Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Roma ha un problema con gli asili nido

Mercoledì, 18 Ottobre 2017

L’asilo nido Momo è pulito e accogliente, gli arredi buffi e bassi danno subito l’impressione di essere entrati in un mondo in miniatura. Fuori, al confine tra Torrevecchia e Primavalle, nella periferia nordovest di Roma, ci sono le facciate grigie delle case popolari, mentre dentro a prevalere sono i colori delle favole e gli odori delle minestrine. Un mondo piccolo, ma che rischia di restringersi ancora di più.

Manovra. Un lifting economico in chiave elettorale

Martedì, 17 Ottobre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Non ci sarà l’aumento dell’Iva. Che sarebbe automaticamente scattato, in assenza di provvedimenti, in virtù di una decisione presa a suo tempo dal governo Monti. Ci sarà l’utilizzo del cosiddetto “golden power” per proteggere Tim dalla scalata di Vivendi – anche questo, in attuazione rafforzata di una norma introdotta da Monti. Non ci saranno gli interventi sulle pensioni chiesti dai sindacati, per fermare gli innalzamenti automatici dell’età previsti, manco a dirlo, dalla riforma Fornero-Monti. In positivo o in negativo, è tutta nella cornice della mega-manovra fatta sull’onda dell’emergenza spread dal governo del supertecnico Monti la manovra del superpolitico Gentiloni. Il che la dice lunga sull’eterna ripetizione di un vizio italiano: le grandi decisioni, brutte o belle che siano, si prendono solo sull’onda di una grande paura, con la politica messa momentaneamente a tacere da esigenze esterne. Fu così all’inizio degli anni ’90 con Amato, è stato così nel 2011-2013, con Monti. Fuori da questo schema, negli anni recenti abbiamo avuto solo due ondate riformatrici “politiche”: quella di Prodi per forzare l’ingresso dell’Italia nell’euro (riuscita), quelle di Berlusconi per la riduzione delle tasse (non riuscita).

Salari, l'autunno caldo di Draghi e Lagarde

Sabato, 14 Ottobre 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Contrordine: la moderazione salariale non è più una virtù. Mentre un po’ ovunque cominciano le celebrazioni del cinquantenario del ’68, sulle barricate salgono uomini e donne in doppiopetto e tailleur. Come Mario Draghi e Christine Lagarde, che dai rispettivi scranni – Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – hanno lanciato nei giorni scorsi un messaggio univoco: c’è bisogno di salari più alti. Di questo passo, c’è il rischio che Susanna Camusso e i suoi colleghi sindacalisti in tutto il mondo restino disoccupati, se la difesa dei redditi da lavoro viene da quelle sedi che fino a poco fa davano invece argomenti alle controparti.

Ilva, il padrone delle ferriere che strappa i contratti

Martedì, 10 Ottobre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Altro che industria 4.0, economia della conoscenza, rivoluzione digitale e lavori del terzo millennio. Ieri in Italia, da Taranto a Cornigliano a Novi Ligure a Roma, è andato in scena un copione ottocentesco, duro come l’acciaio: con un proprietario delle ferriere che entra strappando tutti i contratti e lo sciopero della massa degli operai interessati – operai in carne e ossa, ignorati e dimenticati anche dai partiti di sinistra che, proprio sui giornali di ieri mattina, li salutavano parlando d’altro, cioè delle beghe interne al ceto politico.

La campagna elettorale sul sentiero stretto

Mercoledì, 04 Ottobre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Il sentiero stretto: è questa la metafora più ricorrente, citata spessissimo quando si parla di finanza pubblica, e ieri ribadita da molti degli interventi che hanno preparato la giornata di oggi. Che sarà importante, per la manovra 2018: sia perché il parlamento deve dare il via libera, a maggioranza qualificata, alla decisione del governo italiano di sforare la regola del pareggio di bilancio; sia perché deve approvare la nota di aggiornamento al Def alla luce dei nuovi e più positivi dati sull’andamento del prodotto interno lordo. Due premesse economiche e politiche che saranno anche il doppio fischio di inizio per giocare la partita vera e propria, quella di una manovra da approvare a campagna elettorale già di fatto iniziata.

La crescita c'è, ma non dà spazi di manovra

Mercoledì, 20 Settembre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

La festa è già finita, ancor prima della fine dell’estate. Dopo aver passato mesi a brindare per i successi del Pil, in anticipo arriva il contrordine d’autunno: la crescita c’è, ma non ci dà grandi spazi di manovra. O meglio, per dirla con le parole del ministro dell’economia, il miglioramento del Pil non allenta “in modo significativo” i vincoli di bilancio. Come ai vecchi tempi, dobbiamo fare i conti con “pochissime risorse”. E sanno di già visto – tristemente - anche alcune proposte che circolano e che potrebbero finire nella manovra economica per il 2018: come la sanatoria per i contanti detenuti in casa o in cassette di sicurezza, un condono per rimettere in circolo denaro dalla dubbia provenienza.

Economia. La visione in controluce di un paese che cerca aiuti

Giovedì, 14 Settembre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

"In un attimo c’è il tempo / per decisioni e revisioni / che un attimo invertirà”. Finisce con una citazione di Thomas Eliot il rapporto congiunturale d’autunno presentato ieri dalla Confindustria. Leggere versi dopo una scarica di slide non è proprio frequente, e ancor più raro è il connubio tra la poesia e la “scienza triste”, come si dice dell’economia. Ma i rappresentanti degli imprenditori italiani devono aver deciso di finire in lirica per rafforzare il messaggio: sbrigatevi. Quella frase contiene i due poli del rapporto presentato ieri: positivo nelle stime sulla crescita, negativo in quelle sul lavoro dei giovani. E dà il senso di un’urgenza, la necessità di cogliere l’attimo; con il che si salta subito nella prosa della prossima manovra economica, alla quale l’associazione padronale chiede molti più soldi in forma di sgravi alle imprese che assumono.

Gli italiani sono i “bamboccini” più accompagnati del mondo

Lunedì, 11 Settembre 2017

Domani suona la campanella per i bambini più accompagnati del mondo. Quelli italiani, nella stragrande maggioranza portati e prelevati davanti al portone di scuola da mamma, papà, nonni o baby sitter. Nella media italiana meno di un bambino su tre va a scuola da solo. Una quota molto bassa, che ci pone in coda nei confronti internazionali sulla mobilità indipendente dei bambini, dove svettano Finlandia e Germania.

I conti del governo: questione di decimali ma anche di qualità

Giovedì, 31 Agosto 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Ultima venne Moody’s. Ieri anche l’agenzia di rating internazionale ha corretto al rialzo le sue previsioni sul tasso di crescita del 2017, sia per l’Italia che per i principali Paesi dell’eurozona. Un bastian contrario – o un gufo, per usare il linguaggio della politica – potrebbe mettere in guardia contro le previsioni degli strateghi di Moodys, che insieme a Standard and Poors e a Fitch brillò per incompetenza alla vigilia della crisi finanziaria del 2008, dando il massimo dei voti a istituti che di lì a poco sarebbero falliti. Ma quella crisi finanziaria è lontana, tra poco si “festeggia” il suo decennale, e già siamo entrati in un’altra fase della storia, quella del tentativo di ritorno all’indietro, con lo smantellamento delle regole che allora  misero un po’ di briglie alla finanza pazza. E Moody’s stavolta non fa che accodarsi a tutti gli altri: il Fondo monetario, la Banca d’Italia, la Confindustria, l’Ufficio parlamentare di bilancio, tutti concordi, con sfumature di decimali diverse, nel correggere al rialzo le stime. Dunque, più che sulla quantità dei decimali conquistati, sarebbe il caso di ragionare sulla loro qualità.

Terremoti, fondi europei e sanatorie: il business dell’emergenza

Giovedì, 24 Agosto 2017

Articolo pubblicato sui giornali locali del gruppo Espresso

Stavolta il giallo è stato risolto subito: il colpevole non è il terremoto, ma l’uomo con le sue costruzioni di sabbia, mal fatte e peggio mantenute. La sproporzione tra l’entità del sisma che ha colpito Casamicciola e il bilancio dei danni fatti è così evidente che pochi si azzardano a negare le responsabilità umane – tra questi, purtroppo, gli uomini delle istituzioni direttamente competenti su quel territorio. Ma anche lo scorso anno, dopo l’eccezionale evento sismico del Centro Italia, si contarono i danni della mancata prevenzione e messa in sicurezza, che avevano drammaticamente amplificato l’effetto del terremoto. E così risalendo, a ogni tragedia, si rivede lo stesso film: mancata prevenzione, abusi, condoni, sanatorie, distrazioni. Ma perché, se lo sappiamo tutti, si continua così?

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