Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Alitalia atterra sulle elezioni

Martedì, 27 Febbraio 2018

Pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 17 febbraio 2018

Anche stavolta Alitalia è arrivata puntuale. Non sulle piste d’atterraggio – benché la notizia della sorprendente puntualità dei suoi voli abbia avuto un rilievo e una pubblicità enormi, degni di miglior causa – ma sulla chiusura della campagna elettorale. Come nel 2008, quando la vendita della società a Air France-Klm, già definita dal governo Prodi, saltò per le interferenze della campagna elettorale: allora Berlusconi, leader dell’opposizione, dichiarò di essere contrario e impugnò la bandiera della “italianità” della compagnia, motivo per cui i candidati acquirenti batterono in ritirata non volendosi trovare, all’indomani dell’acquisto, alle prese con un governo ostile. Già otto anni prima, nel 2000, era saltata un’operazione con gli olandesi di Klm: all’epoca non si parlava di vendita ma di fusione, la compagnia italiana era molto meno ammaccata di adesso e molta acqua doveva ancora passare sotto i ponti. Acqua costosa come champagne: l’ultimo prestito ponte all’Alitalia, allungato pochi mesi fa, è della bella cifra di 900 milioni di euro.

La partita europea da Embraco alla Bce

Mercoledì, 21 Febbraio 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 21 febbraio 2018

Il risultato elettorale forse si giocherà su una manciata di collegi del Sud, come dicono i bene informati dai sondaggi. Ma bisogna guardare più a Nord per capire da cosa davvero dipenderà il nostro prossimo futuro. Per la precisione, al di là delle Alpi, verso l’Europa continentale e in particolare la capitale politica e quella economica dell’Unione, Bruxelles e Francoforte. In questi giorni se ne è avuta la dimostrazione plastica, con lo schiaffo dato da Embraco a lavoratori e governo italiani, per andare verso la Slovacchia, e con la designazione del prossimo vicepresidente della Bce nella persona del ministro dell’economia spagnolo de Guindos. Non è questione di orgoglio nazionale o di difesa patria, ma di consapevolezza di quel che ci aspetta nel quadro della politica economica europea, e delle strategie per cambiarla.

La vera paura del Paese è non avere un futuro

Venerdì, 09 Febbraio 2018

Commento pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 9 febbraio 2018

Un altro minimo storico. Per il nono anno di seguito, le nascite scendono in Italia. E per il terzo anno di seguito, diminuisce anche in numero assoluto la popolazione italiana, dato che il calo delle nascite non è più compensato dall’allungamento dell’età di vita e dall’afflusso di persone dall’estero. Invecchiamo: l’età media sale a 45,2 anni, bambini e ragazzi sotto i 15 anni sono meno della metà degli ultrasessantacinquenni. Nel rendere noti questi dati, l’Istat ci avverte: continuerà così, la forbice tra nascite e decessi continuerà ad allargarsi. E questo anche se l’anno scorso il numero di figli per donna non è sceso: nella media siamo a 1,34 figli per donna, ma le nascite scendono lo stesso per una combinazione di motivi demografici e di altro tipo. Quelli demografici sono presto detti: stiamo subendo l’onda lunga del calo delle nascite degli anni ’90, quindi il numero di donne in età fertile va calando. Gli altri attengono alle scelte di vita: si fanno figli più tardi, si restringe l’arco di tempo della vita nel quale si decide di avere un figlio e questo comporta ovviamente una riduzione della fertilità. Si arriva tardi al primo figlio, e spesso mai al secondo.

Abita alla Casa Bianca il businessman dell'anno

Sabato, 27 Gennaio 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Un uomo d’affari in mezzo ad altri uomini d’affari. Forse basterebbero i vecchi classici, a partire da Adam Smith, per capire il perché del successo di Trump al consesso di Davos. Il fondatore dell’economia politica diceva che, quando due o più uomini d’affari si incontrano, è molto probabile che si mettano d’accordo per smettere di farsi concorrenza e fare patti per loro vantaggiosi. 

L'accordo dei tedeschi diventa sfida all'Europa

Domenica, 14 Gennaio 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Il metodo con il quale Spd, Cdu e Csu hanno raggiunto, in nome dell’Europa, l’accordo che potrebbe dar vita alla nuova edizione della grande coalizione in Germania sarebbe da consigliare ai partiti italiani, prima ancora che all’indomani delle elezioni di marzo – dalle quali forse usciremo con una situazione di stallo “alla tedesca” – già in questa fase di preparazione dei programmi. 

Verso il voto. È alta la posta in gioco nella partita regionale

Giovedì, 11 Gennaio 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Tra le amministrative e le politiche, in Italia, c’è sempre stato un certo strabismo, anche in tempi di proporzionale e Prima Repubblica. Il Pci, escluso dal governo nazionale, ha lungamente governato nelle regioni rosse. Le alleanze locali hanno spesso contraddetto e a volte anticipato le tendenze nazionali. E, per venire a tempi più recenti, le plurime e anche minime scissioni della sinistra decise a Roma centro non hanno intaccato, per dirne una, la tenuta della coalizione che sosteneva la giunta regionale del Lazio. 

Parte la caccia al voto in una Italia divisa tra chi corre e chi no

Domenica, 31 Dicembre 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

I conti, a guardare solo quel povero indicatore che è il Pil, sono presto fatti: quando brinderemo a Capodanno avremo prodotto, come collettività, l’1,5% in più dell’anno scorso. Dopo mesi di balletti tra ottimisti e pessimisti – alternati: molti diventarono iper-pessimisti sulle previsioni economiche a fine 2016, dopo il fallimento del referendum Renzi, ma poi dovettero ricredersi – adesso il risultato è acquisito. Non siamo al miracolo economico, ma siamo definitivamente fuori dalla fase della crescita asfittica dello “zero virgola qualcosa”. Ma cosa vuol dire, per la nostra vita quotidiana? Perché, se i numeri volgono al segno “più”, non ci affacciamo appagati e speranzosi al prossimo anno e alle prossime urne?

Sassolini nelle scarpe pesanti come macigni

Mercoledì, 20 Dicembre 2017

 Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Sei ore per una relazione di sedici pagine e una lunga serie di domande e risposte: è stato uno stress test, per dirla con linguaggio bancario, quello a cui è stato sottoposto ieri il governatore della Banca d’Italia davanti alla commissione d’inchiesta sulle banche. Ma la lunga preparazione e la cura tecnica di ogni dettaglio non hanno impedito a Visco di svuotare le sue scarpe da numerosi sassolini. Così alla fine quella che, nelle intenzioni del vertice del pd così come, da parte opposta, dei parlamentari a Cinque stelle, doveva essere una graticola per gli istituti di vigilanza che non hanno controllato bene le banche, si è rivelato un fuoco lento – ma cocente – proprio per Renzi e i suoi.

Cosa resta del lavoro in Italia dopo dieci anni di crisi

Domenica, 17 Dicembre 2017

Visto con il senno di poi, il quarto trimestre del 2007 potrebbe sembrare l’ultimo scorcio della felicità perduta. In Italia la disoccupazione era al 6 per cento e gli occupati toccavano il picco dei 25,4 milioni. Oggi gli occupati sono 25,2 milioni e la disoccupazione è al 10,7 per cento.

Dunque, a un decennio dall’inizio della crisi, dopo anni di fallimenti, ristrutturazioni e licenziamenti, i dati sono simili a quelli registrati prima del crollo del mercato immobiliare nel 2007 e prima della crisi del debito sovrano che ha travolto l’Europa nel 2011.

Ma allora perché non ce ne accorgiamo? Un breve viaggio nei numeri che riguardano il mondo del lavoro può aiutare a rispondere a questa domanda. E servire come piccola guida per una campagna elettorale nella quale i bicchieri mezzi pieni ci saranno riversati addosso giorno dopo giorno.

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