Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

finanza

Non tutti i debiti sono uguali

Sabato, 05 Novembre 2016

Articolo pubblicato sul numero 22 (15 novembre 2016) di Rocca

Quanti sono duemila miliardi? Pochi, tanti, tantissimi? Il livello del nostro debito pubblico ha superato quota 2.000 (miliardi) nel 2013 e da allora non ne è più sceso, anzi è salito. A fine 2015 eravamo a 2.172 miliardi di euro, e a metà di quest’anno a 2.248. Ma per quanto impressionante possa essere questa cifra – che viene spesso declinata in teste, quanto debito abbiamo per ciascuno di noi, oppure in ore, a quale velocità cresce il nostro debito – non ci dice molto, se non la confrontiamo con altre. In primo luogo, con quello che il Paese produce: il famoso parametro del rapporto debito/Pil, che secondo gli obiettivi europei dovrebbe essere al massimo al 60% e invece è, per l’Italia, attorno al 132%.

Giganti in ginocchio

Venerdì, 31 Maggio 2013

“La società non esiste”, diceva Margareth Thatcher. In morte della lady di ferro, molti hanno ricordato la sua famosa frase che ha inaugurato il trentennio delle privatizzazioni. “Il mercato non esiste”, verrebbe da dire oggi, leggendo gli scritti di Colin Crouch, e in particolare l'ultimo libro, “Il potere dei giganti” (Laterza):  nel quale si mostra che, per larghi settori dell'economia, la libera concorrenza è schiacciata dai grandi conglomerati industriali e finanziari, che dello Stato e dei governi non sono gli antagonisti, ma i “poderosi alleati”. Mentre può essere proprio la società civile, nelle sue molteplici forme di autorganizzazione, a rompere i giochi e costringere i giganti a qualche forma di controllo, scrive il teorico della “post-democrazia”.

Pagelle tossiche, primi anticorpi

Sabato, 23 Febbraio 2013

Con la decisione dell'amministrazione Obama di trascinare in giudizio Standard and Poor's si è aperta una fase nuova nei rapporti tra politica e finanza? Dopo che il dipartimento di Giustizia ha avanzato la richiesta di 5 miliardi di dollari di risarcimento a una delle maggiori agenzie di rating – le altre sono Moody's e Fitch – per i gravi danni all'economia Usa inflitti dal 2004 al 2007, alle voci di benvenuto nei commenti sui media mondiali hanno fatto eco le preoccupazioni per il ritardo di tale svolta. E sono emersi i dubbi sulla sua efficacia, se non accompagnata da una riforma complessiva della finanza.

Un granello di sabbia si aggira per l'Europa

Giovedì, 24 Gennaio 2013

Il fatto è che “le merci e il lavoro si muovono molto più lentamente dei capitali, in risposta ai segnali internazionali di prezzo”. Così scriveva James Tobin, anno 1978, nell'articolo A Proposal for International Monetary Reform, pubblicato su The Eastern Economic Journal. In questa frase apparentemente banale, c'è il nucleo di base della proposta dell'ormai famosa “Tobin tax”: che in realtà era già stata lanciata da Tobin qualche anno prima a Pricenton nelle Janeway Lectures. Era passata pressoché inosservata, ma che avrebbe avuto invece grande risonanza con le crisi valutarie seguìte alla fine del sistema di Bretton Woods; per poi rotolare negli anni e nei secoli e arrivare fino a noi, dopo aver infiammato anche piazze e movimenti (vastissima la campagna dal basso per la “tassa di Robin Hood”): fino a convincere la riluttante Europa, in preda alla turbolenza finanziaria e alla depressione economica, ad inserirla tra le sue politiche.

Lezioni con Caffè?

Mercoledì, 23 Maggio 2012

E tu, quanto hai guadagnato l’anno scorso? 500mila, 750mila, 1 milione, 28 milioni di dollari? La domanda ossessiva, via via più petulante, viene rivolta a chiunque gli capiti a tiro dal più giovane dei broker protagonisti di “Margin Call”, film sul capitalismo finanziario che più di un trattato di economia mostra e spiega cosa sta succedendo.

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