Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Roma ha un problema con gli asili nido

Mercoledì, 18 Ottobre 2017

L’asilo nido Momo è pulito e accogliente, gli arredi buffi e bassi danno subito l’impressione di essere entrati in un mondo in miniatura. Fuori, al confine tra Torrevecchia e Primavalle, nella periferia nordovest di Roma, ci sono le facciate grigie delle case popolari, mentre dentro a prevalere sono i colori delle favole e gli odori delle minestrine. Un mondo piccolo, ma che rischia di restringersi ancora di più. Al Momo, struttura privata in convenzione con il comune, quest’anno le iscrizioni si sono infatti dimezzate, seguendo una tendenza negativa che riguarda gran parte degli asili in città.

Ci sono tre numeri che la descrivono bene. A fine settembre le domande di iscrizione sono state 14.776: 434 in meno rispetto al 2016, e ben 4.725 in meno rispetto a quattro anni fa. Cos’è successo? Perché così tanti genitori non iscrivono più i figli all’asilo?

Per riempire i posti rimasti vuoti, l’amministrazione guidata da Virginia Raggi ha dovuto fare un nuovo bando. Una buona notizia, si potrebbe pensare: dopo anni passati alle prese con le liste d’attesa, nei nidi di Roma c’è finalmente posto. Senonché, i problemi che hanno contribuito a svuotarli sembrano ancora sul campo, e altri se ne sono aggiunti. Nessuno infatti sembra capire che l’aumento delle rette negli ultimi anni ha scoraggiato centinaia di famiglie, già colpite dalla crisi economica cominciata nel 2008; e che uno scontro tra l’amministrazione e il mondo degli asili privati in convenzione può avere ricadute negative su un sistema da molti anni in difficoltà.

Prima di passare ai problemi, bisogna però inquadrare il contesto. A Roma dal 2002 a oggi sono nati ogni anno circa 24mila bambini e bambine. I posti offerti dal comune alle famiglie sono 21.205, divisi principalmente tra le 208 strutture a gestione diretta e le 210 in convenzione. Del sistema fanno parte anche 33 sezioni ponte – pensate per accogliere 20 bambini di due anni inseriti nelle liste di attesa – e i nidi in concessione.

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