Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

I mercati non votano

Mercoledì, 23 Novembre 2016

I mercati non si sono spaventati per la vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti ma temono come la peste il fatto che in Italia la costituzione resti così com’è. Questa è la situazione, stando ai commenti, alle previsioni, alle analisi autorevoli sui mezzi d’informazione, alle voci sui mercati e anche al senso comune di tanti risparmiatori in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre.

Se vince il no – l’ha scritto fuori dai denti il seguitissimo Wolfgang Munchau sul Financial Times, e in modo più blando il Wall Street Journal – si apre la giostra, parte un processo che può portare alla caduta del governo Renzi e, essendo l’Italia l’anello debole di una catena dell’euro già sgangherata, tutto può succedere.

Tanto più se nello stesso giorno sale al governo in Austria la destra nazionalista di Norbert Hofer, tanto più in vista di un’avanzata lepenista in Francia, tanto più dopo Trump…

Anche se questa storia ancora da fare è piena di se, messi tutti in fila fanno uno scenario impressionante. C’è da correre a chiudere tutti i dibattiti e le bacheche, dichiarare l’emergenza nazionale finanziaria e imbucare subito la scheda per il sì. A prescindere, direbbe Totò. E molti lo faranno, è il tam tam di queste ore tra chi ha qualche soldo da parte – ci sono poi i tanti che non li hanno, e che restano inosservati.

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