Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

I Nobel, i contratti e i ragazzi di Foodora

Martedì, 11 Ottobre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Cinque euro e quaranta all’ora, o due euro e settanta a consegna: è giusta la paga per i fattorini reclutati dalla App Foodora per portare il cibo a domicilio in bicicletta? La questione è esplosa con le proteste dei bikers di Torino. E ha qualcosa a che vedere con il premio consegnato ieri a Stoccolma a due economisti che studiano la teoria dei contratti, Oliver Hart e Bengt Holmstroem. In realtà, gli studi dei due sono più facilmente collegabili alla paga del top manager di Foodora e di tutte le grandi società. Ma, in qualche modo, parlano anche di quei ragazzi in bicicletta e della forbice delle diseguaglianze tra chi ha sempre più e chi ha di meno.

Def, quelle previsioni sballate

Giovedì, 06 Ottobre 2016

 Commento pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 6 ottobre 2016

Anche questa volta Matteo Renzi ha portato il discorso sui due terreni a lui più congeniali: la battuta e la sfida. Parlando dei rilievi tecnici e istituzionali sui conti pubblici che sono alla base della prossima manovra economica, ha sbuffato dicendo che si tratta sempre della stessa solfa, un rito autunnale «come le occupazioni studentesche»; per poi rilanciare: «vedremo chi ha ragione». E poiché mediamente gli italiani non hanno una grande dimestichezza con i numeri, ha sperato forse di incontrare il loro favore: ma sì, chi vivrà vedrà.

“Il figlio è mio e me lo gestisco io”. Ecco perché la fertilità è bene comune

Giovedì, 29 Settembre 2016

Uno degli slogan più contestati della sventurata campagna pubblicitaria ideata dal ministero della Salute per il “fertility day” è stato quello che definiva la fertilità “bene comune”. Molte donne – e anche qualche uomo che ha scagliato il suo parere pesante, come Roberto Saviano – hanno reagito con indignazione: ma quale “bene comune”? Quella di fare o non fare figli è una scelta privata, intima, libera. In nessun modo può essere equiparata a beni comuni come l’acqua potabile e l’aria pulita. “La fertilità non è un bene comune” è diventata il nuovo “l’utero è mio e me lo gestisco io”.

Quelli che la scuola perde di vista

Lunedì, 26 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 26 settembre 2016

Togli i numeri, rimetti le lettere.  Metti la terza prova, ritogli la terza prova. Membri esterni, membri interni. La riforma della scuola è un po’ come quella delle pensioni: l’eterna incompiuta, ogni anno si ricomincia. Così anche quest’anno si parla di nuove modifiche all’ordinamento scolastico. Dai lavori della commissione che deve partorire una delle tante deleghe della cosiddetta “buona scuola” (riforma varata, è bene ricordare, due anni fa), è uscita nei giorni scorsi una indiscrezione che fa discutere: sarà proibito bocciare alle elementari, e sarà difficilissimo farlo alle medie. E di nuovo parte il dibattito: se sia giusta la promozione per tutti, se non stiamo a una riedizione del vecchio “6 politico”, se non stiamo perdendo troppo in severità e selettività. Dibattito che parte con il piede sbagliato, concentrandosi sui dettagli – così come la riforma stessa, che non a caso, dicono altre indiscrezioni, interverrà di nuovo anche su altri elementi di contorno, come la sostituzione dei numeri con le lettere nella scuola dell’obbligo, la riduzione da tre a due delle prove scritte alla maturità e l’introduzione di una prova unica Invalsi negli stessi esami.

Il Paese di Ciampi

Sabato, 17 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 17 settembre

Nello stesso giorno nel quale i leader europei si riunivano a Bratislava per cercare di arrestare la crisi verticale dell’Unione, se n’è andato l’uomo senza il quale forse l’Italia non sarebbe a quel consesso nel gruppo di testa. L’ingresso dell’Italia nella moneta unica europea è l’eredità storica di Carlo Azeglio Ciampi, sintesi della sua visione della politica economica e della politica tout court, e anche della continuità del suo operato, dalla Banca d’Italia al governo al Quirinale.

Diritti di carta

Venerdì, 16 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 16 settembre

Dovevano rientrare in Italia a giorni, i cinque figli e la moglie di Abd Elsalam Ahmed Eldanf. Adesso piangono la salma del loro papà e marito. Morto a Piacenza durante una protesta operaia, mentre rivendicava i suoi diritti. Una notizia giunta nella notte, che ha fatto piombare un’intera famiglia nel lutto e il nostro Paese in una scena da Ottocento operaio. Le prime testimonianze, del fratello e dei compagni di Eldanf, raccontano di un picchetto sfondato dal camion; una veloce ricostruzione della procura avvalora la tesi di un incidente; i sindacalisti della Usb – Unione sindacale di base, sigla molto presente nel mondo della logistica e in particolare nel polo di Piacenza, il più grande d’Italia – parlano di assassinio. Non ci vorrà molto per una ricostruzione attenta: rispetto all’Ottocento abbiamo in più, adesso, video, messaggi, comunicazione istantanea. Quello che non abbiamo in più, purtroppo, è la garanzia che i diritti scritti sulla carta valgano davvero per tutti e ovunque.

Pensioni, un Paese spaccato a metà

Lunedì, 12 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 12 settembre 2016

Fino a qualche tempo fa le pensioni degli italiani sembravano una bomba pronta a esplodere e l’obiettivo principale dei governi era far lavorare la gente più a lungo. In poco tempo, la situazione è cambiata. Per la prossima manovra economica si studia un meccanismo per anticipare l’uscita dal lavoro; e il presidente dell’Inps Tito Boeri fa sapere che non c’è un problema di sostenibilità finanziaria della previdenza. Lo stesso Boeri aggiunge però che c’è un altro problema più grande che il sistema pensionistico deve affrontare, ed è quello della sua equità.

Ora i fatti, non slide e proclami

Sabato, 03 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui giornali locali del gruppo Espresso il 3 settembre 2016

Non è mai bello quando un governo si mette a fare le pulci a un organo indipendente. Tanto più se lo fa quando questo dice o fa qualcosa di sgradevole per il governo stesso. Dunque la polemica che si è aperta sui dati dell’Istat, che ha confermato ieri la crescita zero per l’Italia, è inutile e dannosa. Tanto più che stiamo parlando di numeri piccolissimi: cosa cambierebbe nella sostanza se nel secondo semestre avessimo avuto una crescita dello 0,1 invece che calma piatta? Più utile sarebbe interrogarsi su quei dati e sull’insieme delle questioni che, da qualche mese, si stanno addensando sull’orizzonte del governo come nubi che portano tempesta.

Un'altra pagina

Mercoledì, 31 Agosto 2016

Quello in edicola è l’ultimo numero di pagina99 che firmo. Il giornale, al cui primo lancio avevo partecipato e nel quale sono tornata da poco meno di un anno (tks Luigi Spinola, che mi ha richiamata alle armi per fare la condirettrice), continuerà con un altro assetto di direzione. E' stato un periodo, come si dice, breve ma intenso, e mi sembra brutto andarmene senza un saluto. Non parlo qui della redazione, gruppo nascente al quale va tutta la mia stima e il ringraziamento per avermi insegnato tante nuove cose. Né dell’editore – News 3.0 – che ringrazio per la volontà di riprovarci, forte di una base nel web, anche nel periglioso mondo della carta. Questi saluti “interni” sono già stati fatti. Qui invece voglio salutare l’esterno, la piccola grande comunità dei lettori e delle lettrici, che in un panorama dell’informazione sempre più mordi-e-fuggi (e più mordi più fuggi), hanno trovato e troveranno il tempo e le risorse per leggere un settimanale che ha cercato di essere poderoso, innovativo, approfondito, curato, netto ma non fazioso. (Autocritica e critica: forse non sempre ci siamo riusciti, voi non sempre ci avete comprato!). Ringrazio e saluto anche i collaboratori e le collaboratrici che con passione e pazienza – tanta pazienza – hanno contribuito all’opera. Pagina99 cambia e va avanti. Idem per la sottoscritta, passo e non chiudo. 

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