Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

bambini

Il grande affare dei piccoli

Mercoledì, 20 Luglio 2016

A Londra c’è un bambino di 4 anni che è già un influencer: Farouk James, gigantesca chioma afro e 126.000 follower su Istagram, fa sfilate di moda e viene fermato per strada. Non ha la scorta, al contrario di un altro londinese, George di Cambridge, treenne reale, che al primo giorno di scuola materna indossava una bella giacchetta trapuntata un po’ retro, color blu navy. Il giorno dopo nella capitale pre-Brexit si sono impennate del 400% le vendite di giacchette blu trapuntate.

Il bimbetto dove lo metto

Venerdì, 13 Giugno 2014

«Ferie? Che ferie? Io lavoro tutta l’estate, anche ad agosto, il call center non chiude. Il nido invece sì, quindi ho dovuto chiedere il part time a sei ore per un mese. Mi alterno col mio compagno, che invece prende un po’ di congedo di paternità, a stipendio ridotto».  L’estate di Ambra non è un tuffo nel mare ma uno slalom tra contratti, servizi che non ci sono e sacrifici economici. E dire che Ambra ha una sola figlia, piccolina. Invece Jessica, che di figli ne ha due, ormai di tagli è un’esperta: «Io non mi vergogno a dirlo: per qualche anno non sono andata in vacanza per pagare i centri estivi».  Siamo a Roma, zona Castelverde. Un quartiere che qualche anno fa ha attratto, con la sua ondata di cemento fresco appena fuori del Raccordo anulare, molte giovani coppie; e che quindi adesso si presenta fitto di case e bambini. Ma ha pochi servizi per accoglierli, dalla nascita in poi. E il problema, che c’è tutto l’anno, esplode d’estate con la chiusura delle scuole.

Culle in crisi

Venerdì, 15 Novembre 2013

Napoli, Policlinico Federico II, reparto maternità. Il gruppetto di donne che si accinge a entrare nella sala del corso pre-parto ha in comune, oltre alla pancia, parecchie cose: a partire da un bel diploma di laurea, un’età sopra i 35 anni e un lavoro temporaneo o altrimenti precario. «Ormai anche da noi l’età media al primo figlio si è alzata parecchio. E qui arrivano le più consapevoli: magari faranno un solo figlio ma vogliono prepararsi bene», racconta Maria Vicario, la responsabile del servizio.

Un’ostetrica che ha visto cambiare le cose sotto i suoi occhi, e la regione-serbatoio della natalità italiana - la Campania - prima imitare e poi guidare la tendenza nazionale: meno figli per tutte.

Siamo il paese di Cenerentola

Lunedì, 16 Novembre 2009

Rari, a volte unici. Molto desiderati. Coccolati dai genitori, corteggiati dalla pubblicità, osannati nella retorica politica. Eppure, trattati male. I bambini in Italia, anno 2009, sono agli ultimi posti nel mondo ricco in una nuova mappa del benessere, che misura i fattori principali che fanno la qualità della vita. Una classifica di recente stilata dall'Ocse, che tiene conto del benessere materiale così come della qualità della scuola, delle case, della salute e degli stili di vita; e che dà conto di un paradosso tutto italiano: facciamo meno figli, e li trattiamo peggio.

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