Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Nel Rapporto Istat l'Italia del rinvio

Sabato, 21 Maggio 2016

Come ogni anno, ci specchiamo nei numeri del Rapporto annuale dell’Istat, scoprendo nell’immagine che quei dati ci mostrano qualcosa di noto, qualcosa di nuovo, qualcosa che non vorremmo vedere e - a guardare bene - quel che dovremmo fare. Ma che troppo spesso non facciamo, bloccati da una dinamica decisionale (cioè, soprattutto, politica) che a sua volta rinvia i problemi.

Il primo rinvio è quello della generazione dei Millennials, i nati dagli anni Ottanta alla prima metà dei Novanta. Il titolo più evidente è quello che dà conto della sempre maggiore propensione dei giovani a restare a casa, dunque del ritardo nell’ingresso nella vita “adulta”: nel 2015 vive ancora in famiglia il 70,1% dei “ragazzi” (chiamiamoli ancora così) di 25-29 anni e il 54,7% delle loro coetanee. Ma il dato più forte, e più preoccupante per il futuro, è nel persistente calo del tasso di fecondità, al quale contribuiscono soprattutto donne e uomini di questa generazione, che stanno rinviando al futuro la maternità e la paternità.

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