Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Chi ha pagato davvero il prezzo della crisi

Mercoledì, 15 Luglio 2015

“Dalla culla alla tomba”, era il celebre motto del piano Beveridge nell’Inghilterra del dopoguerra, secondo il quale il welfare doveva proteggere le persone dalla nascita alla morte. Quello italiano si è dimenticato di un bel pezzo del percorso, soprattutto dalle parti delle culle: lo confermano i dati Istat sulla povertà relativi al 2014.

In quello che dovrebbe essere ricordato come l’ultimo anno della lunga recessione cominciata sei anni prima, l’Italia ha contato 4.102.000 persone in povertà assoluta e 7.815.000 in povertà relativa: in entrambi i casi l’incidenza della povertà è tanto più alta quanto più bassa è l’età delle persone.

Bambini e giovani hanno pagato la crisi più degli altri, se si guarda all’età. Mentre, se si guarda allo status occupazionale delle persone, hanno pagato un po’ tutte le categorie, ma soprattutto una: gli operai. Si sono invece “salvati” i pensionati. Questi i dati essenziali della fotografia del 2014, nei quali il presidente del consiglio Renzi vede prove del fatto che “l’Italia ha oggettivamente svoltato” (riferendosi al fatto che, rispetto al 2013, la povertà non è aumentata).

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