Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Il voto greco non fa più paura

Domenica, 20 Settembre 2015

Articolo pubblicato il 20 settembre sui quotidiani locali del gruppo Espresso

La Grecia va a votare per la terza volta in un anno, ma i riflettori si sono spenti. Le elezioni di oggi, indette all’improvviso da Tsipras per rafforzare la sua traballante leadership e chiedere una nuova investitura dal basso, non sono accompagnate dall’attenzione, dalla partecipazione e dalla fibrillazione dei precedenti voti del 2015, le elezioni politiche di gennaio e il referendum di luglio sul memorandum europeo. Questo sentimento, che sta tra il disinteresse e la disillusione, si respira sia nei confini greci, nell’elettorato di Syriza che all’inizio di quest’anno entusiasticamente pensò di far cambiare rotta alla Grecia e all’Europa tutta; sia nelle cancellerie e nelle piazze finanziarie europee, per niente preoccupate dal nuovo voto. I mercati stanno tranquilli, perché sanno che la politica economica della Grecia è già scritta, qualunque sarà l’esito delle urne, in quel patto a base di austerità, tagli, tasse e privatizzazioni, che Tsipras fu costretto a firmare il 13 luglio.

Per i giovani e i poveri c'è il nulla

Mercoledì, 09 Settembre 2015

Commento pubblicato il 9 settembre 2015 sui quotidiani locali del gruppo Espresso


Case e pensioni. Pensioni e case. Da quanto tempo il dibattito, alla vigilia di ogni manovra economica, ruota attorno a queste due parole? Da Dini a Fornero, da Berlusconi (che calò in tv sulla campagna elettorale 2006 l’asso dell’abolizione dell’Ici) a Renzi (che sempre in tv ha annunciato la fine dell’attuale Tasi, erede dell’Imu, erede dell’Ici), niente sembra essere cambiato nelle priorità della politica nazionale. Nel frattempo c’è stata la più grave crisi economica dal ’29, sono passati vari governi, tre o quattro generazioni nuove si sono affacciate alla vita adulta, ma la lingua batte sempre lì: pensioni e case. Anche se la proprietà dell’abitazione riguarda pochissimi giovani (il 70 per cento dei trentenni vive ancora nella famiglia di origine, e meno della metà delle famiglie con titolare sotto i 34 anni è proprietaria nella casa in cui vive), e la questione della “flessibilità in uscita” riguarda, per definizione, solo chi è attorno ai 60 anni. Questa ossessione non è una cosa di cui il rottamatore Renzi, che si è fatto vanto della sua attenzione ai giovani, possa andare fiero.

La ripresa senza i giovani

Giovedì, 03 Settembre 2015

Commento pubblicato il 2 settembre sul quotidiani locali del gruppo L'Espresso

A guardare i numeri del lavoro, la ripresa pare avere i capelli grigi. Un bel paradosso per il giovane Renzi, che comunque non ha esitato ad aggiudicarsi il merito dei dati diffusi ieri dall’Istat, che ha rivisto leggermente al rialzo le stime del prodotto interno lordo per la prima metà dell’anno, avvicinando ormai a portata di mano l’obiettivo del governo (più 0,7 per quest’anno: siamo già a più 0,6, basta un piccolo sforzo) e al contempo ha dato i numeri del lavoro di luglio e del secondo trimestre 2015, certificando un aumento dell’occupazione tutto concentrato sulla fascia d’età che va dai 50 anni in su.  Ma al di là della polemica politica, cosa ci dicono i numeri dell’economia? La ripresa, c’è o non c’è? E, se c’è, chi ne sta godendo?

La scuola ricomincia tra confusione e mezze rivoluzioni

Martedì, 01 Settembre 2015

Guardata dal lato della cattedra, la riforma della scuola è una bolgia e una mezza rivoluzione. Il ministero l’ha divisa in fasi (quelle di attuazione della cosiddetta Buona scuola), numerandole da uno a tre: nella prima, ci sono i “salvati”, quelli che sono già entrati in ruolo secondo il vecchio metodo dello scorrimento delle graduatorie e sono andati a sostituire 29mila docenti andati in pensione.

I posti scoperti della "buona scuola"

Venerdì, 28 Agosto 2015

Questo commento è stato pubblicato il 28 agosto sui quotidiani locali del gruppo L'Espresso

Più giuristi che matematici, un buon numero di domande non valide, e un esercito di prof con la valigia in migrazione da Nord a Sud. Mentre si avvicina, in molte regioni, il primo giorno dell’anno uno della “buona scuola”, i numeri e le precisazioni che vengono fuori dal ministero svelano, a poco a poco, quello che gli studenti troveranno quando entreranno in classe: qualcosa di nuovo, e molto d’antico.

Chi guadagna dall'abolizione delle tasse sulla prima casa

Mercoledì, 26 Agosto 2015

“Tagliare le tasse fa bene, ha un effetto positivo su chi ne beneficia se questo ritiene che l’abbattimento sia permanente”, ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan alla platea di Comunione e liberazione. La stessa davanti alla quale, il 25 agosto, il presidente del consiglio Matteo Renzi aveva ribadito la sua promessa di cancellare Imu e Tasi sulla prima casa dal 2016. È probabile che il ministro abbia voluto, nel rilanciare la promessa di Renzi, calcare l’accento sull’ultima parte della sua frase: “Se ritiene che l’abbattimento sia permanente”.

Se la tassa viene cancellata ma per poco, oppure abolita ma solo per essere riproposta con altro nome, probabilmente l’effetto positivo sarà scarso. E in passato, dall’Ici all’Imu alla Tasi, di annuncio in annuncio, di abolizioni finte o provvisorie se ne sono viste fin troppe. Non a caso il nodo principale dell’abolizione delle tasse sulla prima casa (quel che resta di Imu e Tasi) è e resta la copertura finanziaria: cosa che preoccupa notevolmente i comuni, dato che l’imposizione sulla casa è l’unica di sapore federalista, oltre che l’unica di carattere patrimoniale presente in Italia.

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Grecia, tanti voti e poca democrazia

Sabato, 22 Agosto 2015

Quest'articolo è stato pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 21 agosto

Tanti voti e poca democrazia. Il popolo greco torna alle urne per la terza volta in un anno. Ci era andato a gennaio, con l’intenzione di voltare pagina rispetto alle politiche che hanno portato il paese a perdere un quarto del Pil e a triplicare la disoccupazione in un lustro. Ci era tornato il 5 luglio, nel referendum indetto di colpo da Alexis Tsipras per farsi supportare nella durissima trattativa con l’eurogruppo, e per dire “no” alle condizioni da questo poste per salvare la Grecia dal default. E andrà a votare di nuovo entro poche settimane, dopo che lo stesso Tsipras è stato costretto ad accettare tutte le condizioni bocciate dal suo popolo nell’urna.

La Buona scuola non cancella il precariato

Venerdì, 21 Agosto 2015

Ventitremila maestre della scuola materna. Dai venti ai trentamila supplenti annuali. Più le migliaia di abilitati entrati in graduatoria fuori tempo massimo per mano del giudice. Senza contare le decine di migliaia di iscritti alle liste d’attesa d’istituto. È abbastanza nutrita la schiera dei precari rimasti dopo il piano straordinario di assunzioni della Buona scuola.

La guerra geografica della buona scuola

Lunedì, 17 Agosto 2015

Adesso si aspetta solo il tweet di Salvini contro l’invasione scolastica dei professori terroni. A tre giorni dalla chiusura delle domande per il piano straordinario di assunzioni abbinato dal governo alla riforma della scuola, è evidente nei numeri quel che era scritto nel mondo della scuola, a caratteri cubitali, da decenni: la maggior parte dei precari da assumere sta al sud, mentre gli insegnanti servono di più al nord. E non è – stavolta – colpa di Renzi.

Dall'Asia arrivano venti freddi per l'economia italiana

Mercoledì, 12 Agosto 2015

Per capire come mai l’annuncio della svalutazione cinese abbia causato la caduta dei titoli dell’auto e del lusso italiani ed europei, basta dare un’occhiata all’ultimobollettino sul nostro commercio estero, diffuso proprio ieri dall’Istat, mentre i mercati finanziari erano in fibrillazione per gli effetti (e per le scommesse sugli effetti) della decisione di Pechino.

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