Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Protezionisti di tutto il mondo...

Sabato, 11 Febbraio 2017

Quest’Europa sta spaventando il mondo, disse qualche anno fa l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama registrando con stupore e paura lo spettacolo della prima, o seconda (dipende dai criteri di calcolo) economia mondiale, quella dell’Unione europea, che si stava incartando sulla crisi greca. Era l’anno 2011, gli Stati Uniti erano usciti dalla loro crisi del debito privato e di qua dall’Atlantico si sceneggiava la crisi dei debiti pubblici. Adesso sono gli Stati Uniti che stanno spaventando l’Europa: il secondo o terzo (anche qui, dipende dai criteri di calcolo) attore del commercio mondiale che sposa e propaganda una politica protezionista, o mercantilista.

Dal 2011 al 2017 i problemi europei che inquietavano Obama e il mondo non si sono risolti, il dilemma dell’Unione che non sa scegliere tra solidarietà e autoscioglimento è sempre lì; ma qualcosa cambia, e velocemente, se quello che è il mercato di destinazione del 20 per cento delle esportazioni europee – nonché la zona da cui proviene il 14,4 delle importazioni europee – si chiude. O minaccia di chiudersi. Magari non lo farà mai, ma già l’intenzione sta terremotando la fragile Unione.

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Articolo pubblicato su Left n. 6/2017

 

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