Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

L’Italia si unisce alla battaglia mondiale per la web tax

Mercoledì, 16 Ottobre 2019

Forse è la volta buona. Dopo un primo tentativo fatto dal governo guidato da Paolo Gentiloni e uno durante la prima legislatura di Conte, la web tax, e cioè la tassa sui servizi digitali, arriva anche in Italia con la manovra per il 2020. La legge di bilancio del 2018 prevedeva un gettito di 160 milioni per il 2019, ma quei soldi non sono mai arrivati perché i decreti attuativi non sono stati varati. Stavolta, per accelerare i tempi e mettere al sicuro i 600 milioni previsti per il 2020, sarà forse copiata la web tax francese, varata lo scorso luglio.

Intanto, anche al livello internazionale qualcosa si muove. Dopo anni di discussioni e blocchi – e sotto la spinta unilaterale di alcuni paesi europei – il 17 ottobre l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) presenta una sua proposta al G20 e si impegna a trovare una soluzione condivisa entro il 2020.

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