Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Quel che è mio è tuo (ma fino a un certo punto)

Sabato, 21 Maggio 2016

Editoriale sul servizio di apertura di pagina99, 21 maggio 2016

What’s mine is yours”, quel che è mio è tuo. Questo il titolo del libro, pubblicato cinque anni fa da Roo Rogers e Rachel Botsnam, che teorizzò la sharing economy. Un concetto antichissimo, che richiama ideali di scambio e mutuo soccorso ottocenteschi ma che ha scavalcato il Novecento per esplodere negli anni Duemila con il consumo collaborativo.

In pochissimi anni, la rivoluzione “dall’era della proprietà a quella dell’accesso” – non è più necessario possedere un bene, l’importante è usarlo, eventualmente anche ri-usarlo – ha pervaso la nostra quotidianità. Per un diciottenne nel secolo scorso conquistarsi l’automobile era un passaggio di fase decisivo (la prima proprietà, il primo abitacolo, i primi amori, la prima autonomia), adesso basta scaricarsi un’app e farsi un giretto in car sharing.

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