Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

La scuola ricomincia tra confusione e mezze rivoluzioni

Martedì, 01 Settembre 2015

Guardata dal lato della cattedra, la riforma della scuola è una bolgia e una mezza rivoluzione. Il ministero l’ha divisa in fasi (quelle di attuazione della cosiddetta Buona scuola), numerandole da uno a tre: nella prima, ci sono i “salvati”, quelli che sono già entrati in ruolo secondo il vecchio metodo dello scorrimento delle graduatorie e sono andati a sostituire 29mila docenti andati in pensione.

Questi sanno già, alla riapertura dell’anno, in quale scuola andare e – più o meno – per fare cosa. Non devono ringraziare né il presidente del consiglio Renzi né la ministra dell’istruzione Giannini, né i sindacati, perché sarebbero saliti in cattedra comunque.

Poi ci sono i “sommersi”, quelli che, trovandosi un po’ più indietro nelle graduatorie, hanno fatto la domanda per il piano di assunzioni straordinario, la grande sanatoria che avrebbe dovuto abolire per sempre la lista dei precari. Una parte di loro – uno su cinque – non ha fatto domanda di assunzione, e perde per sempre (pare) il diritto a un posticino in graduatoria.

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