Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

È giusto usare soldi pubblici per salvare i risparmiatori che si sono fidati delle banche?

Lunedì, 09 Gennaio 2017

Ci sono due atteggiamenti opposti, riguardo alla recente crisi delle banche e all’intervento pubblico del governo italiano nel Monte dei Paschi di Siena (Mps). Il primo risponde allo slogan “Non con i nostri soldi” e contesta che si aprano i cordoni della spesa pubblica – aumentando il debito e dunque scaricando l’onere sulle future generazioni – per salvare le banche, mentre non si è fatto altrettanto per salvare gli esodati, i disoccupati, i giovani, i poveri eccetera. Il secondo invece è “Giù le mani dal risparmio” e invoca a gran voce la protezione dei risparmiatori che sono o rischiano di diventare vittime dei guai degli istituti a cui hanno affidato, in vari modi, i loro soldi.

Se “le banche” – e peggio ancora, “i banchieri” – sono il comune nemico dei due ragionamenti, il loro sbocco concreto è agli antipodi: la prima linea – “non con i nostri soldi” – vorrebbe che il governo restasse fuori del gioco; mentre la seconda – “giù le mani dal risparmio” – esige un intervento delle casse pubbliche a sostegno di quelle private. Eppure, non è infrequente sentire questi slogan nello stesso partito, nella stessa associazione, nello stesso comitato o dalla stessa persona, a seconda del momento in cui cade la vicenda o in cui se ne parla. Il che dimostra quanto grande sia la confusione in campo finanziario e quanto intricata sia la questione; ma anche quanto sia urgente cominciare a sbrogliare qualche nodo, a partire dall’ultima puntata.

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