Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Aiuto, sta cadendo la scuola

Mercoledì, 15 Settembre 2010

Quest'articolo è stato scritto con Fabrizio Gatti e pubblicato sull'Espresso del 16 settembre 2010.

Quest'anno il paracadute non serve. Il liceo Einaudi di Dalmine, in provincia di Bergamo, ha finalmente la scala di emergenza. Fino a pochi mesi fa le uscite di sicurezza dei tre piani davano sul vuoto e per questo dovevano rimanere chiuse: l'alternativa del salto da dieci metri non è prevista dalle tabelle ministeriali. Alla periferia di Milano i ragazzini delle medie fanno lezione in una palazzina provvisoria.

Licei su, professionali giù

Venerdì, 03 Settembre 2010

Alla professoressa Gianna il ferragosto gliel'ha rovinato una mail. L'ha aperta per caso, per controllare se c'era qualche novità: l'estate era già stata stata laboriosa, per gli addetti alle scuole superiori, con la riforma al foto-finish. Ma al momento di partire per la montagna tutto sembrava a posto, e la sua cattedra in un buon istituto tecnico del Nord-est tranquilla in attesa al rientro. Invece no: hanno vinto gli informatici, diceva la mail collettiva. Solo loro potranno insegnare informatica ai futuri periti tecnici.

La politica come può essere

Martedì, 29 Giugno 2010

Introduzione al libro "Dopo la crisi. Proposte per un'economia sostenibile"*. Pensare “dopo la crisi” non vuol dire pensare che la crisi sia finita, o che si stia avviando a rapida conclusione per lasciarci tutti liberi di tornare al nostro precedente modo di vivere e produrre. Significa invece guardare al futuro avendo imparato la lezione del passato. Prendere atto del fatto che c’è un prima e c’è un dopo: nell’economia e nelle teorie che la spiegano o la sorreggono, nella società, nei posti di lavoro, nelle banche, nei media, nella politica.

Il suicidio dell'Europa

Lunedì, 28 Giugno 2010

La manovra economica del governo italiano, per quest'anno, avrà un impatto “zero” sull'occupazione. Cioè, non avrà nessun effetto sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Negli anni successivi, invece, un effetto l'avrà e sarà negativo: meno 0,1 nel 2011 e meno 0,2% nel 2012, per la precisione. Chi spara questi numeri? I soliti disfattisti dell'Istat, della Banca d'Italia, o quel sondaggista che non sta simpatico al presidente del consiglio? Niente affatto.

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