Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Cosa vuole la lobby delle università telematiche dal senato

Venerdì, 03 Febbraio 2017

Hanno macinato studenti e profitti, in una crescita mirabolante, negli anni in cui l’università statale perdeva colpi. Riempiono cartelloni pubblicitari e spot dalle radio al cinema, con i loro studenti sorridenti davanti al laptop nei parchi. E adesso riescono nell’impresa di riunire quasi tutto l’arco parlamentare, altrimenti litigiosissimo, in una guerra sotterranea di emendamenti in quella fiera delle lobby che è l’esame del “milleproroghe”.

Manovra e voto, il grande puzzle dopo la sentenza della Corte

Domenica, 29 Gennaio 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Dal pomeriggio del 25 gennaio, subito dopo la decisione della Corte costituzionale sull’Italicum, lo spread tra i titoli italiani e tedeschi ha ripreso a salire e alla fine della settimana era di 177 punti. Non è un dato tecnico-finanziario, ma politico: vuol dire che diventa sempre più probabile che lo Stato italiano debba pagare di più chi gli presta soldi. E dunque che la spesa per interessi salirà, andando a sua volta a formare nuovo debito. Ma questo è solo il primo “effetto collaterale” dello scenario politico che si è aperto con la sentenza della Corte. Gli altri si giocano tra Roma e Bruxelles, e dipendono dall’esito del braccio di ferro tra il governo italiano e la Commissione sull’eventualità ed entità della manovra correttiva per il bilancio del 2017. Un puzzle creato dalle stesse regole che l’Unione europea si è data alla sua nascita, che vanno a precipitare nel pericolosissimo crocevia politico dell’anno, con la Brexit in corso e i principali Paesi alle urne.

Alla protezione civile non servono nuove regole ma più controlli

Venerdì, 27 Gennaio 2017


“Sarà una riforma storica”. Con queste parole il ministro Graziano Delrio aveva benedetto l’inizio dell’iter in parlamento della riforma della protezione civile. Era il 15 marzo 2015. Quel testo, approvato dalla camera il 23 settembre 2015, solo in questi giorni, a sei mesi dall’inizio dell’emergenza terremoto in Italia centrale, è arrivato in aula in senato.

Tibex, Sardex e le altre monete alternative che hanno sempre più successo in Italia

Lunedì, 23 Gennaio 2017

Un ristoratore siciliano a Roma, un imprenditore che fa sistemi antincendio, una consulente d’azienda, un pasticciere, uno che fa formazione professionale, una giovane pubblicitaria, un ottico… metti una sera a cena con un gruppo di persone che mai avrebbero pensato di trovarsi insieme, per piacere o per affari. E che adesso hanno in comune una moneta che non c’è: a Roma si chiama tibex, e cerca di emulare le gesta del più famoso sardex, l’enfant prodige delle monete complementari.

Trump, Xi Jinping e il trilemma di Rodrik

Lunedì, 23 Gennaio 2017

 Commento pubblicato dai quotidiani locali del gruppo Espresso il 22 gennaio 2017 

Nello stesso giorno nel quale si è insediato alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti Donald Trump invocando il protezionismo per tornare a far grande la sua America, il governo cinese ha fatto sapere che nel 2016 la sua economia è cresciuta del 6,7 per cento. Un eloquente viatico, che segue il discorso pro-globalizzazione con il quale il premier cinese Xi Jinping ha conquistato i cuori dei miliardari di Davos e altri eventi rilevanti della settimana: la scelta del governo inglese di spingere per una uscita “dura” dall’Unione Europea, e la stessa partita che si sta giocando sul mercato delle automobili mondiale, che ha a che vedere con il rispetto delle regole ambientali ma è anche una guerra commerciale.

Questione di numeri e di lettere

Domenica, 15 Gennaio 2017

Commento pubblicato dai quotidiani locali del gruppo Espresso

La settimana che si chiude oggi porta un numero in più e una lettera in meno, importanti per capire la situazione economica del momento. Il numero è 1 e corrisponde a quanto è stato offerto per comprare quel che resta di tre delle quattro banche coinvolte nel crac del 2015: 1 euro. Al prezzo di un caffè, Ubi Banca potrà rilevare i nuovi istituti nati dalle ceneri di Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti. La lettera in meno invece è la “A”, ed è quella che, sparendo dalle pagelle italiane delle agenzie private che valutano l’affidabilità dei debitori, comporterà più dure condizioni per il governo italiano indebitato.

Il banchiere populista

Venerdì, 13 Gennaio 2017

Il gergo delle banche è pieno di parole che richiamano, più che i soldi e la materialità della vita, le sue emozioni. Sofferenze bancarie, cattivi debitori, e la stessa parola credito ne sono buoni esempi. Facile dunque intuire che, messa vicina al carburante infiammabile che genericamente – e per semplicità – chiamiamo “populismo”, tutta la materia delle banche rischia di fare un bel falò, alla fine del quale ci si trova senza niente tra le ceneri.

È giusto usare soldi pubblici per salvare i risparmiatori che si sono fidati delle banche?

Lunedì, 09 Gennaio 2017

Ci sono due atteggiamenti opposti, riguardo alla recente crisi delle banche e all’intervento pubblico del governo italiano nel Monte dei Paschi di Siena (Mps). Il primo risponde allo slogan “Non con i nostri soldi” e contesta che si aprano i cordoni della spesa pubblica – aumentando il debito e dunque scaricando l’onere sulle future generazioni – per salvare le banche, mentre non si è fatto altrettanto per salvare gli esodati, i disoccupati, i giovani, i poveri eccetera. Il secondo invece è “Giù le mani dal risparmio” e invoca a gran voce la protezione dei risparmiatori che sono o rischiano di diventare vittime dei guai degli istituti a cui hanno affidato, in vari modi, i loro soldi.

Banche e posti di lavoro, le grandi sfide alle porte

Sabato, 31 Dicembre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso, 31 dicembre 2016

A dieci anni dagli scricchiolii che poi diventarono crollo, finanza ed economia aspettano ancora la ricostruzione. Ma, salvo miracoli, non sarà il 2017 a portarla. È vero che la crisi iniziata nel 2007 e deflagrata nel 2008 (battezzata la Grande Recessione, dunque paragonata fin nel nome a quella storica del ’29) è formalmente alle spalle, e dunque bolla dei subprime e Lehman Brothers potrebbero essere materia di libri di storia, sia pur recente. Ma restano di attualità le loro conseguenze, soprattutto in Europa e in Italia. La strada da percorrere per recuperare la produzione e i posti di lavoro persi nella lunga crisi è ancora lunga; e la timida e disorganica ripresa che era iniziata rischia di interrompersi nei prossimi mesi.

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