Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Il compromesso europeo non è all’altezza della crisi

Venerdì, 10 Aprile 2020

“Questa volta è diverso”. Il presidente dell’eurogruppo Mario Centeno ce l’ha messa tutta per dare un senso di svolta storica ai risultati dell’incontro tra i ministri delle finanze della zona euro che, in seconda convocazione come un’assemblea condominiale mal assortita, hanno finalmente trovato un accordo nella sera del 9 aprile, alla terza o quarta settimana di lockdown per quasi tutta l’Unione e alle soglie di una recessione mondiale. “Proposte audaci e ambiziose impensabili solo poche settimane fa”, ha dichiarato Centeno, secondo il quale stavolta non si potrà dire che l’Europa ha fatto “troppo poco e troppo tardi, come in occasione della crisi finanziaria di dieci anni fa”. “L’Europa è solidarietà”, ha twittato il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni.

È così? È passata la linea del vasto fronte che chiedeva una svolta radicale nella politica europea – inaugurata da un non radicale come l’ex presidente della Bce Mario Draghi che, nell’ormai famoso articolo sul Financial Times, chiedeva “un cambio di mentalità, necessario in questa crisi come lo sarebbe in tempi di guerra”?

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