Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

economia

Manovra. Un lifting economico in chiave elettorale

Martedì, 17 Ottobre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Non ci sarà l’aumento dell’Iva. Che sarebbe automaticamente scattato, in assenza di provvedimenti, in virtù di una decisione presa a suo tempo dal governo Monti. Ci sarà l’utilizzo del cosiddetto “golden power” per proteggere Tim dalla scalata di Vivendi – anche questo, in attuazione rafforzata di una norma introdotta da Monti. Non ci saranno gli interventi sulle pensioni chiesti dai sindacati, per fermare gli innalzamenti automatici dell’età previsti, manco a dirlo, dalla riforma Fornero-Monti. In positivo o in negativo, è tutta nella cornice della mega-manovra fatta sull’onda dell’emergenza spread dal governo del supertecnico Monti la manovra del superpolitico Gentiloni. Il che la dice lunga sull’eterna ripetizione di un vizio italiano: le grandi decisioni, brutte o belle che siano, si prendono solo sull’onda di una grande paura, con la politica messa momentaneamente a tacere da esigenze esterne. Fu così all’inizio degli anni ’90 con Amato, è stato così nel 2011-2013, con Monti. Fuori da questo schema, negli anni recenti abbiamo avuto solo due ondate riformatrici “politiche”: quella di Prodi per forzare l’ingresso dell’Italia nell’euro (riuscita), quelle di Berlusconi per la riduzione delle tasse (non riuscita).

La campagna elettorale sul sentiero stretto

Mercoledì, 04 Ottobre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Il sentiero stretto: è questa la metafora più ricorrente, citata spessissimo quando si parla di finanza pubblica, e ieri ribadita da molti degli interventi che hanno preparato la giornata di oggi. Che sarà importante, per la manovra 2018: sia perché il parlamento deve dare il via libera, a maggioranza qualificata, alla decisione del governo italiano di sforare la regola del pareggio di bilancio; sia perché deve approvare la nota di aggiornamento al Def alla luce dei nuovi e più positivi dati sull’andamento del prodotto interno lordo. Due premesse economiche e politiche che saranno anche il doppio fischio di inizio per giocare la partita vera e propria, quella di una manovra da approvare a campagna elettorale già di fatto iniziata.

La crescita c'è, ma non dà spazi di manovra

Mercoledì, 20 Settembre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

La festa è già finita, ancor prima della fine dell’estate. Dopo aver passato mesi a brindare per i successi del Pil, in anticipo arriva il contrordine d’autunno: la crescita c’è, ma non ci dà grandi spazi di manovra. O meglio, per dirla con le parole del ministro dell’economia, il miglioramento del Pil non allenta “in modo significativo” i vincoli di bilancio. Come ai vecchi tempi, dobbiamo fare i conti con “pochissime risorse”. E sanno di già visto – tristemente - anche alcune proposte che circolano e che potrebbero finire nella manovra economica per il 2018: come la sanatoria per i contanti detenuti in casa o in cassette di sicurezza, un condono per rimettere in circolo denaro dalla dubbia provenienza.

Economia. La visione in controluce di un paese che cerca aiuti

Giovedì, 14 Settembre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

"In un attimo c’è il tempo / per decisioni e revisioni / che un attimo invertirà”. Finisce con una citazione di Thomas Eliot il rapporto congiunturale d’autunno presentato ieri dalla Confindustria. Leggere versi dopo una scarica di slide non è proprio frequente, e ancor più raro è il connubio tra la poesia e la “scienza triste”, come si dice dell’economia. Ma i rappresentanti degli imprenditori italiani devono aver deciso di finire in lirica per rafforzare il messaggio: sbrigatevi. Quella frase contiene i due poli del rapporto presentato ieri: positivo nelle stime sulla crescita, negativo in quelle sul lavoro dei giovani. E dà il senso di un’urgenza, la necessità di cogliere l’attimo; con il che si salta subito nella prosa della prossima manovra economica, alla quale l’associazione padronale chiede molti più soldi in forma di sgravi alle imprese che assumono.

Siamo un Paese a rischio, servono investimenti

Giovedì, 06 Aprile 2017

Articolo pubblicato sui giornali locali del gruppo Espresso

Un’economia che cammina, ma con il freno a mano tirato. Questo il quadro che emerge dalla nota mensile dell’Istat diffusa ieri. Nello stesso giorno altri numeri ci informavano del fatto che, dei 115.000 italiani che lo scorso anno si sono trasferiti all’estero, una larga parte ha un’età compresa tra i 40 e i 50 anni. Mentre la riduzione della disoccupazione giovanile, elemento a prima vista positivo segnalato sempre dall’Istat, si deve più a quanti hanno rinunciato a cercare lavoro che a quanti l’hanno trovato.

I Nobel, i contratti e i ragazzi di Foodora

Martedì, 11 Ottobre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Cinque euro e quaranta all’ora, o due euro e settanta a consegna: è giusta la paga per i fattorini reclutati dalla App Foodora per portare il cibo a domicilio in bicicletta? La questione è esplosa con le proteste dei bikers di Torino. E ha qualcosa a che vedere con il premio consegnato ieri a Stoccolma a due economisti che studiano la teoria dei contratti, Oliver Hart e Bengt Holmstroem. In realtà, gli studi dei due sono più facilmente collegabili alla paga del top manager di Foodora e di tutte le grandi società. Ma, in qualche modo, parlano anche di quei ragazzi in bicicletta e della forbice delle diseguaglianze tra chi ha sempre più e chi ha di meno.

Il Paese di Ciampi

Sabato, 17 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 17 settembre

Nello stesso giorno nel quale i leader europei si riunivano a Bratislava per cercare di arrestare la crisi verticale dell’Unione, se n’è andato l’uomo senza il quale forse l’Italia non sarebbe a quel consesso nel gruppo di testa. L’ingresso dell’Italia nella moneta unica europea è l’eredità storica di Carlo Azeglio Ciampi, sintesi della sua visione della politica economica e della politica tout court, e anche della continuità del suo operato, dalla Banca d’Italia al governo al Quirinale.

Pioniere. Elinor Ostrom, prima Nobel per l'Economia

Lunedì, 03 Agosto 2015

Non è solo il fatto che per la prima volta il Nobel per l’economia l’ha preso una donna: c’è anche il fatto che quella donna lavora del tutto fuori dalla corrente più grossa, dal mainstream. Così Larry Elliott  ha commentato sul Guardian[1], nell’ottobre del 2009, l’incoronazione di Elinor Ostrom da parte dell’accademia di Stoccolma “per le sue analisi del governo dell’economia, in particolare sui beni comuni”. E in effetti no, non era l’unico segnale di svolta, che quella volta il premio fosse andato a una donna. Però è andato a una donna, pioniera di nuovi studi economici, che nella sua breve biografia consegnata all’accademia si racconta come mai aveva fatto nessuno dei suoi sessantadue predecessori e dei suoi dodici successori maschi (eh sì, è stata la prima e l’ultima volta, finora). 

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La Banca d’Italia non prevede miracoli per la ripresa italiana

Martedì, 26 Maggio 2015

Qualcuno in Banca d’Italia la chiama “la guerra dei sette anni”. Nel testo della Relazione annuale sul 2014 si parla di doppia recessione. Comunque lo si voglia chiamare, certo è che il periodo tra il 2007 e il 2014 ci ha lasciato una pesante eredità: gli investimenti sono “sotto” del 30 per cento, i consumi del 7 per cento. Adesso siamo di fronte a una piccola ripresa, inferiore alle aspettative al livello internazionale e più timida in Italia che altrove: motivo per cui il governatore Ignazio Visco, nella relazione annuale presentata all’assemblea dei partecipanti della Banca d’Italia, non ha stappato lo champagne né accennato a miracoli in vista.

Cos'è il Def e quanto pesa il fattore D

Venerdì, 10 Aprile 2015

Comuni più tranquilli, regioni preoccupate, province in allarme… Mentre gli attori italiani si agitano attorno al rito del def – il documento di economia e finanza che traccia gli obiettivi della finanza pubblica per i prossimi tre anni –, dalla lettura del documento, tabella dopo tabella, emerge il volto del protagonista.

Crack supermercati Midal, i dipendenti parte civile

Giovedì, 15 Gennaio 2015
Le prime avvisaglie le ha avute Marilisa, sommelier al reparto vini del Gusto Sidisdi Latina, quando i fornitori hanno cominciato a farle vedere le date degli assegni con cui venivano pagati: che si dilatavano, da 30, a 60 e poi a 90 giorni; finché i pagamenti non sono arrivati più. Monica, dal bancone della panetteria dello stesso supermercato, ha fiutato il peggio quando ha visto fornai arrivare con le lacrime agli occhi, costretti a chiudere perché non venivano pagati da mesi. Segnali esplosi poi nel giorno del “fuori tutto”, col quale la rete dei 18 supermercati posseduti dalgruppo Midal nel Lazio (tra le province di Roma, Latina e Frosinone) ha preannunciato la chiusura.

Come la sinistra ha smarrito la via

Venerdì, 24 Ottobre 2014

L’ultimo, solo in ordine di tempo, è stato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: «La diseguaglianza è cresciuta a livelli senza precedenti», diventando «una forza distruttrice». Campanello dopo campanello, l’allarme per l’incendio suona dovunque, e spesso proprio nelle case degli incendiari: Fondo monetario, Banca mondiale, Ocse, finanche il summit di Davos. Non si è mai parlato tanto di diseguaglianza, e non si è mai fatto così poco per combatterla.

Pil, la doccia gelata viene dall'estero

Mercoledì, 06 Agosto 2014

Il numero-notizia sta nelle prime righe del comunicato dell’Istat tanto atteso: meno 0,2%. Il Pil italiano scende anche più del previsto e tecnicamente ci porta in “recessione”. Ma la sua spiegazione arriva qualche riga più avanti, e porta una notizia anche peggiore: il contributo alla variazione del prodotto che arriva dalla componente nazionale è nullo, mentre quello che viene dall’estero è negativo. Se il meno 0,2% mette a rischio i conti pubblici e in particolare il famoso tetto del 3%, la sua spiegazione fa scricchiolare l’intera impalcatura costruita col Def – il documento-guida della politica economica, con il quale solo pochi mesi fa il governo ha affidato alla domanda che viene dall’estero e alle esportazioni le chiavi della ripresa. - See more at: http://www.pagina99.it/news/economia/6641/pil-doccia-gelata.html#sthash.BmdeVB2s.dpuf

Premio Sila all'Economia del noi

Giovedì, 29 Novembre 2012

Il mio libro "L'economia del noi" (Laterza 2011) ha vinto un premio! Dopo tanto viaggiare, si ferma a Cosenza il 1 dicembre per ritirare il premio Sila, nato nel '49 (il premio non il libro), storia e nomi prestigiosi (rossore), che torna oggi dopo una interruzione per "valorizzare e ridisegnare le mappe della nostra storia letteraria con uno sguardo attento che riaffermi il valore etico della cultura e l'esercizio dello spirito critico". Beh, sono contentissima. Per il premio in sé (una scrive un libro, e non sa poi l'effetto che fa. E poi pensa a lettrici e lettori, non addirittura a una giuria!). E sono felice anche perché nella stessa edizione, per la sezione letteratura, ha vinto un libro che amo, "Lettera di dimissioni" di Valeria Parrella. Grazie!

C'era una volta il Washington Consensus

Domenica, 04 Novembre 2012

Articolo scritto con Anna Maria Simonazzi. Con il voto contrario alla nomina del lussemburghese Yves Mersch alla Bce, la scorsa settimana è andato in scena il primo serio scontro tra l'istituzione democratica più rappresentativa dei popoli europei e l'istituzione più importante per la loro vita economica. L'oggetto non ha a che vedere con la condotta scelta dai timonieri della Bce nel mezzo della più grave tempesta affrontata dai tempi della creazione dell'euro, ma con il sesso dei timonieri: tutti maschi.

Tarantelli, 25 anni dopo

Venerdì, 26 Marzo 2010

“Non mi piaceva la matematica, a scuola. Mio padre mi aiutava a fare i compiti, dicendo che con i numeri si possono risolvere i problemi della gente”. Suo padre era un economista, Ezio Tarantelli, ucciso dalle Brigate Rosse il 27 marzo di venticinque anni fa, nel parcheggio dell'università. E oggi raccontato dal bambino che non amava la matematica, Luca Tarantelli, che fa da narratore, ricercatore, interprete (e anche cantante, nel finale) nel docufilm “La forza delle idee”.

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