Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

“Il figlio è mio e me lo gestisco io”. Ecco perché la fertilità è bene comune

Giovedì, 29 Settembre 2016

Uno degli slogan più contestati della sventurata campagna pubblicitaria ideata dal ministero della Salute per il “fertility day” è stato quello che definiva la fertilità “bene comune”. Molte donne – e anche qualche uomo che ha scagliato il suo parere pesante, come Roberto Saviano – hanno reagito con indignazione: ma quale “bene comune”? Quella di fare o non fare figli è una scelta privata, intima, libera. In nessun modo può essere equiparata a beni comuni come l’acqua potabile e l’aria pulita. “La fertilità non è un bene comune” è diventata il nuovo “l’utero è mio e me lo gestisco io”.

Vero. Sacrosanto. Ma discutibile. È ovvio che la scelta di fare o non fare figli è libera e individuale, e quindi è altrettanto scontato che la fertilità non è e non può essere una scelta comune, né tantomeno imposta. Il tempo dei figli alla patria (o al patriarca) è passato da un pezzo, e non tornerà per quanto qualche ultra-minoranza lo fantastichi. Ma è anche vero che...

(articolo pubblicato su Origami, inserto settimanale della Stampa, il 29 settembre)

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