Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Santa Cecilia fa un miracolo

Venerdì, 27 Febbraio 2009

Lo chiamano 'organo Ikea', un po' perché è stato comprato al risparmio e un po' perché forse c'è stato qualche dilettantismo nel montaggio. Fatto sta che l'organo da studio piazzato da qualche anno nella sala Medaglioni del conservatorio Santa Cecilia di Roma non funziona. Non ha mai funzionato. Il fornitore è stato caldamente invitato a riprenderselo.

Mal di container

Martedì, 24 Febbraio 2009

Ayaz Erkan, trentaduenne marinaio turco, da più di un mese è in Italia. O meglio di fronte all'Italia, nel porto di Civitavecchia, dove la sua Nesibe è bloccata. È una nave di media stazza, proprietario turco e bandiera cambogiana. Abbandonata dall'armatore, che ha mollato nave ed equipaggio dopo una piccola avaria e non ha pagato neanche il soccorso. Dimenticata dall'industriale che aveva ordinato il carico, tremilacinquecento tonnellate di cemento bianco: nessuno corre a reclamarlo. Affidata alle cure del comandante Ayaz e dei nove uomini dell'equipaggio, prigionieri a bordo.

Tremonti chiude le Scip, il conto a noi

Giovedì, 12 Febbraio 2009

Un miliardo e settecento milioni, e non se ne parli più. Lo stato salda il conto e chiude la decennale vicenda della cartolarizzazione più grande d'Europa. Nata e finita per opera di Giulio Tremonti. Lo stesso che scrive, della crisi in atto: “La nuova tecnica della finanza ha invece consentito, a chi raccoglie il denaro, di liberarsi dal rischio e di farlo con una tecnica per cui si vende a terzi il rischio, incorporandolo in nuovi prodotti finanziari. Così che meno rischi e più guadagni.

Si è ingrigito il prof

Giovedì, 05 Febbraio 2009

Lucia insegna inglese e l'anno scorso ha avuto per la prima volta studenti davvero 'suoi': finalmente in ruolo, quarantacinquenne, trent'anni di distanza dai ragazzi seduti di fronte a lei. Sua madre Antonietta, adesso settantenne, era salita in cattedra a 24 anni: tra la neoassunta professoressa di storia e il più giovane dei suoi studenti c'erano dieci anni di differenza. Di madre in figlia, la scuola italiana ha messo i capelli grigi, se non bianchi. L'età media dei docenti all'ingresso è quasi raddoppiata, e abbiamo i prof più vecchi d'Europa.

Contro vento

Lunedì, 02 Febbraio 2009

"Il mio paese è una nave in un mare di vento". Così scrive Franco Arminio, che è nato e vive a Bisaccia, un paese dell'Irpinia, in un libro intitolato “Vento forte tra Lacedonia e Candela” (Laterza, 2008). Un libro che corre tra quei due paesi, e tanti altri, come il vento che li ha resi celebri nel bollettino meteo della società Autostrade che quasi quotidianamente ci informa dell'aria che tira tra quei due caselli, a cavallo tra la Puglia e la Campania. Da quelle parti c'è la più alta concentrazione di pale eoliche d'Italia e si produce quasi la metà della nostra energia dal vento.

Un premio Nobel keynesiano

Lunedì, 13 Ottobre 2008

Il Nobel all'economia, nei giorni del crollo del turbocapitalismo, è andato a Paul Krugman. Non a Keynes in persona come qualche provocatore aveva proposto, ma a uno dei più famosi keynesiani viventi. L'economista di Princeton che, dalle colonne del New York Times, ha smontato pezzo a pezzo la politica economica di Bush come le sue avventure belliche. E che, con i suoi studi sui modelli di commercio e sulla localizzazione delle attività economiche, ha dimostrato che non sempre il mercato lasciato a se stesso funziona perfettamente.

Il Nobel? Diamolo a Keynes

Venerdì, 10 Ottobre 2008

Lunedì 13 ottobre i saggi di Stoccolma dovranno assegnare il Nobel per l'economia tra le macerie dell'economia. Compito difficile se non impossibile. Una proposta: perchè non assegnarlo a John Maynard Keynes? Com'è noto, il Nobel per l'economia è stato istituito nel '69, per cui l'hanno vinto alcuni (non tanti) keynesiani ma non il capostipite. Vista l'eccezionalità della situazione, e visto che oggi siamo tutti keynesiani (anche quelli che fino all'altro ieri sputavano fiele sull'intervento pubblico nell'economia), perché non attribuire un Nobel alla memoria?

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