Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

La Banca d’Italia non prevede miracoli per la ripresa italiana

Martedì, 26 Maggio 2015

Qualcuno in Banca d’Italia la chiama “la guerra dei sette anni”. Nel testo della Relazione annuale sul 2014 si parla di doppia recessione. Comunque lo si voglia chiamare, certo è che il periodo tra il 2007 e il 2014 ci ha lasciato una pesante eredità: gli investimenti sono “sotto” del 30 per cento, i consumi del 7 per cento. Adesso siamo di fronte a una piccola ripresa, inferiore alle aspettative al livello internazionale e più timida in Italia che altrove: motivo per cui il governatore Ignazio Visco, nella relazione annuale presentata all’assemblea dei partecipanti della Banca d’Italia, non ha stappato lo champagne né accennato a miracoli in vista.

Non solo perché all’ultimo governatore che si è sbilanciato in miracoli (Antonio Fazio, anno 2001) non è andata proprio bene. Ma anche perché i motivi di cautela e preoccupazione sono tanti. Troneggiavano sulle prime pagine dei giornali nelle mani dei “signori partecipanti”, con le varie mine (finanziarie, economiche e politiche) che vagano per l’Europa. E si ritrovano nelle venticinque cartelle delle Considerazioni finali, summa del messaggio annuale della politica monetaria, che di se stessa chiaramente dice: la politica monetaria non basta, serve una politica coordinata europea.

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