Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Come la sinistra ha smarrito la via

Venerdì, 24 Ottobre 2014

L’ultimo, solo in ordine di tempo, è stato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: «La diseguaglianza è cresciuta a livelli senza precedenti», diventando «una forza distruttrice». Campanello dopo campanello, l’allarme per l’incendio suona dovunque, e spesso proprio nelle case degli incendiari: Fondo monetario, Banca mondiale, Ocse, finanche il summit di Davos. Non si è mai parlato tanto di diseguaglianza, e non si è mai fatto così poco per combatterla. Anche perché chi avrebbe i titoli e qualche strumento per farlo – gli eredi della socialdemocrazia europea del Novecento – non c’è, e se c’è si dibatte e si macera, o si barrica sulle difensive, o pensa a tutt’altro. In ogni caso, non alza la voce per dire: il sistema economico costruito negli ultimi 30 anni ha fallito, il nostro approccio, nel secolo scorso, aveva portato prosperità e benessere. Dunque, tocca a noi. Perché non lo fanno? E’ quel che si chiede Colin Crouch, sociologo e politologo inglese, in un nuovo saggio scritto col preciso intento di essere usato nell’agone politico. Si intitola “Quanto capitalismo può sopportare la società” (Laterza, 2014). Il titolo inglese (“Making capitalism fit for society”) si schiera più nettamente, nella risposta a quella che per Crouch è oggi la domanda principale: dobbiamo adattare il capitalismo alla società, o piegare la società al capitalismo? La tradizione socialdemocratica è nella “busta A”, ma gli strumenti, le condizioni e gli stessi attori per farlo sono del tutto nuovi. Dove cercarli? 

(articolo e inchiesta su pagina99we del 24 ottobre 2014)

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