Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Come abbiamo perso l’Europa. Possiamo riprendercela?

Mercoledì, 16 Settembre 2020

Tra i tanti ribaltamenti ai quali assistiamo, spiazzati da tutto quanto di questi tempi è “senza precedenti”, c’è il senso comune dell’Europa. In poche settimane passato dal cilicio alla cornucopia; dai sacrifici alla manna dal cielo; da “ce lo chiede l’Europa” a “ce lo dà l’Europa”. Lasciamo stare il fatto che non era del tutto vera la vecchia solfa, e forse non sarà del tutto reale la nuova narrazione. Sta di fatto che questo ribaltamento, avvenuto nelle poche settimane nelle quali l’Unione europea, e in particolare l’area dell’euro, hanno smantellato pezzo a pezzo la loro costituzione materiale per rispondere all’emergenza Covid 19, non è cosa da poco. Per la nostra cultura politica prima ancora che per la nostra economia: spiazzando non solo una certa idea dell’Europa, ma anche gli schieramenti che attorno ad essa si erano costruiti. Da un lato, i difensori dell’ortodossia fondata a Maastricht sul rigore di bilancio e fiducia nei meccanismi automatici di aggiustamento di mercati ben funzionanti; dall’altro, gli euroscettici e i no-euro, a dominanza sovranista, convinti che tutti i nostri mali interni siano derivati dagli errori di quella costruzione imposta dall’esterno. In mezzo, il solito vaso di coccio dei riformisti, a prendere colpi da tutti e due i lati nel loro solitario cammino verso il miraggio di un’Europa come destino e progetto comune. “Confortare il riformista e farlo sentire meno solo” è l’obiettivo dichiarato del libro di Francesco Saraceno, ottimisticamente intitolato La riconquista, con un sottotitolo altrettanto chiaro: perché abbiamo perso l’Europa e come possiamo riprendercela.

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