Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Risorse umane

Sabato, 18 Giugno 2016

“La domanda non è se farli entrare o no. E’ cosa fargli fare quando sono entrati”. Chi parla così dei rifugiati non è papa Francesco, né il capo di un’organizzazione umanitaria, ma uno di quei signori-censori che il Fondo monetario internazionale manda in giro a dare le pagelle e le ricette ai Paesi. Antonio Spilimbergo, capo-missione del Fmi in Turchia, sintetizza così i risultati del report del Fondo sull’impatto economico della crisi dei rifugiati. Che può portare, di qui al 2020, un quarto di punto di Pil in più all’Unione europea nel suo insieme, e mezzo punto di Pil alla Germania. Nonché ridurre di un quarto il peso della spesa pensionistica europea nel 2030. Tutto ciò, però, a parecchie condizioni. Che sono ben lontane dalla realtà.

Il servizio sul numero di pagina99 in edicola sabato 18 giugno


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