Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

conti pubblici

I conti del governo: questione di decimali ma anche di qualità

Giovedì, 31 Agosto 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Ultima venne Moody’s. Ieri anche l’agenzia di rating internazionale ha corretto al rialzo le sue previsioni sul tasso di crescita del 2017, sia per l’Italia che per i principali Paesi dell’eurozona. Un bastian contrario – o un gufo, per usare il linguaggio della politica – potrebbe mettere in guardia contro le previsioni degli strateghi di Moodys, che insieme a Standard and Poors e a Fitch brillò per incompetenza alla vigilia della crisi finanziaria del 2008, dando il massimo dei voti a istituti che di lì a poco sarebbero falliti. Ma quella crisi finanziaria è lontana, tra poco si “festeggia” il suo decennale, e già siamo entrati in un’altra fase della storia, quella del tentativo di ritorno all’indietro, con lo smantellamento delle regole che allora  misero un po’ di briglie alla finanza pazza. E Moody’s stavolta non fa che accodarsi a tutti gli altri: il Fondo monetario, la Banca d’Italia, la Confindustria, l’Ufficio parlamentare di bilancio, tutti concordi, con sfumature di decimali diverse, nel correggere al rialzo le stime. Dunque, più che sulla quantità dei decimali conquistati, sarebbe il caso di ragionare sulla loro qualità.

Risorse umane

Sabato, 18 Giugno 2016

“La domanda non è se farli entrare o no. E’ cosa fargli fare quando sono entrati”. Chi parla così dei rifugiati non è papa Francesco, né il capo di un’organizzazione umanitaria, ma uno di quei signori-censori che il Fondo monetario internazionale manda in giro a dare le pagelle e le ricette ai Paesi. Antonio Spilimbergo, capo-missione del Fmi in Turchia, sintetizza così i risultati del report del Fondo sull’impatto economico della crisi dei rifugiati. Che può portare, di qui al 2020, un quarto di punto di Pil in più all’Unione europea nel suo insieme, e mezzo punto di Pil alla Germania.

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