Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Nessuno crede alla scommessa dei due vicepremier

Venerdì, 26 Ottobre 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Se qualcuno si aspettava che ieri il presidente della Bce Mario Draghi svolgesse la parte del “poliziotto buono”, dopo che aveva parlato quello “cattivo”, ossia la Commissione Ue, è stato deluso. Dopo la bocciatura della manovra italiana da parte della Commissione Ue, Draghi ha confermato la linea della Banca centrale europea: i tassi sono rimasti invariati, da gennaio finirà il “quantitative easing”, ossia lo scudo protettivo di Francoforte contro la speculazione sui debiti sovrani attraverso il riacquisto dei titoli pubblici degli Stati. Ma in questo caso “nessuna nuova, cattiva nuova”. E il perché lo ha spiegato lo stesso Draghi: le attuali condizioni dello spread sono pericolose, sia per la tenuta dei conti pubblici (fanno salire la spesa pubblica per  gli interessi) che per l’equilibrio delle banche. Infatti queste hanno nel loro portafogli pacchetti di titoli italiani che adesso valgono meno: una circostanza già nota agli addetti ai lavori, ma il fatto che sia stata sottolineata dal governatore della Bce è allarmante. E se qualcuno non avesse ancora capito, Draghi ha detto fuori dai denti che non arriverà alcun soccorso dalla Bce al governo italiano.

Dal punto di vista politico, nel brevissimo periodo i partiti al governo in Italia possono perfino provare a trarre vantaggio dal discorso di Draghi: non è “SuperMario” uno dei massimi rappresentanti di quella finanza cattiva che strangola la politica e l’economia? Il vertice del potere non eletto che governa l’Europa, da contrapporre ai governi democratici che vorrebbero aiutare il popolo? Così come Trump ha definito “pazza” la politica della Federal Reserve che non è accomodante verso i suoi desideri, Salvini & Di Maio possono cercare di scaricare su Draghi una parte della rabbia che hanno diretto negli ultimi giorni verso Juncker, Moscovici e Dombrovskis. Ma andando appena un po’ oltre i calcoli elettorali, si potrebbe domandare al governo italiano: cosa dovrebbe fare la Bce per aiutare l’economia? I tassi di interesse ai quali la Banca centrale europea immette liquidità nel sistema sono a zero: il denaro non costa niente. Difficile immaginare una politica monetaria più espansiva. Allo stesso tempo, il tasso che il governo italiano deve promettere ai risparmiatori sui titoli del debito pubblico è salito sopra il 3%. Gli investitori stranieri stanno scappando dall’Italia: nei primi otto mesi dell’anno sono usciti 42,8 miliardi di euro, quasi 25 dei quali erano in titoli pubblici, e 12,4 in obbligazioni bancarie. Tutto questo, mentre ancora operava lo scudo della Bce a freno della speculazione, che adesso volge al termine. Uno scenario che fa pensare che la situazione potrebbe peggiorare, ai danni delle casse pubbliche italiane. Salvini e Di Maio mentre si accingono a fare nuovi debiti dicono che la manovra stimolerà la crescita e per questa via ripagherà tutti i debiti. Una scommessa alla quale non hanno creduto né la Commissione europea, né gli organismi indipendenti italiani, né i mercati, né la Bce. Ci crederanno gli italiani?

 

Aggiungi un commento