Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Si è ingrigito il prof

Giovedì, 05 Febbraio 2009

Lucia insegna inglese e l'anno scorso ha avuto per la prima volta studenti davvero 'suoi': finalmente in ruolo, quarantacinquenne, trent'anni di distanza dai ragazzi seduti di fronte a lei. Sua madre Antonietta, adesso settantenne, era salita in cattedra a 24 anni: tra la neoassunta professoressa di storia e il più giovane dei suoi studenti c'erano dieci anni di differenza. Di madre in figlia, la scuola italiana ha messo i capelli grigi, se non bianchi. L'età media dei docenti all'ingresso è quasi raddoppiata, e abbiamo i prof più vecchi d'Europa.

Contro vento

Lunedì, 02 Febbraio 2009

"Il mio paese è una nave in un mare di vento". Così scrive Franco Arminio, che è nato e vive a Bisaccia, un paese dell'Irpinia, in un libro intitolato “Vento forte tra Lacedonia e Candela” (Laterza, 2008). Un libro che corre tra quei due paesi, e tanti altri, come il vento che li ha resi celebri nel bollettino meteo della società Autostrade che quasi quotidianamente ci informa dell'aria che tira tra quei due caselli, a cavallo tra la Puglia e la Campania. Da quelle parti c'è la più alta concentrazione di pale eoliche d'Italia e si produce quasi la metà della nostra energia dal vento.

Un premio Nobel keynesiano

Lunedì, 13 Ottobre 2008

Il Nobel all'economia, nei giorni del crollo del turbocapitalismo, è andato a Paul Krugman. Non a Keynes in persona come qualche provocatore aveva proposto, ma a uno dei più famosi keynesiani viventi. L'economista di Princeton che, dalle colonne del New York Times, ha smontato pezzo a pezzo la politica economica di Bush come le sue avventure belliche. E che, con i suoi studi sui modelli di commercio e sulla localizzazione delle attività economiche, ha dimostrato che non sempre il mercato lasciato a se stesso funziona perfettamente.

Il Nobel? Diamolo a Keynes

Venerdì, 10 Ottobre 2008

Lunedì 13 ottobre i saggi di Stoccolma dovranno assegnare il Nobel per l'economia tra le macerie dell'economia. Compito difficile se non impossibile. Una proposta: perchè non assegnarlo a John Maynard Keynes? Com'è noto, il Nobel per l'economia è stato istituito nel '69, per cui l'hanno vinto alcuni (non tanti) keynesiani ma non il capostipite. Vista l'eccezionalità della situazione, e visto che oggi siamo tutti keynesiani (anche quelli che fino all'altro ieri sputavano fiele sull'intervento pubblico nell'economia), perché non attribuire un Nobel alla memoria?

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