Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Brexit

Senza la manodopera straniera il Regno Unito è in cortocircuito

Mercoledì, 01 Settembre 2021

C’è chi invoca l’intervento dell’esercito: almeno duemila autisti con le stellette, per sostituire i camionisti mancanti e portare rifornimenti alle catene di fast food. Chi chiede una revisione delle regole del dopo Brexit, per includere gli autisti dei tir tra i lavoratori altamente specializzati che possono entrare senza visto. Chi, dagli scranni del governo di Boris Johnson, si appella agli imprenditori perché assumano manodopera britannica. E chi già teme un Natale rovinato per scaffali vuoti o prezzi alle stelle (o entrambi). 

Bye bye, vecchie university

Sabato, 25 Febbraio 2017

Articolo pubblicato su Il Venerdì della Repubblica, il 24 febbraio 2017

Qualche dubbio, dopo il voto su Brexit, Alice lo ha avuto. «Mi sono chiesta se restare in un posto che non è più lo stesso». Anche se il posto è Oxford, che oltre a tutte le altre medaglie ha il sesto posto nella classifica mondiale delle università più internazionali. «Ma poi ho deciso: la mia vita è qui finché non mi cacciano». Alice Lazzati è una ricercatrice di ventinove anni e di frontiere non vuole sentire parlare, neanche nel suo campo di studio: a cavallo tra economia e sociologia, da Milano (Bocconi) a Oxford, dove sta finendo il dottorato.

Su Brexit hanno deciso i Neet della politica

Domenica, 03 Luglio 2016

«È un po’ come per la disoccupazione giovanile: è al 40%, ma non vuol dire che 40 giovani su 100 sono senza lavoro. Infatti, sono circa 700mila i giovani che cercano lavoro e non lo trovano. Ma poi ci sono i Neet, che non lo cercano e non studiano, che sono circa 2,5 milioni». Ecco, a guardare con mente fredda i dati del voto inglese, più ancora dello squilibrio vecchi/giovani preoccupa l’ondata dei “politicamente Neet”, insomma dei giovani che non sono andati a votare.

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