Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Articoli

L'azzardo di Matteo Renzi sulle pensioni

Lunedì, 18 Maggio 2015

Con la conferenza stampa in cui ha annunciato la soluzione del governo per il caso aperto dalla sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni, Matteo Renzi ha cercato ancora una volta l’azzardo, provando a trasformare la tegola che gli è caduta addosso in uno spot elettorale.

Lo ha fatto come al solito preannunciando la novità in televisione nella domenica pomeriggio – com’era già stato per il bonus 80 euro e il bonus bebè –, stavolta con una contorsione linguistica ai limiti della truffa: chiamando “bonus” quella che sarà una restituzione solo parziale, e per alcuni nulla, delle somme che, secondo la sentenza della Corte, sono state illegittimamente sottratte alle pensioni negli anni 2012 e 2013.

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In Italia è ancora presto per parlare di ripresa

Mercoledì, 13 Maggio 2015

Squilli di tromba e rulli di tamburo per il tanto atteso annuncio del giorno: la stima periodica del pil pubblicata dall’Istat. Come ci si aspettava, questa stima ha sancito l’uscita dell’Italia dalla recessione. Nel primo trimestre del 2015 la produzione interna lorda italiana è salita dello 0,3 per cento: dopo tre trimestri negativi e uno piatto (crescita zero), si è tornati al “più”. Grande soddisfazione del ministro dell’economia, che si aspettava una crescita un po’ inferiore e nel Def (Documento di economia e finanza) ha stimato per tutto il 2015 un più 0,7 per cento.

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Alla scuola conviene fare la guerra alle prove Invalsi?

Martedì, 12 Maggio 2015

“Chi si nasconde dietro l’Invalsi?”. Il coordinamento “contro la buona scuola” di Torino ha scelto la sempreverde dietrologia per saldare, quest’anno, la protesta contro la riforma della scuola in discussione in parlamento con quella più antica, presente da anni nella scuola italiana, contro i test unificati di valutazione delle competenze in matematica e italiano, che coinvolgono gli alunni delle seconde e quinte elementari, della terza media e del secondo anno delle superiori.

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Un incontro con Colin Crouch

Venerdì, 08 Maggio 2015

"Mercato politica società: un equilibrio (im)possibile?". Questo il tema della lectio magistralis che Colin Crouch terrà a Udine, nell'ambito del festival vicino/lontano. Io avrò il compito di introdurlo e far domande. Pubblico qui un articolo, realizzato nell'ottobre scorso per il settimanale Pagina99, che ha al centro le ultime proposte di Crouch e il dibattito (quel che c'è, e quel che non c'è) nella sinistra europea.

L’ultimo, solo in ordine di tempo, è stato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: «La diseguaglianza è cresciuta a livelli senza precedenti», diventando «una forza distruttrice». Campanello dopo campanello, l’allarme per l’incendio suona dovunque, e spesso proprio nelle case degli incendiari: Fondo monetario, Banca mondiale, Ocse, finanche il summit di Davos. Non si è mai parlato tanto di diseguaglianza, e non si è mai fatto così poco per combatterla.

In Italia la ripresa economica soffre di anemia

Giovedì, 07 Maggio 2015

Le previsioni economiche di primavera della Commissione europea per l’economia italiana sono state accolte da sospiri di sollievo e speranza: è tornato il segno più, siamo usciti dalla crisi. Certo, c’è qualche preoccupazione per i conti pubblici (aggravata dalla sentenza della corte costituzionale sulle pensioni) e c’è molta cautela sulla tenuta di questo trend; nel complesso però prevale l’idea che il peggio sia passato. Ma com’è fatto, il “meglio” che deve venire?

Telecontrollo, una mina sul jobs act

Domenica, 03 Maggio 2015

(Articolo scritto con Alessandro Longo)

L'ultimo caso è scoppiato poche settimane fa in Telecom Italia. Dove i lavoratori dei call center, a larga maggioranza, hanno bocciato un accordo firmato da azienda e sindacati sul trattamento dei dati personali, al grido di “No al Grande Fratello”. In realtà il nome in codice era più benevolo: “cloud delle competenze”. Se lo avessero accettato, nella nuvoletta sarebbero finiti, perfettamente visibili in tempo reale da una sala di regia, i dati di tutte le loro prestazioni, minuto per minuto.

Cosa dicono le ultime statistiche sul lavoro

Venerdì, 01 Maggio 2015

E se sostituissimo alla guerra dei numeri la guerra delle idee? Le ultime statistiche sul lavoro, pubblicate dall’Istat proprio alla vigilia del primo maggio, fanno un regalo per la festa dei lavoratori; portando notizie non confortanti, ma utili a capire cosa è successo, e cosa si potrebbe far succedere.

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Divorziare non sarà più un lusso

Mercoledì, 22 Aprile 2015

Un'ascesa inarrestabile, dagli anni settanta del secolo scorso ai primi anni del duemila. Poi, per la prima volta, uno stop, negli anni più duri della crisi economica che, tra le altre cose, ha messo un freno anche a separazioni e divorzi. Ma gli ultimi dati dei tribunali italiani parlano, per il 2013, di una nuova ondata di crisi familiari, che ha riportato le separazioni sopra quota centomila e i divorzi quasi a quota sessantamila.

Buona scuola, emendamenti e diktat

Martedì, 21 Aprile 2015

Si tratta di 1940 emendamenti e quasi 900mila lettere. Mentre alla Camera arriva la carica delle modifiche proposte alla Buona scuola, il premier annuncia di voler scrivere una lettera a tutti i docenti italiani, per spiegar loro i motivi della riforma. E abbassare così la partecipazione a quello sciopero del 5 maggio che, ha detto ieri in una intervista radiofonica, “mi fa ridere”. Ma è molto probabile che, per quella data, il ddl alla camera avrà fatto ben pochi passi in avanti.

Cos'è il Def e quanto pesa il fattore D

Venerdì, 10 Aprile 2015

Comuni più tranquilli, regioni preoccupate, province in allarme… Mentre gli attori italiani si agitano attorno al rito del def – il documento di economia e finanza che traccia gli obiettivi della finanza pubblica per i prossimi tre anni –, dalla lettura del documento, tabella dopo tabella, emerge il volto del protagonista.

Ma con la Buona scuola i precari restano

Domenica, 05 Aprile 2015

All'inizio dovevano essere 150.000. Poi, nel disegno di legge sulla “Buona scuola”, sono diventati 100.701: quasi il 10 per cento dell’organico attuale delle scuole. Ma alla fine i precari assunti dal primo settembre potrebbero essere solo 50-60.000. Perché l’operazione parta, infatti, serve che la legge sia approvata in tempi rapidi entro fine maggio.

Nuovi contratti, e se fosse una corsa all'ultimo 18?

Domenica, 29 Marzo 2015

Una volta all'indomani delle manifestazioni c'era la guerra sui numeri delle persone in piazza. Stavolta invece la sfida è sui numeri delle "Comunicazioni obbligatorie al ministero del lavoro": i nuovi contratti sui quali Poletti-Renzi ci aggiornano in tempo reale, come segnale dell'efficacia dell'azione del governo e dunque vera risposta alla piazza di Landini. Anche se si sa che per un bilancio credibile degli effetti del combinato disposto della decontribuzione e del jobs act bisognerà aspettare almeno l'autunno, le cifre diffuse dal governo non sono da sottovalutare. (Sarebbe anche bello, en passant, se i dati delle Comunicazioni obbligatorie delle imprese continuassero a essere diffusi mensilmente con altrettanta pubblicità). Ma più che usare i numeri per darseli in faccia, sarebbe più utile guardarci un po' dentro. Potremmo trovare indizi sorprendenti. Qui ne evidenziamo uno: e se il piccolo boom di gennaio-febbraio fosse in realtà un effetto della corsa agli ultimi contratti buoni, ex articolo 18? 

Buona scuola fuori tempo

Lunedì, 23 Marzo 2015

"Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha approvato il disegno di legge di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione che prende il nome di 'La Buona Scuola'". 

Così ha annunciato il governo, trionfante, il giorno 12 marzo 2015.

Tutti sanno cosa c'era stato prima: i mesi di consultazione su "La buona scuola", varie serie di annunci a raffica, la promessa di assumere in ruolo i precari della scuola, o almeno quella loro consistente parte parcheggiata nelle graduatorie ad esaurimeno. 

Non tutti sanno cosa c'è stato dopo: normalmente, un ddl dopo l'approvazione arriva alle camere in poco tempo. Serve una messa a punto tecnica, il passaggio alla Ragioneria, e poi si va.

L'illusione della via del Nord

Lunedì, 23 Marzo 2015

Tra le tante altre cose, la crisi economica ha cancellato anche “la questione settentrionale, insieme con la rappresentanza illusoria formatasi attorno al principio del primato del Nord”. Così scrive Giuseppe Berta, uno dei più importanti storici italiani dell’economia, nel suo ultimo libro intitolato “La via del Nord”. Berta parla di lavoro, economia, fabbriche e terziario; ma anche, insieme, dell’evoluzione politica del nord e della sua rappresentanza. Una ricostruzione che permette di leggere con sguardo più profondo le dinamiche di quel partito che più di ogni altro ha incarnato la questione settentrionale – la Lega nord –, e getta una luce diversa sulla sua recente evoluzione, da partito del federalismo a partito di una destra nazional-identitaria, e anche sulle dinamiche che lo lacerano laddove tutto è nato, in quel Veneto che va al voto regionale di maggio con ben due “Leghe nord”, quella del leader nazionale Salvini e quella del sindaco di Verona Tosi.

(L'articolo è pubblicato sul numero 7/2015 di Rocca, disponibile anche qui)

La ripresina dell'occupazione non è frutto del Jobs Act

Lunedì, 09 Marzo 2015

Urne vuote, fabbriche piene? Piovono dati rosa per il governo, dopo quelli grigi del voto di domenica: 159mila occupati in più in aprile, il tasso di disoccupazione che segnala una timida inversione di tendenza, perfino un piccolo segnale di vita dalle parti del lavoro giovanile.

Ci si riferisce al mese di aprile, che è il secondo mese dall’entrata in vigore del Jobs act, il quarto dall’introduzione degli incentivi alle assunzioni. Il che vuol dire che è anche il secondo mese in cui le imprese hanno potuto godere contemporaneamente dei due effetti combinati: uno sgravio di circa settemila euro per ogni persona che si assume a tempo indeterminato, e un regime giuridico che rende il tempo indeterminato non più tale, con i contratti a tutele crescenti.

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Università, paradossale guerra ai fuoricorso

Mercoledì, 04 Marzo 2015

Caccia grossa al fuoricorso. L’eterna lamentela sul numero eccessivo di studenti italiani che non si laureano “in tempo” è diventata un problema contabile serio. Da quando dalle stanze ministeriali è uscita la tabella che assegna i fondi pubblici agli atenei, mettendo in pratica la grande novità del “costo standard per studente in corso”. Che di fatto cancella dall’università italiana almeno 700.000 persone, perché fuori corso.

Caldoro, finto lavoro

Martedì, 03 Marzo 2015

Doveva essere la porta d’ingresso al mercato del lavoro, tra il mondo produttivo e i giovani neet (“not in education, employment or training”), sempre più allo sbaraglio. Ma la cosiddetta Garanzia giovani rischia di diventare una trovata elettorale senza nessuno sbocco per chi ne usufruirà: giusto una mancia di 3.000 euro complessivi, in sei mesi: proprio quelli in cui si tengono le elezioni. Poi di nuovo a casa.

Impalcature sociali, Rania ha un piano per la Grecia

Martedì, 10 Febbraio 2015

La foto di gruppo del governo Tsipras nega alla radice la carica innovativa e radicale che l’ha portato al trionfo: non c’è una donna, nella prima linea del nuovo corso. Ma a guardar bene, in seconda fila, e con un piano nel cassetto, una donna c’è. Non cavalca le moto e non porta il bomber come l’ormai famosissimo Varoufakis, economista e ministro delle finanze.

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