Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Impalcature sociali, Rania ha un piano per la Grecia

Martedì, 10 Febbraio 2015

La foto di gruppo del governo Tsipras nega alla radice la carica innovativa e radicale che l’ha portato al trionfo: non c’è una donna, nella prima linea del nuovo corso. Ma a guardar bene, in seconda fila, e con un piano nel cassetto, una donna c’è. Non cavalca le moto e non porta il bomber come l’ormai famosissimo Varoufakis, economista e ministro delle finanze. Ma Rania Antonopoulos, viceministro del lavoro del nuovo governo greco, ha tutte le caratteristiche per diventare protagonista del New Deal ellenico – se, e sottolineiamo il se, il drammatico braccio di ferro di questi giorni prelude a una sensata trattativa sul debito con la Commissione europea e l’Eurogruppo: se dunque si aprirà lo spazio per fare una politica economica in Grecia e non salterà tutto con una rovinosa “Grexit” (l’uscita della Grecia dall’euro). Cosa farà per il lavoro il governo greco, se un accordo sul debito sarà trovato e si potrà passare alle politiche concrete? Vale la pena di guardare nel piano di Antonopoulos, così come viene fuori – oltre che dai programmi elettorali -  dalle sue pubblicazioni negli anni precedenti, anche oltre il caso greco, per capire che tipo lavoro c’è nel new deal che Syriza offre al popolo greo. Il quadro teorico che lo sostiene privilegia le infrastrutture sociali rispetto a quelle fisiche, e le misure politiche più efficaci nel chiudere i gap, primo tra tutti quello di genere: rifacendosi così a un ricco filone di ricerca, del quale si è parlato spesso su questo sito (l’ultima volta, proprio alla vigilia del voto europeo). E declinandolo in salsa greca, con una proposta destinata di certo a far discutere: la Job Guarantee, ossia un piano di assunzioni a termine nei servizi sociali, a salario minimo.

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