Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Il governo chiude le aziende ma le eccezioni sono ancora molte

Martedì, 24 Marzo 2020

“Stiamo lucidando le maniglie”. All’arsenale militare di Taranto si lavora “normalmente” per rispettare la tabella di marcia e consegnare nei tempi previsti la portaerei Cavour, in manutenzione da due anni. Senza mascherine e senza poter rispettare la distanza di sicurezza. “Avete presente come si lavora in una nave? Stretti stretti, altro che un metro di distanza”.

La denuncia viene da un operaio dei subappalti della Fincantieri, ed è stata riportata dal sito della Cgil Rassegna.it nel giorno della cosiddetta “chiusura totale”. Che totale non è. Non solo perché la lista delle produzioni che possono restare aperte pubblicata sulla Gazzetta ufficiale è lunghissima. E non solo perché esclude a priori “le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale”. Ma anche per il meccanismo di base introdotto, che consente alle aziende che non sono nella lista delle produzioni considerate “essenziali” di restare aperte, purché ne facciano domanda al prefetto, affermando che le loro produzioni sono funzionali alla filiera dei beni essenziali. A quel punto il prefetto può sospendere le produzioni, ma se non interviene si va avanti.

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