Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Per Matera capitale della cultura comincia la corsa contro il tempo

Domenica, 18 Dicembre 2016

Trecentosessantacinque giorni per farlo, mezz’ora per distruggerlo. La storia del carro della Madonna della Bruna di Matera è una metafora perfino troppo perfetta di quello che è successo alla città che è partita con una lunga rincorsa per costruire la sua candidatura a capitale europea della cultura per il 2019, l’ha conquistata e festeggiata e poi l’ha smontata, bocciandola di fatto nel voto amministrativo.

È il direttore della Fondazione Matera 2019, Paolo Verri, che ricorre alla metafora del carro della Bruna per raccontare cos’è successo, ormai un anno e mezzo fa. Essenziale punto di partenza per capire cosa accade oggi, e quanto peseranno su una tabella di marcia già tutta in ritardo le nuove grane politiche dell’ultimora: la giunta comunale traballante, la regione a rischio commissariamento per bocciatura del bilancio da parte della corte dei conti. Di qui al 2019 c’è ancora tempo, è vero. Ma non molto, per decidere se l’Italia si prepara a presentare all’Europa la sua capitale della cultura con lo slancio di una Liverpool 2008 (improbabile, a questo punto), con un recupero in extremis alla Expo di Milano 2015, o rischiando una figuraccia continentale tipo mondiali di nuoto di Roma del 2009. Partiamo quindi dal carro di Matera, e dai suoi vincitori-perdenti.

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