Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Il gender gap del pallone

Domenica, 05 Luglio 2015

Centomila euro. Di questa cifra si discuteva il 5 marzo 2015 nella famigerata riunione della Lega nazionale dilettanti, al termine della quale è stato redatto il verbale contenente l’ormai famosa fase dell’(ormai) ex presidente della stessa Lega, Felice Belloli: “Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche!”. Concentratasi – giustamente – l’attenzione e l’indignazione dei più sull’ultima parola urlata come un insulto (lesbiche), è entrato in ombra l’altro termine, cruciale, della frase: soldi. Quelli che mancano al calcio femminile, soprattutto in Italia. E che ruotano all’impazzata attorno a quello maschile, a tutti i livelli, dalle stelle ai pulcini, come le dettagliate cronache che spaziano dal mondano al penale ci informano quotidianamente. Ma qual è l’economia del calcio femminile?

Come e di cosa vivono le atlete? Quanto è profondo il gender gap del pallonenel paese dei Belloli e dei Tavecchio? E tra le campionesse di Canada 2015, che innalzeranno al cielo la loro coppa nello stadio di Vancouver il 5 luglio, al termine del mondiale più partecipato della storia del calcio femminile?

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