Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Nè capitani né coraggiosi. La partita Ilva

Lunedì, 25 Gennaio 2016

«Anche in questa occasione voglio recare agli italiani del Mezzogiorno l’assicurazione che lo Stato ha preso effettivamente e seriamente coscienza della realtà meridionale e si adopera per mutarla». Giuseppe Saragat pronunciò queste parole, il 10 aprile del 1965, quando andò a inaugurare il centro siderurgico di Taranto: il quarto in ordine di tempo, il più grande d’Italia, quello che tutta la città e tutto il Mezzogiorno volevano.

Indietro popolo, il 2015 è in rosso

Lunedì, 04 Gennaio 2016

Meno 110.125. Bilancio italiano in rosso, e stavolta non si parla di economia. Da gennaio ad agosto del 2015, la popolazione italiana è diminuita. È la prima volta che accade da un secolo. I dati sono ancora provvisori, ma con tutta probabilità l’anno appena passato segna una svolta storica. La demografia italiana imbocca la strada discendente.

Il quartino di Janet Yellen

Martedì, 15 Dicembre 2015

Una decisione storica, ma con giudizio. L’enfasi con la quale la donna sul tetto del mondo – Janet Yellen, presidente della Federal Reserve – ha annunciato ieri l’aumento dei tassi di riferimento è inversamente proporzionale all’entità della misura: 0,25, un quarto di punto. I mercati, che pure avevano largamente atteso quest’evento, non hanno detto “Tutto qua?”, ma hanno esultato, un po’ come si fa quando a mezzanotte del 31 dicembre si stappa lo champagne: sta svoltando l’anno, e poi lo fanno tutti.

pagina99, #ilgiornalechecivuole

Sabato, 21 Novembre 2015

Dal 21 novembre è tornato in edicola il settimanale pagina99. Sono nella redazione, da condirettrice. Questo è l'editoriale con il quale Luigi Spinola ed io annunciano la ripartenza del giornale. Abbiamo l'ambizione di pensare che sia il giornale che ci vuole, e lavoriamo per questo. Qualche assenza o ritardo nell'aggiornamento di questo mio sito personale è dovuto a superlavoro sui titoli rossi...

Maternità, rinvio o rinuncia? #comesiamocambiati, in cifre

Lunedì, 02 Novembre 2015

L'Italia guida la classifica della "baby recession" in Europa. Negli anni della crisi, si è annullato tutto il recupero di fecondità "guadagnato" dal 1995 al 2008. Cosa sta succedendo? Le ragazze, sempicemente, rinviano. Il fenomeno è di lungo periodo: la curva dell'età e della fecondità (nel grafico, si vede per generazioni)  si abbassa e si sposta a destra: si fanno sempre meno figli e sempre più tardi. Ma oltre un certo limiteil rinvio diventa una rinuncia. A volte inconsapevole, quasi sempre forzata. Di chi, dove e perché? Ne parlo nel capitolo del mio libro Come siamo cambiati, dedicato a "meno figli per tutte".

Dietro la fuga delle matricole (#comesiamo cambiati, in numeri)

Venerdì, 30 Ottobre 2015

Unico paese in Europa, l'Italia ha subìto una fuga dall'università negli anni della crisi, e si è ridotta la percentuale di studenti che passano dalla scuola superiore all'università. Segno che le famiglie hanno disinvestito in istruzione: già, ma quali famiglie? Dal 2008 al 2014, c'è stato anche un calo drastico dei già pochi fondi per il diritto allo studio: borse, alloggi, contributi. (dal capitolo 5 del libro "Come siamo cambiati")

Addio società dell'iper (#comesiamocambiati, in numeri)

Mercoledì, 28 Ottobre 2015

Le nascite e i matrimoni, gli acquisti di auto, le compravendite di abitazioni. In otto numeri, quattro eredità della crisi.  Non è solo una questione economica: traballa un modello di consumo (e società) basato sul grande, sull'iper. (Questo è il grafico che apre il capitolo sui consumi del mio libro, "Come siamo cambiati", che parte dalla crisi dell'iper per parlare di nuova povertà, ma anche di una nuova misura nel nostro modello di consumo. In libreria, in e-book o in streaming).

Il bollino della stabilità

Martedì, 27 Ottobre 2015

Commento pubblicato il 27 ottobre sui quotidiani locali del gruppo Espresso

E se l’avesse fatto Berlusconi? Questa domanda, che ricorre spesso a proposito delle decisioni del governo Renzi, è un’arma a doppio taglio. È utilizzata dagli oppositori a sinistra di Renzi, sindacati e minoranza del suo partito, per dire che al nuovo leader si perdonano e si fanno passare cose che solo qualche anno fa avrebbero scatenato cortei e girotondi. Ma è usata anche dai fan renziani, per vantare il superamento delle vecchie categorie, dire che non ci sono idee di destra e di sinistra ma idee buone e idee cattive, insomma per superare i confini della propria appartenenza e cominciare a edificare il “partito della Nazione”.

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