Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Che fine fanno i soldi dei nostri fondi pensione?

Martedì, 09 Giugno 2015

Ormai è nell’aria, anche prima dell’arrivo delle famose buste promesse da Tito Boeri ai lavoratori più giovani: la pensione pubblica del futuro arriverà tardi e sarà bassina. Non per tutti, ma per molti. Quel che si sa di meno è che qualcuno sta già, per conto suo, cercando ripari: nel 2014, anno in cui l’Italia era ancora con tutti e due i piedi nella recessione, c’è stato un comparto che ha fatto segnare un più 8,5 per cento, ed è quello della previdenza integrativa. Al suo interno, le polizze delle assicurazioni private sono cresciute ancora di più: del 21,2 per cento.

Oggi nel complesso i lavoratori italiani iscritti a qualche fondo pensione o ad assicurazioni individuali sono il 27,7 per cento del totale: ancora lontani dall’obiettivo della riforma Dini (che voleva portare nel pilastro privato delle pensioni il 40 per cento dei lavoratori), ma comunque con un’accelerazione inaspettata in tempi di crisi. Cos’è successo? È una buona notizia o no? E che ne fanno, fondi e assicurazioni, dei contributi dei loro iscritti? Per fare il punto sulla questione è utile il Rapporto sullo stato sociale 2015, curato dall’economista Felice Roberto Pizzuti e presentato l’8 giugno a Roma. Il rapporto avanza una proposta: perché non affidare anche la previdenza integrativa all’Inps?

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