Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

debito

La manovra è del popolo, i debiti pure

Giovedì, 11 Ottobre 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Qualche anno fa circolava una famosa domanda attribuita a Henry Kissinger: «Chi devo chiamare se voglio parlare con l’Europa?». Oggi un plenipotenziario di qualsiasi parte del mondo potrebbe porsi la stessa domanda parlando di noi: «Chi devo chiamare se voglio parlare con l’Italia?». Con Conte, che ha promesso all’Europa un atteggiamento dialogante smentito nella notte del Def dalla sfida del 2,4%? Con uno dei suoi vice, che però dicono cose diverse tra loro? O con Tria, che sarebbe il titolare dell’Economia, costretto a difendere scelte non sue e smentito a stretto giro di tweet persino su una cosa ‘tecnica’, come la previsione degli effetti di gettito della cosiddetta “flat tax”?

La sfida aperta agli euroguardiani porterà tempesta

Venerdì, 28 Settembre 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Due partiti divisi su tutto ma uniti nella lotta al loro ministro più importante. Un ministro dell’Economia costretto a presentare una manovra economica non sua. Un primo ministro ridotto a fare il mediatore tra Lega-M5S e Tria, fino a diventare banditore all’asta delle percentuali di deficit che segneranno la prima manovra economica del “governo del cambiamento”. Il tanto atteso giorno del Def apre di fatto la campagna elettorale per le Europee dei due partiti di governo e una partita nuova tra Roma e Bruxelles. Sapere cosa ne verrà nelle tasche degli italiani sarà possibile solo quando arriveranno tutti i dettagli del quadro. Ma la direzione fin d’ora è certa: le scommesse elettorali si cominceranno a pagare solamente facendo debiti, le uniche risorse fresche arriveranno da un condono che, come è già successo nel passato, scaverà un solco tra i furbi premiati e gli innocenti tartassati.

C'era una volta la Germania

Mercoledì, 21 Gennaio 2015

Citazione buona per Draghi e i suoi oppositori della Bundesbank domani, per le elezioni greche domenica. E per noi sempre. "La politica di ridurre la Germania in servitù per una generazione, di degradare la vita di milioni di esseri umani e di privare un'intera nazione della felicità dovrebbe essere odiosa e ripugnante: odiosa e ripugnante anche se fosse possibile, anche se ci arricchisse, anche se non fosse fonte di rovina per tutta la vita civile d'Europa.

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