Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

fisco

Il paradiso dell'1 per cento

Martedì, 21 Marzo 2017

Ci sono almeno 34.022 persone in Italia che potrebbero sentirsi personalmente lese dal regalo fiscale fatto ai super-ricchi con la “tassa piatta” di 100mila euro: sono i benestanti che hanno dichiarato al fisco italiano un reddito complessivo di più di 300mila euro nel 2015, e hanno pagato un’imposta media di 232.780 euro.

Abolire la Tasi è sbagliato

Martedì, 17 Novembre 2015

Una promozione con riserva. O l’annuncio di una futura bocciatura in primavera. Il verdetto di Bruxelles sulla manovra finanziaria italiana per il 2016 può essere visto come il classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, a seconda della propaganda che si vuol fare. Oppure può essere letto qui e analizzato nei punti dolenti.

"Non serve abbassare le tasse, servono investimenti pubblici"

Lunedì, 26 Ottobre 2015

Intervista a Mariana Mazzucato fatta per i quotidiani locali del gruppo Espresso, pubblicata il 25 ottobre 2015

Abbassare le tasse non servirà a garantire la crescita. Perché l’Italia e l’Europa ripartano, sono necessari investimenti pubblici diretti. Mariana Mazzucato , economista brillante e autorevole, autrice di quello che il Financial Times ha proclamato il miglior libro dell’anno – The Entrepreneurial State , in italiano “Lo Stato innovatore” (Laterza) -, sostiene e dimostra tesi che dalle nostre parti sono controcorrente. Ma che altrove sono a pieno titolo nel dibattito politico: chiamata nel consiglio economico del governo scozzese, e nella squadra degli economisti del nuovo leader del Labour Jeremy Corbyn(con il Nobel Stiglitz e lo studioso delle diseguaglianze Thomas Piketty),Mazzucato si divide tra l’università del Sussex e numerosi impegni internazionali.

La vera evasione fiscale è un'altra cosa

Martedì, 06 Ottobre 2015

Commento pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 6 ottobre 2015

Pagare meno, pagare tutti. Quante volte questo slogan è risuonato, nella vita pubblica italiana, a proposito delle tasse? Domenica se ne è avuto l’ultimo aggiornamento, legato a un aspetto molto piccolo, ma concreto e che tocca la vita di tutti: la televisione. O meglio: il servizio pubblico radiotelevisivo, dai cui schermi il presidente del consiglio ha annunciato che potremmo avere dal prossimo anno il canone direttamente conteggiato nella bolletta elettrica. Obiettivo: lotta all’evasione, visto che il canone Rai è tra le tasse meno pagate d’Italia e forse del mondo, col 27% di contribuenti che sfuggono. Mettendo il canone in bolletta – questo l’argomento - si riusciranno a raggiungere gli evasori e così a ridurre il peso su chi già adesso paga. Mettiamo che si possa fare – anche se le obiezioni giuridiche sono tante, e già denunciate dai colossi dell’elettricità, che non ci stanno a fare gli esattori per il governo. Però, anche mettendo tra parentesi questi aspetti pratici non indifferenti, ci sono due cose che non tornano. La prima è nell’ammontare della riduzione del canone: da 113 a 100 euro l’anno, meno di una pizza al piatto. Possibile che tutta l’evasione recuperata valga così poco? No: nei conti del governo, il grosso della somma dovrebbe andare a ripianare il deficit del servizio pubblico. Quindi il ragionamento non è: facciamo pagare tutti, così tutti pagheremo di meno; ma: facciamo pagare tutti, per dare più soldi alla Rai. Legittimo, ma sarebbe bene dire le cose come stanno.

Per i tagli alle tasse caccia a 30 miliardi

Mercoledì, 22 Luglio 2015

Quest'articolo è stato pubblicato il 21 luglio sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Il primo giro di boa si chiama Spending Review e vale 10 miliardi. Il secondo si chiama Commissione europea, e vale almeno 16 miliardi, che potrebbero salire a 20. Questa la doppia scommessa contabile sulla cui riuscita Matteo Renzi conta per trovare i soldi necessari a finanziare il suo piano di riduzione fiscale di qui al 2018. E poiché, in tema di tasse, un’esperienza ormai antica ha mostrato la distanza tra il dire e il fare, gli occhi di tutti sono puntati lì: sulla copertura finanziaria della “rivoluzione copernicana”. Affidata a Yoram Gutgeld, commissario renziano alla spending review, e alla diplomazia del ministro Padoan presso Bruxelles.

Lotta all'evasione, da dove arriveranno i 3,8 miliardi

Giovedì, 16 Ottobre 2014

3,8 miliardi in un anno dalla lotta all’evasione sono pochi e sono tanti. Sono pochi, per un paese nel quale l’economia sommersa è stimata all’11% del Pil e l’evasione fiscale a 150 miliardi (quasi 40 dei quali dalla sola Iva). Sono tanti, se devono essere scritti nella legge di stabilità quasi con nome e cognome, e poi entrare davvero in cassa l’anno prossimo. Dunque, sulla voce “recupero dell’evasione” – oltre che su quella, più grossa e misteriosa, e quasi tutta affidata agli enti locali, della spending review (15 miliardi) - si eserciterà la vigilanza occhiuta di Bruxelles.

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