Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Cos’è il salario minimo e quali effetti potrebbe avere in Italia

Giovedì, 28 Marzo 2019

Le paghe dei lavoratori italiani sono sotto la media europea, e l’Italia è al quinto posto nell’Unione per quota di working poors, e cioè di persone che hanno un lavoro ma ciononostante vivono sotto la soglia della povertà. I dati Eurostatmostrano che in Italia un lavoratore guadagna in media 12,49 euro all’ora, mentre nell’Ue la media è di 13,14 euro, in Germania è di 15,6 e in Francia di 14,9.

La scuola non è uguale per tutti

Domenica, 10 Marzo 2019

Articolo pubblicato sul numero 5 della rivista Prisma - marzo 2019

«Lo sai cos’è la plebe, Greco?».

«Sì: la plebe, i tribuni della plebe, i Gracchi»·

«La plebe è una cosa assai brutta».

«Sì».

«E se uno vuole restare plebe, lui, i suoi figli, i figli dei suoi figli, non si merita niente».

 Questo colloquio tra la maestra Oliviero ed Elena Greco, una delle due protagoniste de L’amica geniale – letto da milioni di persone nel mondo, dopo il successo internazionale del libro di Elena Ferrante, e visto da una platea ancor più ampia platea nella fiction televisiva di Saverio Costanzo – segna un’epoca. La maestra pronuncia queste parole quando l’allieva migliore e amica di Elena, Lila Cerullo, viene ritirata dalla scuola per andare a lavorare con la famiglia.

8 marzo nel segno del lavoro

Venerdì, 08 Marzo 2019

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Di solito l’8 marzo si parla con il segno “meno”, denunciando quello che alle donne manca. Ed è giusto farlo, soprattutto in tempi in cui alcune conquiste di libertà delle donne date per acquisite sembrano essere a rischio. Ma è giusto parlare anche del segno “più”, spesso ignorato, in particolare in campo economico e sociale. Quando escono le statistiche sul lavoro, che appassionano tanto il tifo politico, quasi mai si va guardare la differenza nei numeri tra donne e uomini. Così è stato poco considerato, negli ultimi tempi, un dato importante sottolineato dall’Istat a dieci anni dall’inizio della crisi economica: la presenza femminile sul mercato del lavoro è aumentata, e si è ridotto il gender gap, la differenza tra donne e uomini, nel tasso di occupazione.

L’Italia nella bolla del lavoro precario

Giovedì, 21 Febbraio 2019

L’industria va male e ha pochi ordini nel cassetto. Così come l’edilizia. Il commercio al dettaglio non va meglio. Le esportazioni scivolano giù. La fiducia di consumatori e aziende è ai minimi storici. Il credito alle imprese, pietrificato. Una tempesta di numeri negativi si abbatte quotidianamente sulla nostra informazione economica. Ma ci sono numeri con il segno “più”, e sono quelli del lavoro. A dicembre 2018 c’è stato infatti un aumento degli occupati e del tasso di occupazione, e una riduzione della disoccupazione.

Il reddito delle illusioni

Lunedì, 11 Febbraio 2019

L’introduzione del cosiddetto “reddito di cittadinanza” in Italia è una buona notizia. L’Italia è tra i paesi europei con maggiore diseguaglianza e minore spesa sociale per contrastare la povertà. Il governo ha stanziato 5,8 miliardi per il 2019, che diventeranno 7,8 a regime: un bel salto in avanti, rispetto ai 2 miliardi elargiti dal centrosinistra che, per primo, ha introdotto un reddito di inclusione sociale.

Ma le critiche fioccano (...)

I problemi del reddito di cittadinanza

Mercoledì, 06 Febbraio 2019

Articolo pubblicato da Internazionale on line

Il divano c’è sempre, ma la donna è in piedi e un fumetto con una lampadina le accende il pensiero. Alle spalle, uno scaffale con qualche libro. Anche sul sito del governo lanciato il 4 febbraio per illustrare il reddito di cittadinanza – e su cui dal 6 marzo si potranno presentare le domande – il totem che ha dominato la discussione sulla misura simbolo del Movimento 5 stelle resta il divano.

Con quota cento ancora una penalizzazione per le donne

Giovedì, 31 Gennaio 2019

Articolo pubblicato sui quotidiani del gruppo Gedi

I “quotacentisti” sono pronti allo scatto. Ma tra loro, solo c’è solo una donna su quattro. Tra coloro che potranno usufruire della possibilità di andare in pensione quest’anno grazie alle nuove regole introdotte con la legge di stabilità, con 38 anni di contributi e 62 d’età, c’è una schiacciante maggioranza maschile. Qualche tempo fa, parlando del congedo di paternità obbligatorio che pareva sparito dalla prima versione della manovra (e poi è ricomparso, allungato a 5 giorni), il presidente dell’Inps Tito Boeri aveva parlato di “governo maschilista”. I primi calcoli sulla platea che usufruirà di “quota 100” portano a rinverdire quel giudizio.

Cercasi sindacato nell'era populista

Giovedì, 24 Gennaio 2019

Commento pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Qualcosa si muove a sinistra. La scelta della Cgil di ieri è il primo sasso nello stagno di un’opposizione che, dal 4 marzo, non dava più segni di esistenza. La pratica unitaria, celebrata con un rito che può sembrare antico, va letta con gli occhiali nuovi di un Paese che si avvia a una nuova recessione; che non è mai uscito dalla doppia crisi del decennio appena chiuso; che è guidato da una nuova élite che fa al tempo stesso governo e opposizione.

Il ruolo del sindacato ai tempi dei populisti è scomodo, quasi impossibile. Da questo punto di vista, la scelta di Landini ha una logica: difficile assimilarlo alle élite della sinistra che hanno accompagnato il superamento di tanti baluardi del Novecento, a partire dallo Statuto dei lavoratori.

Lo schema Ponzi

Venerdì, 18 Gennaio 2019
Lo schema Ponzi raccontato da Roberta Carlini
 

Il 18 gennaio del 1949, un dispaccio di agenzia da Rio de Janeiro annuncia la morte di Charles Ponzi. Il giorno dopo, la notizia è sui principali giornali americani: “Il piccolo uomo che ha truffato l’America per enormi somme è morto in povertà”, annuncia il New York Times. La morte era avvenuta tre giorni prima, il 15 gennaio, in un ospedale per i poveri. Aveva messo da parte solo 75 dollari per pagare il funerale. Così se ne è andato “il grande truffatore”, l’uomo che ha legato il suo nome a uno schema finanziario: lo “schema Ponzi”, il padre di tutti i raggiri, continuamente evocato ogni volta che un nuovo miracoloso piano finanziario inghiotte in un buco nero i soldi di risparmiatori truffati e ingenue vittime rovinate.

Paolo Sylos Labini

Venerdì, 07 Dicembre 2018
Paolo Sylos Labini raccontato da Roberta Carlini
 

Milano, 23 febbraio 2002. Il Palavobis è pieno come un uovo, e fuori c’è ancora una coda di gente che preme. Parla tra i primi Paolo Sylos Labini. Il suo intervento dura meno di tre minuti, ed è interrotto frequentemente da applausi. E quando finisce, con poche parole a difesa della giustizia, come “pilastro dello Stato di diritto e quindi della democrazia” parte un applauso lunghissimo, più lungo del suo stesso intervento. Paolo Sylos Labini è incredulo, felice. Di questi tempi – ma anche prima, e anche subito dopo di lui – non è facile associare alla qualifica “economista” l’aggettivo “popolare”.

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