella nascente pagina99 – è la prima che mi è tornata in mente, quando si è diffusa la notizia della morte di Astrit Dakli. “Un bravissimo giornalista, molto ligio agli impegni”, lo ha definito in una intervista un altro grande assente, il fotografo Mario Dondero, scomparso nel dicembre scorso.

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