Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Ora l’Italia deve investire su un’idea del proprio futuro

Giovedì, 23 Luglio 2020

Molti si sono chiesti se quello che stiamo vivendo in Europa è un “momento Hamilton”, dal nome dell’uomo che ha disegnato le basi del sistema fiscale federale statunitense. In senso stretto, non è così: non abbiamo introdotto in Europa né una mutualizzazione dei debiti nazionali né un sistema fiscale comune. Ciascuno stato continuerà a essere responsabile per il proprio debito e a decidere sulla propria politica di entrate e spese. Ma in un senso più largo il paragone storico con Hamilton è appropriato.

Con le conclusioni del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 l’Unione si dota per la prima volta di uno strumento comune di gestione del debito: per affrontare lo shock senza precedenti della pandemia, l’Unione si indebita, per una parte, al posto dei suoi membri. Al bilancio “ordinario” dell’Unione europea – 1.070 miliardi in sette anni – si aggiungono così risorse per 750 miliardi in tre anni. Nel prossimo triennio, è stato calcolato, il bilancio dell’Ue quasi raddoppia. Questa innovazione, unita alle formidabili svolte che si sono succedute rapidamente dall’insorgenza della crisi del covid-19 (la sospensione del Patto di stabilità e crescita; l’aggiunta del programma Sure, per finanziare le spese per la disoccupazione; un nuovo Mes senza condizioni per le spese sanitarie; il potenziamento dei programmi d’acquisto dei titoli pubblici da parte della Bce), hanno riscritto la costituzione materiale su cui l’Unione europea si è fondata da Maastricht in poi.

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