Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Draghi

Nessuno crede alla scommessa dei due vicepremier

Venerdì, 26 Ottobre 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Gedi

Se qualcuno si aspettava che ieri il presidente della Bce Mario Draghi svolgesse la parte del “poliziotto buono”, dopo che aveva parlato quello “cattivo”, ossia la Commissione Ue, è stato deluso. Dopo la bocciatura della manovra italiana da parte della Commissione Ue, Draghi ha confermato la linea della Banca centrale europea: i tassi sono rimasti invariati, da gennaio finirà il “quantitative easing”, ossia lo scudo protettivo di Francoforte contro la speculazione sui debiti sovrani attraverso il riacquisto dei titoli pubblici degli Stati. Ma in questo caso “nessuna nuova, cattiva nuova”. E il perché lo ha spiegato lo stesso Draghi: le attuali condizioni dello spread sono pericolose, sia per la tenuta dei conti pubblici (fanno salire la spesa pubblica per  gli interessi) che per l’equilibrio delle banche. Infatti queste hanno nel loro portafogli pacchetti di titoli italiani che adesso valgono meno: una circostanza già nota agli addetti ai lavori, ma il fatto che sia stata sottolineata dal governatore della Bce è allarmante. E se qualcuno non avesse ancora capito, Draghi ha detto fuori dai denti che non arriverà alcun soccorso dalla Bce al governo italiano.

La partita europea da Embraco alla Bce

Mercoledì, 21 Febbraio 2018

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 21 febbraio 2018

Il risultato elettorale forse si giocherà su una manciata di collegi del Sud, come dicono i bene informati dai sondaggi. Ma bisogna guardare più a Nord per capire da cosa davvero dipenderà il nostro prossimo futuro. Per la precisione, al di là delle Alpi, verso l’Europa continentale e in particolare la capitale politica e quella economica dell’Unione, Bruxelles e Francoforte. In questi giorni se ne è avuta la dimostrazione plastica, con lo schiaffo dato da Embraco a lavoratori e governo italiani, per andare verso la Slovacchia, e con la designazione del prossimo vicepresidente della Bce nella persona del ministro dell’economia spagnolo de Guindos. Non è questione di orgoglio nazionale o di difesa patria, ma di consapevolezza di quel che ci aspetta nel quadro della politica economica europea, e delle strategie per cambiarla.

Salari, l'autunno caldo di Draghi e Lagarde

Sabato, 14 Ottobre 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Contrordine: la moderazione salariale non è più una virtù. Mentre un po’ ovunque cominciano le celebrazioni del cinquantenario del ’68, sulle barricate salgono uomini e donne in doppiopetto e tailleur. Come Mario Draghi e Christine Lagarde, che dai rispettivi scranni – Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – hanno lanciato nei giorni scorsi un messaggio univoco: c’è bisogno di salari più alti. Di questo passo, c’è il rischio che Susanna Camusso e i suoi colleghi sindacalisti in tutto il mondo restino disoccupati, se la difesa dei redditi da lavoro viene da quelle sedi che fino a poco fa davano invece argomenti alle controparti.

Cos'è il Def e quanto pesa il fattore D

Venerdì, 10 Aprile 2015

Comuni più tranquilli, regioni preoccupate, province in allarme… Mentre gli attori italiani si agitano attorno al rito del def – il documento di economia e finanza che traccia gli obiettivi della finanza pubblica per i prossimi tre anni –, dalla lettura del documento, tabella dopo tabella, emerge il volto del protagonista.

C'era una volta la Germania

Mercoledì, 21 Gennaio 2015

Citazione buona per Draghi e i suoi oppositori della Bundesbank domani, per le elezioni greche domenica. E per noi sempre. "La politica di ridurre la Germania in servitù per una generazione, di degradare la vita di milioni di esseri umani e di privare un'intera nazione della felicità dovrebbe essere odiosa e ripugnante: odiosa e ripugnante anche se fosse possibile, anche se ci arricchisse, anche se non fosse fonte di rovina per tutta la vita civile d'Europa.

L'estate dei due Mari

Mercoledì, 19 Settembre 2012

 

“La pioggia prima che cada”: il titolo del bellissimo romanzo di Jonathan Coe potrebbe sintetizzare l'estate che abbiamo appena lasciato. Caratterizzata dall'attesa di una pioggia imminente, al punto di sentirne l'odore e temerne il rumore. Non la pioggia reale – che in tante parti del mondo i campi hanno atteso invano, restando invece arsi e spogli -, ma quella metaforica a cui ci hanno abituato quattro anni di crisi economica e alti e bassi finanziari. Per l'Europa, era l'attesa del disastro dell'euro, dell'incidente speculativo, della fine continuamente annunciata di una moneta definita “irreversibile”.

Lezioni con Caffè?

Mercoledì, 23 Maggio 2012

E tu, quanto hai guadagnato l’anno scorso? 500mila, 750mila, 1 milione, 28 milioni di dollari? La domanda ossessiva, via via più petulante, viene rivolta a chiunque gli capiti a tiro dal più giovane dei broker protagonisti di “Margin Call”, film sul capitalismo finanziario che più di un trattato di economia mostra e spiega cosa sta succedendo.

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