Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

La trappola del debito e gli omissis della propaganda

Mercoledì, 30 Maggio 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Non sappiamo se l’improvvisa e imprevista curva presa ieri dalla gravissima crisi italiana sia stata determinata dai numeri dei mercati, dalle parole dei politici italiani ed europei o da altre novità meno visibili. Quel che è certo però è che, all’ottantaseiesimo giorno dal voto, tutti gli elementi che rendono apparentemente irrisolvibile il puzzle italiano si sono concentrati in poche ore: l’impossibilità del parlamento di trovare un accordo sia pure su una gestione transitoria per traghettarci alle prossime urne; la paura dei mercati; la sfiducia e il terrore dell’Europa verso quel che accade all’interno di uno dei suoi Paesi fondatori. Dove si voterà di nuovo, ancora non sappiamo quando ma adesso sappiamo su cosa: la scelta dell’Italia di stare nell’euro e forse anche nell’Unione europea, il gigantesco omissis della campagna elettorale passata che diventerà il cuore di quella torrida futura in cui siamo già immersi.

Il difensore incaricato scelga il popolo giusto

Giovedì, 24 Maggio 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti ai tempi andati di Palombella rossa. Nella Palombella gialloverde che ha portato il professor Giuseppe Conte a prendere l’incarico di formare il primo governo “populista” d’Europa, le parole chiave sono in quella dichiarazione che ha seguito l’impegno a far restare nella sua collocazione europea: «Sarò l’avvocato del popolo». La prima interpretazione della metafora è fin troppo semplice: dall’Europa ci dobbiamo difendere, abbiamo bisogno di un buon avvocato. La seconda è più sottile, e richiede di addentrarsi nei punti-chiave del contratto privato firmato da Salvini e Di Maio: quale popolo ha dato il mandato all’avvocato, e quale beneficio può aspettarsi dal nuovo governo, ammesso che nascerà sciogliendo i nodi ministeriali che ancora sono aggrovigliati? 

Il fisco giallo-verde che premia i più ricchi

Mercoledì, 16 Maggio 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Dicono che a Bruxelles sono preoccupati poiché quello che si sta formando in Italia è il primo governo formato dalle forze anti-establishment in Europa. Ma proprio per questo ogni pronunciamento esplicito che viene dall’élite europea, come quello reso noto ieri a proposito delle politiche per l’immigrazione e il debito, finisce per rafforzare Salvini e Di Maio, di per sé debolissimi dopo la grottesca vicenda delle trattative sul programma e sulla formazione del nuovo governo. Se quest’ultimo vedrà la luce, dopo la lunghissima serie dei rinvii, le discordanti promesse dei due si troveranno alla prova dei fatti. E sarà il fisco il primo esperimento in provetta del “contratto per il cambiamento”.

Il futuro che non ci aspetta

Lunedì, 14 Maggio 2018

(Articolo scritto con Anna Maria Simonazzi)

La recente pubblicazione dell’Istat sul futuro demografico del Paeseha confermato le previsioni sul calo della popolazione e sul suo invecchiamento “certo e intenso”. L’età media passerà dagli attuali 44,9 a oltre 50 anni nel 2065Il calo demografico suscita forti preoccupazioni: riduzione dell’offerta di lavoro e aumento del rapporto fra popolazione anziana e popolazione in età di lavoro, sostenibilità dei conti previdenziali e sanitari, forse anche rallentamento della produttività e della crescita.

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L'offerta flat di Salvini e Di Maio

Martedì, 01 Maggio 2018

Stralcio da un articolo pubblicato sul numero 9/2018 di Rocca il primo maggio 2018

(...)

Quel che appare evidente a un osservatore esterno, per esempio alla stampa straniera, ma poco sottolineato in Italia, è la vicinanza tra Lega e M5S nell’asse che va da Trump alla Brexit ai sovranisti europei: ritorno alla difesa dell’interesse nazionale in economia, contestazione dei miti e delle parole d’ordine della globalizzazione (libera concorrenza e frontiere aperte), evocazione di un mitico passato dorato da riportare in vita, insofferenza verso i vincoli dei trattati internazionali. Una linea che Salvini interpreta al meglio, ma che non è lontana dai toni e dalla sostanza di molte posizioni dei politici e del popolo a Cinque Stelle. Diverse sfumature di sovranismo, insomma (...).

Il governo che verrà ha una grana: il deficit

Giovedì, 05 Aprile 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Più che una doccia fredda, è una grandinata di primavera quella che si è abbattuta sul nascente – se nascerà – governo di ancora incerta definizione. Chiunque lo guiderà ha già una grana bella grossa. Per la precisione, di 6,3 miliardi. A tanto ammonta l’aumento del deficit per il 2017 contabilizzato ieri dall’Istat, dopo aver corretto le precedenti valutazioni sulla base dei criteri ordinati dall’Eurostat. Che ha detto una cosa molto chiara: tutti gli aiuti alle banche, sia diretti che indiretti, vanno considerati come spesa pubblica.

Libero commercio, test per (nuovi) leader

Sabato, 24 Marzo 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Distratti dall’apertura del nostro nuovo parlamento, potremmo non esserci accorti del fatto che nel frattempo stavano chiudendo il commercio mondiale. Mentre a Roma si succedevano le fumate bianche per l’elezione dei nuovi presidenti di Camera e Senato, i leader europei a Bruxelles si riunivano al capezzale della globalizzazione, dopo l’ultima mossa di Trump che ha introdotto tariffe doganali per 60 miliardi di dollari su un gran numero di prodotti cinesi.

Lavoro a corta durata formula dell'incertezza

Mercoledì, 14 Marzo 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Un’Italia che ha ripreso a lavorare, ma a termine. E una generazione tagliata fuori dalla crisi. Questo il quadro che ci consegnano i dati dell’Istat sul mercato del lavoro nel 2017. Anno nel quale, come è stato ampiamente detto dal governo uscente in campagna elettorale, molti indicatori economici volgevano al bello – il Pil, la domanda interna, l’export, persino gli investimenti hanno ripreso sia pur moderatamente a crescere; senza però che questo fosse avvertito con soddisfazione dalla maggioranza della popolazione, come ci dicono in modi diversi il risultato elettorale e gli indicatori della povertà resi noti l’altroieri dalla Banca d’Italia.

Donne, la scalata resta difficile

Giovedì, 08 Marzo 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Un otto marzo di festa e di lutto, in Italia. Il nostro Paese è stato solo sfiorato dallo tsunami del #metoo, l’ondata planetaria contro le molestie sessuali sui luoghi di lavoro seguita allo scandalo Weinstein. Ma i dati dell’Istat ci dicono che quasi 8 donne su 100 hanno subìto, nella loro vita, un ricatto sessuale sul lavoro, e la stragrande maggioranza di loro non ne ha parlato con nessuno. Sempre l’Istat certifica un aumento dell’occupazione “dovuto esclusivamente alla componente femminile” e il tasso di occupazione delle donne arriva al 49,1%, il più alto nella storia d’Italia (abbiamo conquistato sedici punti in quarant’anni) ma tra i più bassi in Europa.

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